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Pisa

Le donne si riprendono la Mala Servanen Jin 

Le donne si riprendono la Mala Servanen Jin 

Violati i sigilli apposti all’ex centro di accoglienza di via Garibaldi: scatta una nuova occupazione

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PISA. Lo avevano promesso: «I sigilli non fermeranno la Mala Servanen Jin».
Ad una settimana dallo sgombero e dal sequestro dell’ex centro di accoglienza di via Garibaldi, il gruppo di donne che lo scorso 8 marzo ha occupato lo stabile al termine della manifestazione organizzato in occasione della festa delle donne, ieri mattina, dopo un breve corteo, ha riaperto quella che è stata ribattezzata “la casa delle donne combattenti”, violando i sigilli apposti durante lo sgombero dello scorso 24 maggio.
«Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo praticato quello che avevamo promesso il giorno dello sgombero - dicono le circa cinquanta donne che hanno occupato nuovamente lo stabile -: siamo tornate nella nostra casa con la determinazione che ci ha caratterizzate fin dall’8 marzo. Nei mesi scorsi abbiamo restituito alla città questo stabile abbandonato e lasciato al degrado dal Comune, mettendo a disposizione delle donne uno spazio di confronto e di accoglienza, che Comune e questura hanno bruscamente interrotto».
Fiori, striscioni e fumogeni hanno accolto il ritorno delle occupanti, salutato favorevolmente anche da molti residenti. «Sosteniamo questa esperienza - sottolinea un’abitante di via Garibaldi - non solo perché ha risanato una struttura da anni in attesa di un recupero, ma soprattutto per le sue concrete motivazioni di sostegno alle donne e a tutta la cittadinanza». In poco meno di una settimana, le attiviste che hanno occupato l’immobile destinato alla prima accoglienza dei richiedenti asilo, ma da anni chiuso e abbandonato, hanno raccolto circa 1.500 sottoscrizioni a sostegno di una petizione per la riapertura e il dissequestro della struttura.
Dalle occupanti è partita anche una richiesta di incontro all’amministrazione comunale. «Vogliamo un tavolo di confronto con l’obiettivo di aprire una trattativa - spiegano - per discutere del futuro dello spazio di via Garibaldi, ma anche della Limonaia (struttura nei mesi scorsi occupata e recentemente sgomberata, ndr). La prima richiesta che rivolgiamo all’amministrazione è però di fare tutto il possibile per togliere i sigilli e dissequestrare l’immobile».
Una proposta per il futuro dello stabile arriva dai Riformisti per Pisa. «L’edificio può essere inserito in un bando comunale per ospitare le sedi di associazioni presenti sul territorio, oppure concesso alle scuole del quartiere per attività di laboratorio, alternanza scuola-lavoro e tirocinio. Una nuova occupazione abusiva è inaccettabile, come l’abbandono e il degrado», sottolinea la lista civica. «L’occupazione di luoghi pubblici è un reato - conclude - ed è giusto procedere d’ufficio per la liberazione dello spazio. Non c’è stato alcun evento straordinario dietro lo sgombero, inutile quindi gridare allo scandalo».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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