Sicurezza
Una discarica nell’Incile Scatta la bonifica
Iniziate le operazioni di dragaggio necessarie all’apertura del collegamento Arno-Navicelli
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PISA. Non era certo da escludere che dalle acque fangose potesse uscire, ad esempio, qualche bomba inesplosa della seconda guerra mondiale. D’altronde, il quartiere di Porta a Mare ha pagato un tributo altissimo al conflitto bellico. Invece il canale Incile, più prosaicamente, ha restituito oggetti moderni. Rivelando purtroppo quella è diventata negli anni: una discarica in cui le acque scure celavano il risultato dell’inciviltà. Un numero per tutti, le 52 biciclette che sono state riportate in superficie, tutta merce stranamente sottratta, anche da chi l’ha rubata, al mercato florido del riuso. Oltre a motori vari, lavatrici, frigoriferi e persino una macchine da cucire.
Tante sorprese dall’importante attività in corso all’Incile, preludio della fine dei lavori e dell’apertura del canale che consentirà di completare il circuito delle acque dal porto di Boccadarno a quello di Livorno, via Arno e Navicelli, con riflessi per nautica e turismo.
È la prima volta che viene dragato l’Incile e per questo, essendo stata l’area soggetta a bombardamento, si è resa necessaria la bonifica bellica «attraverso un’azienda iscritta nel registro del Genio Militare di Padova, competente per la nostra area. I lavori sono stati aggiudicati all’Impresa Vanni Pierino Srl di Cecina», spiega l’amministratore unico della Navicelli Spa, Giovandomenico Caridi. Saranno dragati 12mila metri cubi di materiale, con l’obiettivo di portare il fondale a tre metri di profondità.
Questo intervento s’inserisce nella parte finale dell’ultima opera che resta da completare per aprire l’Incile, ovvero la costruzione del nuovo ponte sul canale in via Livornese. Un mese fa sono state varate le travi di sostegno, l’ossatura principale della struttura. Il nuovo ponte viene realizzato più alto del precedente, con una luce libera sotto la trave di 6 metri, in modo da permettere il passaggio delle imbarcazioni che utilizzeranno il canale di collegamento tra Arno e Navicelli. In corso le opere di rifinitura, con completamento del cantiere intorno alla fine di luglio, dopodiché il ponte sarà aperto al traffico e il cantiere si sposterà dove ora c’è la strada provvisoria che sarà demolita per realizzare l’ultimo tratto del collegamento fluviale.
Finora è stata effettuata la bonifica del canale, la rimozione della vecchia “ghigliottina”, la manutenzione e il ripristino delle funzionalità del ponte girevole. E inoltre la realizzazione dei muri di imbocco del canale e della soletta di fondo, l’escavazione dello sbocco sull’Arno, l’installazione di tutte le porte vinciane all’interno del canale, le due concate di navigazione, il collaudo statico della porta arginale e dei panconi, nonché la realizzazione della massicciata arginale a protezione idraulica dello sbocco. Il progetto rientra nell’accordo sottoscritto tra la società Olt Offshore Lng Toscana, la Provincia e il Comune di Pisa. «Sono molto contento di questo evento - dice Caridi - in quanto anche l’ultimo anello viene risolto. Così finalmente dal canale Navicelli si potrà in barca andare a Pisa, sulla golena d’Arno, al porto di Pisa e in mare. Si realizza così un altro sogno pisano, ma direi di tutta la Toscana».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tante sorprese dall’importante attività in corso all’Incile, preludio della fine dei lavori e dell’apertura del canale che consentirà di completare il circuito delle acque dal porto di Boccadarno a quello di Livorno, via Arno e Navicelli, con riflessi per nautica e turismo.
È la prima volta che viene dragato l’Incile e per questo, essendo stata l’area soggetta a bombardamento, si è resa necessaria la bonifica bellica «attraverso un’azienda iscritta nel registro del Genio Militare di Padova, competente per la nostra area. I lavori sono stati aggiudicati all’Impresa Vanni Pierino Srl di Cecina», spiega l’amministratore unico della Navicelli Spa, Giovandomenico Caridi. Saranno dragati 12mila metri cubi di materiale, con l’obiettivo di portare il fondale a tre metri di profondità.
Questo intervento s’inserisce nella parte finale dell’ultima opera che resta da completare per aprire l’Incile, ovvero la costruzione del nuovo ponte sul canale in via Livornese. Un mese fa sono state varate le travi di sostegno, l’ossatura principale della struttura. Il nuovo ponte viene realizzato più alto del precedente, con una luce libera sotto la trave di 6 metri, in modo da permettere il passaggio delle imbarcazioni che utilizzeranno il canale di collegamento tra Arno e Navicelli. In corso le opere di rifinitura, con completamento del cantiere intorno alla fine di luglio, dopodiché il ponte sarà aperto al traffico e il cantiere si sposterà dove ora c’è la strada provvisoria che sarà demolita per realizzare l’ultimo tratto del collegamento fluviale.
Finora è stata effettuata la bonifica del canale, la rimozione della vecchia “ghigliottina”, la manutenzione e il ripristino delle funzionalità del ponte girevole. E inoltre la realizzazione dei muri di imbocco del canale e della soletta di fondo, l’escavazione dello sbocco sull’Arno, l’installazione di tutte le porte vinciane all’interno del canale, le due concate di navigazione, il collaudo statico della porta arginale e dei panconi, nonché la realizzazione della massicciata arginale a protezione idraulica dello sbocco. Il progetto rientra nell’accordo sottoscritto tra la società Olt Offshore Lng Toscana, la Provincia e il Comune di Pisa. «Sono molto contento di questo evento - dice Caridi - in quanto anche l’ultimo anello viene risolto. Così finalmente dal canale Navicelli si potrà in barca andare a Pisa, sulla golena d’Arno, al porto di Pisa e in mare. Si realizza così un altro sogno pisano, ma direi di tutta la Toscana».
Francesco Loi
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