Il Tirreno

Pisa

«Ora denunceremo le violenze subite»

«Ora denunceremo le violenze subite»

Sul piede di guerra le donne sgomberate dall’ex centro di accoglienza di via Garibaldi

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PISA. La certezza è che non molleranno. Vogliono riprendersi quello che gli è stato tolto con la forza. E contro quella forza, che ha mandato all’ospedale - raccontano - due donne sopra i cinquanta anni (il giorno dello sgombero) ed altre 4 persone (il giorno dopo l’intervento delle forze dell’ordine all’ex centro di accoglienza di via Garibaldi) presenteranno denuncia «perché quella che abbiamo subito è una aggressione con un ingiustificato uso della violenza» dicono.
A parlare sono alcune delle donne, giovani e meno giovani, che dopo il corteo dell’8 marzo a Pisa hanno occupato lo stabile, di proprietà pubblica ma in completo stato di abbandono, di via Garibaldi: un ex centro di accoglienza che hanno provveduto a ripulire, rendere abitabile e trasformare in un centro di servizi per donne in difficoltà e vittime di violenza. L’occupazione è stata denunciata dal Comune e il tribunale, lo scorso 5 maggio, ha disposto il sequestro dell’immobile. Risultato: lo sgombero di mercoledì scorso. Caratterizzato da cariche, manganelli, feriti e ferite. Con tanto di video a documentarlo. Video (e referti medici) sulla base dei quali ora scatteranno le denunce di parte.
Questa però è solo una parte delle ragioni che hanno ispirato e ispirano la protesta delle donne sgomberate dal centro di via Garibaldi, ribattezzato Mala Servanen Jin (casa delle donne che combattono). Mercoledì, dopo lo sgombero, sono scese in strada, hanno raggiunto il municipio, hanno passato la notte lì in attesa del consiglio comunale del giorno dopo: chiedevano ai rappresentanti della pubblica amministrazione di essere ascoltate, di discutere - sulla base di una mozione urgente - l’accaduto, di capire chi avesse richiesto lo sgombero «dato che a noi - spiegano - non è mai stata notificata alcuna ordinanza». Non hanno avuto risposta, non sono state ascoltate. E ben poco, di tutto questo, ha avuto pubblicità sui media locali. Così ieri si sono ritrovate in Corso Italia, sotto le finestre della redazione del Tirreno «per spiegare alla città - hanno detto - quello le istituzioni e la stampa non dicono». Da una parte l’aggressione subita, dall’altra il tema, più ampio, degli immobili pubblici abbandonati e del percorso “interrotto” dallo sgombero che era stato avviato nel centro di via Garibaldi. «Lo vogliamo riaprire» spiegano le manifestanti - che si rivolgono direttamente al Comune - sostenute in questo dalla firma di decine di cittadini in molti casi convinti che l’occupazione del centro e l’attività della Mala Servanen Jin abbia sottratto quel luogo alla criminalità e al degrado. (v.l.)

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