Sicurezza
Pienone sulle spiagge e maximulte da mille euro
Complice il giorno festivo e il bel tempo lunghe code fra Pisa e il litorale Sanzionati gli stabilimenti che non avevano provveduto a dotarsi di un bagnino
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MARINA. L’estate di fatto è iniziata, con la complicità del bel tempo, nel primo giorno festivo di giugno: pienone sulle spiagge pisane e anche lunghe code sia in mattinata verso il litorale, sia in serata sulla strada del ritorno: più di un lettore ci ha segnalato un tempo di percorrenza di oltre due ore fra Tirrenia e Pisa. Ma anche controlli e multe salate (da 1034 euro) della Capitaneria di Porto per l’assenza di bagnini in alcuni stabilimenti.
La presenza del bagnino con tutta la dotazione di salvataggio (patino, salvagenti, pinne...) è obbligatoria dal 15 giugno al 15 settembre dalle ore 9 alle 19, ma già nel periodo precedente, dal primo maggio al 14 giugno, anche se lo stabilimento apre solo per elioterapia la sorveglianza è obbligatoria nei giorni sabato, domenica e festivi.
«Le norme sono chiare, - afferma Fiorenzo Meucci, direttore della Società Nazionale di Salvamento, - e l’intento è rendere le spiagge più sicure nel giorno di maggior afflusso: se apri il bagno devi mettere il bagnino. Nonostante tutto c’è chi non ha ancora compreso che la sicurezza non può avere deroghe e su alcune concessioni non si sono ancora adeguati. I bagnini che operano negli stabilimenti adiacenti a questi “trasgressori” non ci stanno a fare “la guardia” anche ai clienti degli altri stabilimenti, ed hanno prima avvertito la locale sede della Sns per sapere cosa fare, come comportarsi, dopo hanno segnalato il fatto alla Autorità Marittima , ieri sono stati effettuati controlli dai Guardacoste e chi non era in regola è stato multato».
La sicurezza della balneazione è in mano ai concessionari litoranei, i titolari degli stabilimenti, che devono applicare le norme stabilite dalla locale Capitaneria.
L’osservanza di queste norme, ricorda Meucci, ha portato quasi ad azzerare le morti per annegamento sui nostri lidi davanti a concessioni balneari. «I settanta decessi per sommersione che annualmente si registrano sulle nostre coste si concretizzano soltanto davanti alle libere dove non è presente la sorveglianza: manca il bagnino».
L’Italia secondo i dati dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha in applicazione un ottimo protocollo di sorveglianza balneare: basti pensare che in Giappone hanno mortalità nove volte superiore alla nostra.
Antonio Scuglia
La presenza del bagnino con tutta la dotazione di salvataggio (patino, salvagenti, pinne...) è obbligatoria dal 15 giugno al 15 settembre dalle ore 9 alle 19, ma già nel periodo precedente, dal primo maggio al 14 giugno, anche se lo stabilimento apre solo per elioterapia la sorveglianza è obbligatoria nei giorni sabato, domenica e festivi.
«Le norme sono chiare, - afferma Fiorenzo Meucci, direttore della Società Nazionale di Salvamento, - e l’intento è rendere le spiagge più sicure nel giorno di maggior afflusso: se apri il bagno devi mettere il bagnino. Nonostante tutto c’è chi non ha ancora compreso che la sicurezza non può avere deroghe e su alcune concessioni non si sono ancora adeguati. I bagnini che operano negli stabilimenti adiacenti a questi “trasgressori” non ci stanno a fare “la guardia” anche ai clienti degli altri stabilimenti, ed hanno prima avvertito la locale sede della Sns per sapere cosa fare, come comportarsi, dopo hanno segnalato il fatto alla Autorità Marittima , ieri sono stati effettuati controlli dai Guardacoste e chi non era in regola è stato multato».
La sicurezza della balneazione è in mano ai concessionari litoranei, i titolari degli stabilimenti, che devono applicare le norme stabilite dalla locale Capitaneria.
L’osservanza di queste norme, ricorda Meucci, ha portato quasi ad azzerare le morti per annegamento sui nostri lidi davanti a concessioni balneari. «I settanta decessi per sommersione che annualmente si registrano sulle nostre coste si concretizzano soltanto davanti alle libere dove non è presente la sorveglianza: manca il bagnino».
L’Italia secondo i dati dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha in applicazione un ottimo protocollo di sorveglianza balneare: basti pensare che in Giappone hanno mortalità nove volte superiore alla nostra.
Antonio Scuglia
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