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«Indispensabili organizzazione e disciplina»
PISA. Federica Mariotti, 32 anni, è l’unica donna dello staff giallo verde. È la preparatrice atletica della squadra calcesana dal 2013 e ha accompagnato i combattenti al Gioco del 2014. Calcesana...
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PISA. Federica Mariotti, 32 anni, è l’unica donna dello staff giallo verde. È la preparatrice atletica della squadra calcesana dal 2013 e ha accompagnato i combattenti al Gioco del 2014. Calcesana doc, ha seguito fin da bambina il Gioco pisano e anche quello del Mulino, manifestazione storica della Valgraziosa.
«In tribuna ho sempre tifato Calci, ma non sapevo cosa stesse dietro un evento del genere – Mariotti racconta così il progressivo avvicinamento a questo sport – Conoscevo alcuni combattenti e il gruppo mi ha coinvolto tanto fin dall’inizio, quando allenavo una squadra di basket a Livorno e seguivo la squadra calcesana una volta al mese. Sono dei ragazzi fantastici, molto uniti tra di loro, hanno un entusiasmo contagioso».
Mariotti continua a lavorare nel mondo del basket, ma l’interesse per il Gioco ha fatto sì che si consolidasse il rapporto professionale e lavorativo con la squadra calcesana. «Prima di me avevano un altro preparatore. Mi sono trovata benissimo con loro, son bravissimi. Ho introdotto una certa organizzazione e la disciplina, fondamentali per far bene – dice la giovane allenatrice –. In questi giorni l’adrenalina comincia a farsi sentire. La tensione in questo sport è maggiore rispetto ad altri: se nel basket si gioca ogni domenica tra playoff e playout, qui ci si allena per un unico evento all’anno. Il lavoro mio e del capitano è anche quello di cercare di tranquillizzare gli animi, dare fiducia a seconda delle caratteristiche di ogni combattente». Quali sono le caratteristiche caratteriali necessarie per ottenere buoni risultati in questo sport? «La soglia del dolore deve essere alta – risponde, sorridendo, riferendosi all’importante pesistica alla base dell’allenamento –. Bisogna avere un grande entusiasmo e una grande voglia di vincere. La disciplina è alla base di tutto se si vuole migliorare. Inoltre, è necessario lo spirito di collaborazione, aiutarsi a vicenda». (s.b.)
«In tribuna ho sempre tifato Calci, ma non sapevo cosa stesse dietro un evento del genere – Mariotti racconta così il progressivo avvicinamento a questo sport – Conoscevo alcuni combattenti e il gruppo mi ha coinvolto tanto fin dall’inizio, quando allenavo una squadra di basket a Livorno e seguivo la squadra calcesana una volta al mese. Sono dei ragazzi fantastici, molto uniti tra di loro, hanno un entusiasmo contagioso».
Mariotti continua a lavorare nel mondo del basket, ma l’interesse per il Gioco ha fatto sì che si consolidasse il rapporto professionale e lavorativo con la squadra calcesana. «Prima di me avevano un altro preparatore. Mi sono trovata benissimo con loro, son bravissimi. Ho introdotto una certa organizzazione e la disciplina, fondamentali per far bene – dice la giovane allenatrice –. In questi giorni l’adrenalina comincia a farsi sentire. La tensione in questo sport è maggiore rispetto ad altri: se nel basket si gioca ogni domenica tra playoff e playout, qui ci si allena per un unico evento all’anno. Il lavoro mio e del capitano è anche quello di cercare di tranquillizzare gli animi, dare fiducia a seconda delle caratteristiche di ogni combattente». Quali sono le caratteristiche caratteriali necessarie per ottenere buoni risultati in questo sport? «La soglia del dolore deve essere alta – risponde, sorridendo, riferendosi all’importante pesistica alla base dell’allenamento –. Bisogna avere un grande entusiasmo e una grande voglia di vincere. La disciplina è alla base di tutto se si vuole migliorare. Inoltre, è necessario lo spirito di collaborazione, aiutarsi a vicenda». (s.b.)
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