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Pisa

«La sede è definitiva mentre la presidenza sarà a rotazione» 

«La sede è definitiva mentre la presidenza sarà a rotazione» 

Accorpamento delle Camere di Commercio, controreplica dell’Unione Industriale: ecco perché sosteniamo Pisa

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PISA. «Nessun inutile allarmismo, semplicemente la difesa di ciò che Unioncamere già ci attribuisce, ovvero di poter avere la sede centrale della Camera di Commercio». Controreplica dell’Unione Industriale Pisana alle quattro associazioni che invece, nell’ottica di un tentativo di accordo in vista della scadenza dell’8 giugno, preferiscono mantenere la governance (quindi la presidenza) anziché la sede legale (che su proposta lucchese sarebbe distaccata a Viareggio). Questa infatti è la posizione di Cna (che esprime alla Camera di Commercio di Pisa il presidente Valter Tamburini), Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti che in una nota hanno tra l’altro scritto: «Ben più significativa di un semplice spostamento formale di sede è la concreta possibilità di esprimere la governance delle Camere di Commercio riunificate. Questo è quello che conta in termini di potere effettivo, fermo restando che le strutture della stessa Camera di Commercio di Pisa non verrebbero affatto ridimensionate».
L’Unione Industriale invece ribadisce anzitutto «il sostegno alle buone e legittime ragioni espresse formalmente da Unioncamere Nazionale Roma (ente deputato dal ministero ad indicare salvo diverso accordo sul territorio la sede principale negli accorpamenti degli enti camerali), indicanti Pisa come sede principale anziché l’ipotesi di Viareggio sede principale e Pisa-Lucca-Massa sedi secondarie. Siamo stati accusati di allarmismo ingiustificato, di trascurare il vero aspetto importante cioè la governance, di mirare ad altri obiettivi che sfuggono. Senza polemiche ma il Dl.gs. n. 219 del 2016 prevede e recita “piano complessivo di razionalizzazioni con individuazione di una sola sede, razionalizzazione delle sedi secondarie, limitazione degli spazi utilizzati strutturalmente necessari ai compiti, anche tenuto conto delle riduzioni e dei trasferimenti del personale derivanti dalla razionalizzazione”». Continua il decreto: «Devono essere, altresì, individuati le modalità ed i termini per la dismissione ovvero la locazione a terzi delle parti di patrimonio immobiliare non più ritenuto essenziale alle finalità istituzionali».
«Ci dispiace per le quattro sigle imprenditoriali - aggiungono gli industriali - ma non esisterà una sede legale-formale ed altre che mantengono strutture, personale e prerogative: esisterà una sede principale e le secondarie subiranno il processo di “razionalizzazione” indicato chiaramente dal decreto. Non è inutile allarmismo il nostro, ma solo la volontà di portare a conoscenza dell’opinione pubblica che va difeso anzitutto quanto Unioncamere ci attribuisce, non avendo noi alcun “altro fine ed altro obiettivo” che quello di non far perdere a Pisa la sede principale; del resto nell’unico accorpamento già realizzato in Toscana, tra Livorno e Grosseto, la sede principale è Livorno essendo Livorno la Camera che ha il maggior numero di imprese, come nel caso di Pisa».
«Prendiamo atto - conclude l’Unione Industriale - delle opinioni delle altre associazioni di categoria, teniamo però a precisare che la governance è certamente importante, ma quegli incarichi sono per loro natura transitori e fatalmente destinati a rotazioni, mentre la scelta di sede è definitiva. Nessun allarmismo e nessun altro fine, almeno da parte nostra, semmai un invito a rispettare i criteri razionali indicati da Roma individuati certamente con una logica super partes e per non penalizzare Pisa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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