Il Tirreno

Pisa

«La Chiesa dica no agli arsenali» 

di Danilo Renzullo
«La Chiesa dica no agli arsenali» 

L’appello di Padre Agostino durante il sit-in all’ingresso della base Usa

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PISA. Guerra alla guerra. I pacifisti dichiarano battaglia al progetto che il prossimo dicembre dovrebbe dare avvio ai lavori di costruzione di una nuova linea ferroviaria per trasportare sulla strada ferrata armi e munizioni dentro la base Usa di Camp Darby. In oltre duecento, tra antimilitaristi, esponenti dei sindacati di base, collettivi, ambientalisti, animalisti, rappresentanti di alcuni partiti (Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e Possibile) e di movimenti pacifisti di Pisa, Livorno, Piombino, Massa, Firenze, Lucca, Pontedera e Cascina, si sono riuniti nel piazzale dell’ingresso principale dell’installazione militare per contestare il piano da 45 milioni di dollari che prevede anche la realizzazione di due terminal e di un ponte girevole sul Canale dei Navicelli.
“Frontiere chiuse alle armi, non alle persone” lo slogan che ha accompagnato il sit-in, impresso anche su uno striscione posizionato ai cancelli di ingresso della base, sorvegliato da polizia e carabinieri. «Il progetto per il potenziamento della linea ferroviaria di Camp Darby non è altro che l’ultimo pezzo di un disegno strategico ben preciso, partito con la realizzazione dell’hub militare all’aeroporto e che punta a far diventare il territorio tra Pisa e Livorno la nuova polveriera del Mediterraneo».
Con bandiere e striscioni i manifestanti hanno presidiato per alcune ore l’ingresso della base costruita nel 1951 per «onorare - sottolineano - la Festa della Repubblica che ripudia la guerra». Tra loro anche Padre Agostino Rota Martir, “il prete degli ultimi” che ha assunto la missione di far conoscere ai fedeli il progetto di potenziamento della linea ferroviaria. «È importante coinvolgere anche la chiesa locale su questo piano, finalizzato non a portare aiuti umanitari, ma ad aumentare il traffico delle armi. Una questione che Papa Francesco solleva quasi quotidianamente e per questo sarebbe interessante un parere della chiesa pisana. Cercherò di coinvolgere i fedeli - aggiunge Padre Agostino - perché la pace non può essere considerato un optional». Un grande “paracadute della pace” ha colorato l’asfalto dell’ingresso dell’installazione militare che ad inizio autunno sarà probabilmente attraversata da una manifestazione nazionale. «Porteremo la questione in consiglio regionale - annuncia Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì-Toscana a sinistra - mettendo in campo un percorso per impedire la realizzazione del progetto e per la riconversione della base ad usi civili». Il piano per la costruzione della nuova strada ferrata approderà il 15 giugno in consiglio comunale, con una seduta dedicata al progetto presentato dal governo americano e dal ministero della Difesa italiano. (d.r.)
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