Proteste
Diritto allo studio, il guaio dell’Iva
L’Agenzia delle Entrate rivuole 12 milioni di euro. Sinistra Per: servizi a rischio
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PISA. Metti l’Iva, togli l’Iva. È il classico pasticcio all’italiana, ma in ballo ci sono i servizi agli studenti sul prossimo bilancio. «Succede che una bella mattina, l’Agenzia delle Entrate si alza e decide di chiedere indietro i rimborsi dell’Iva in base ad una sentenza del tribunale di Parma», dicono da Sinistra Per. Il Diritto allo studio toscano dovrebbe ridare all’Agenzia delle Entrate (rimborso non dovuto dell’Iva) circa 12 milioni di euro che rappresentano il 10% del bilancio del Dsu regionale. «Il Dsu Toscana - spiega Francesco Di Bartolo di Sinistra Per - come la maggior parte delle Aziende per il diritto allo studio, ha detratto l’Iva durante gli ultimi anni per tutti i beni e servizi relativi a vitto e alloggio riguardanti gli studenti universitari, interpretando queste operazioni come non esenti dal pagamento dell’Iva». Ricapitolando: il Dsu paga l’Iva, ma poi ha il “diritto” alla detrazione della stessa. Il pasticciaccio rischia di mettere in crisi tutte le Aziende per il diritto allo studio, anche se è passata in commissione di bilancio una manovrina che metterebbe una sanatoria.
«Peccato però che non sia stato ancora previsto l’ammontare di questo fondo per ripianare i buchi che si aprirebbero nel caso di restituzione dell’Iva», dice Di Bartolo. La Regione Toscana ci mette una pezza da ben 2 milioni ed 800mila euro. Una pezza per questo anno di bilancio, ma non per il prossimo. L’Agenzia delle Entrate non molla e va avanti per la sua strada. Ed anzi il nostro Dsu è stato il “fortunato” ente ad essere controllato per primo. I controlli effettuati comporterebbero in tutto un accantonamento di circa 12 milioni di euro l’anno (9 tra restituzioni e sanzioni e 2,8 di cambio di regime. Gli studenti che si sono riuniti in un presidio in piazza Garibaldi concludono: «L’Agenzia delle Entrate, dopo che per anni ha lasciato libero arbitrio ai vari enti rispetto alla questione, ha improvvisamente effettuato dei controlli sul bilancio dell’azienda con l’intenzione di omologare il trattamento dell’Iva di tutte le Aziende per il diritto allo studio».
Intanto, la Lista una Città in Comune porterà una mozione di indirizzo in Regione Toscana attraverso i consiglieri di Sì-Toscana a sinistra.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Peccato però che non sia stato ancora previsto l’ammontare di questo fondo per ripianare i buchi che si aprirebbero nel caso di restituzione dell’Iva», dice Di Bartolo. La Regione Toscana ci mette una pezza da ben 2 milioni ed 800mila euro. Una pezza per questo anno di bilancio, ma non per il prossimo. L’Agenzia delle Entrate non molla e va avanti per la sua strada. Ed anzi il nostro Dsu è stato il “fortunato” ente ad essere controllato per primo. I controlli effettuati comporterebbero in tutto un accantonamento di circa 12 milioni di euro l’anno (9 tra restituzioni e sanzioni e 2,8 di cambio di regime. Gli studenti che si sono riuniti in un presidio in piazza Garibaldi concludono: «L’Agenzia delle Entrate, dopo che per anni ha lasciato libero arbitrio ai vari enti rispetto alla questione, ha improvvisamente effettuato dei controlli sul bilancio dell’azienda con l’intenzione di omologare il trattamento dell’Iva di tutte le Aziende per il diritto allo studio».
Intanto, la Lista una Città in Comune porterà una mozione di indirizzo in Regione Toscana attraverso i consiglieri di Sì-Toscana a sinistra.
Carlo Venturini
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