Il Tirreno

Pisa

«Io, da un anno in lotta per riavere la mia casa» 

«Io, da un anno in lotta per riavere la mia casa» 

La denuncia di un proprietario di un alloggio “occupato” da un inquilino moroso «Le istituzioni prendono le distanze dai Prendocasa, ma avallano i loro metodi»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Bilocale gratis nel centro di Pisa? È possibile averlo». L’ironia di un locatario di un appartamento in via Facchini, nasconde l’amarezza di un uomo da un anno in lotta per rientrare in possesso dell’immobile, concesso con un contratto di locazione ad uso abitativo nel 2014 con un canone mensile di 600 euro ad un inquilino (omettiamo i nomi per proteggere la privacy del locatore e del conduttore) che dopo poco più di un anno si è reso inadempiente ed è stato sottoposto ad una procedura di intimazione di sfratto per morosità, conclusa con un’ordinanza di convalida lo scorso settembre. Il provvedimento emesso dal tribunale accoglie la volontà del proprietario, ma dà inizio ad un calvario che attende ancora la conclusione. «Una vicenda vergognosa», sottolinea Rosanna Magro, legale del proprietario di casa che, dopo l’ultimo tentativo di accesso dell’ufficiale giudiziario impedito da un picchetto antisfratto del movimento Prendocasa, solleva il caso per denunciare le difficoltà che hanno i locatori per rientrare in possesso del proprio bene. Perché se è vero che quella di chi casa non ce l’ha o rischia di perderla è una situazione - a Pisa - grave oltre che numericamente significativa, è altrettanto vero che c’è un’altra faccia dell’emergenza abitativa.
«Al primo accesso per eseguire lo sfratto, fissato per lo scorso gennaio, l’ufficiale giudiziario si è presentato senza l’ausilio della forza pubblica ed è stato costretto a rinviare l’accesso al mese successivo - spiega l’avvocato - A febbraio non è stato possibile effettuare lo sfratto perché l’accesso è stato fisicamente impedito da oltre 50 attivisti di Prendocasa. Nonostante la richiesta di intervento della forza pubblica, i poliziotti in borghese presenti sul luogo hanno raccomandato di non forzare la situazione e di concedere un rinvio». A questo è seguita la richiesta di mediazione dell’inquilino all’assessore alle politiche abitative Ylenia Zambito «che - aggiunge il legale - ha rifiutato di ricevere l’uomo perché accompagnato dagli attivisti di Prendocasa». Due tentativi di accesso (marzo e inizio maggio) ancora una volta non danno il risultato sperato per il proprietario, «impediti dagli schiamazzanti attivisti dell’associazione, per niente intimoriti dalla presenza di qualche poliziotto né dalla prese di posizione dell’assessore (“Prendocasa non è un interlocutore riconosciuto dal Comune” ha dichiarato Zambito)», prosegue l’avvocato. «Martedì scorso si è consumata l’ennesima beffa per il proprietario - aggiunge - Nonostante le richieste di intervento della forza pubblica, nessun esponente delle forze dell’ordine ha presenziato al rilascio dell’immobile».
«Una vicenda vergognosa - conclude Magro - Ho il massimo rispetto per il diritto alla casa e per le reali situazioni di disagio. In questo caso l’inquilino non ha i requisiti per ottenere i benefici previsti dalle leggi per i morosi incolpevoli e le istituzioni, pur prendendo formalmente le distanze dai Prendocasa di fatto avallano le loro condotte, connotate da violenza fisica e verbale e lasciando soli i proprietari ad esercitare un diritto costituzionalmente garantito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa