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Pisa

«Centro clinico meglio di un ospedale» 

«Centro clinico meglio di un ospedale» 

Sopralluogo al Don Bosco, gli avvocati promuovono la struttura sanitaria al servizio dei detenuti

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PISA. «Il centro clinico, se paragonato alla situazione di assoluta carenza di qualità del regime di detenzione, è sicuramente una nota positiva. Anzi, tutto sommato, funziona meglio di un ospedale comune».
Esce dalla visita al centro clinico del carcere Don Bosco e la presidente della Camera penale di Pisa, avvocato Laura Antonelli, promuove la struttura per assistenza e organici.
Al sopralluogo hanno partecipato anche il segretario della Camera penale, avvocato Serena Caputo, il tesoriere avvocato Alessandro Zarra con il presidente dell’Ordine provinciale degli avvocati, Alberto Marchesi. Presenti anche il direttore del carcere, Fabio Prestopino, che ha accompagnato la delegazione di cui facevano parte pure Giuseppe Di Vetta ricercatore del Sant'Anna, l’avvocato Alberto Genova e l’ingegnere Alessandro Taddei.
La visita ha preceduto un convegno sulla medicina penitenziaria, organizzato dallo stesso Consiglio dell'ordine degli avvocati di Pisa in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense. Per la prima volta partendo da Pisa e dalla Toscana sono stati messi a confronto medici, operatori del carcere e avvocati nell'impegno comune di garantire anche in carcere il diritto alla Salute, secondo i precetti della nostra costituzione. Il report degli avvocati pisani sulla visita all'ospedale penitenziario di Pisa è positivo: l'ospedale carcerario è noto come una delle eccellenze della medicina carceraria italiana, dato che non accoglie solo detenuti toscani, ma anche provenienti da altre regioni. Sono venti i medici in organico e altrettanti infermieri con 6 nuove assunzioni in prevalenza femminili e di giovane età oltre a tutti gli specialisti che periodicamente intervengono.
«L'ambiente si presenta assolutamente analogo a quello di una struttura ospedaliera, se non fosse per le cancellate e le sbarre, anche se ovviamente più piccolo e circoscritto – riferiscono gli avvocati presenti alla visita –. Ci sono sale infermieristiche, sale per le visite, camere di degenza, una grande e ampia sala operatoria dotata di tutte le prescrizioni mediche e per la sicurezza, una stanza per l'esecuzione della tac e una per le radiografie. Si eseguono con una certa frequenza interventi di chirurgia ambulatoriale e day surgery nelle branche specialistiche di chirurgia generale, otorinolaringoiatria, urologia e ortopedia».
Non possono essere eseguiti interventi più "delicati" perché sala operatoria non dispone di una sala rianimazione ne' di apparecchiature sufficienti. Concludono i legali: «L'impegno e la professionalità degli operatori e dei medici è apprezzabile e ancora una volta appare preminente rispetto alle ristrette risorse economiche e alle farraginosità del sistema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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