Toscana
Vigili in guerra contro chi guida mentre telefona
di Pietro Barghigiani
Priorità nei controlli sull’uso corretto dei cellulari Il comandante: «Causano un incidente su tre»
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PISA. Sempre connessi, ma occhio a chi avete davanti. E non solo per evitare pedoni investiti o frontali con chi non può evitarvi. Eventualità alla fine sottostimata considerata la quantità di automobilisti che viaggiano con il cellulare all’orecchio. Da oggi gli schiavi del telefonino, quelli che senza l’apparecchio, moderna propaggine del corpo, vanno in apnea devono temere l’occhio più vigile del solito della polizia municipale. Si colpisce il portafogli per ripristinare un senso di sicurezza che negli anni si è perso. Un’accortezza scemata anche con la progressiva riduzione di accertamenti mirati.
L’obiettivo è stato indicato dal comandante della polizia municipale Michele Stefanelli. È la campagna #guidasicura che vedrà i vigili urbani schierati nel far rispettare un articolo del codice della strada violato spesso e volentieri per non sapere dire di no a chi ci cerca.
In una riunione operativa ha diramato le direttive per le pattuglie che da oggi e per i prossimi quindici giorni usciranno sul territorio a caccia dei cellulari-dipendenti che mettono a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri per una telefonata. Di quelle che la vita rischia di interromperla in una frazione di secondo.
Per chi non ha il dispositivo Bluetooth in macchina e non vuole perdersi una chiamata, fatta o ricevuta, né la conversazione su WhatsApp, è bene che entri nell’ordine di idee che una rinuncia “dolorosa” lo mette al riparo da una multa. Lasci squillare il telefonino e solo da fermo risponda. L’offensiva dei vigili urbani viene annunciata con una determinazione che punta a mandare in soffitta come dati di altri tempi le 208 sanzioni inflitte negli ultimi due anni, di cui 8 in questi giorni. Due multe alla settimana in una città come Pisa che ospita un volume giornaliero di decine di migliaia di veicoli è un numero risibile. Che sarà incrementato.
«L’obiettivo non è certo quello di fare cassa – spiega il comandante Stefanelli –. Quello che ci prefiggiamo con l’intensificazione dei controlli è di alzare i livelli di attenzione da parte degli automobilisti. Voglio ricordare un messaggio che spesso non passa e non fa presa nell’opinione pubblica. La prima causa degli incidenti è la disattenzione. Si attribuiscono le ragioni degli scontri a tutti, dalle condizioni delle strade all’illuminazione, fuorché a noi stessi. Guidare telefonando aumenta di quattro volte il rischio incidenti che, in media, sono dovuti per il 30 per cento da questa distrazione».
La telefonata con il cellulare a fare da sogliola tra orecchio e spalla è una scena ricorrente. Come quella di chi guida con una mano sul volante lasciando l’altra impegnata con l’apparecchio. Peggio ancora gli Sms o i messaggi WhatsApp che obbligano mittente o destinatario a distogliere lo sguardo dalla guida. Tutte situazioni di pericolo per pedoni e ciclisti e che favoriscono i tamponamenti. Quando va bene.
Da stamani gli agenti in strada saranno a caccia di chi non può rinunciare al cellulare in macchina. Non sarà trascurato neanche chi telefona in bicicletta o sullo scooter.
Pattuglie in auto e soprattutto quelle in moto con gli agenti pronti ad affiancare gli indisciplinati. «Purtroppo in questi anni le abitudini degli automobilisti ci dicono che usare il telefonino mentre si guida è diventata una costante così come le segnalazioni solidali di posti di blocco a colpi di abbaglianti» chiosa Stefanelli. I vigili cercheranno di invertire una tendenza che ha preso campo. Gli argomenti sono due: 160 euro di multa e un taglio di 5 punti sulla patente. Non solo. È prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene commessa una seconda volta nel giro di due anni. Passata la fase uno con le verifiche in divise non viene escluso il ricorso anche ad agenti in borghese. L’effetto sorpreso di chi si muove in incognito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’obiettivo è stato indicato dal comandante della polizia municipale Michele Stefanelli. È la campagna #guidasicura che vedrà i vigili urbani schierati nel far rispettare un articolo del codice della strada violato spesso e volentieri per non sapere dire di no a chi ci cerca.
In una riunione operativa ha diramato le direttive per le pattuglie che da oggi e per i prossimi quindici giorni usciranno sul territorio a caccia dei cellulari-dipendenti che mettono a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri per una telefonata. Di quelle che la vita rischia di interromperla in una frazione di secondo.
Per chi non ha il dispositivo Bluetooth in macchina e non vuole perdersi una chiamata, fatta o ricevuta, né la conversazione su WhatsApp, è bene che entri nell’ordine di idee che una rinuncia “dolorosa” lo mette al riparo da una multa. Lasci squillare il telefonino e solo da fermo risponda. L’offensiva dei vigili urbani viene annunciata con una determinazione che punta a mandare in soffitta come dati di altri tempi le 208 sanzioni inflitte negli ultimi due anni, di cui 8 in questi giorni. Due multe alla settimana in una città come Pisa che ospita un volume giornaliero di decine di migliaia di veicoli è un numero risibile. Che sarà incrementato.
«L’obiettivo non è certo quello di fare cassa – spiega il comandante Stefanelli –. Quello che ci prefiggiamo con l’intensificazione dei controlli è di alzare i livelli di attenzione da parte degli automobilisti. Voglio ricordare un messaggio che spesso non passa e non fa presa nell’opinione pubblica. La prima causa degli incidenti è la disattenzione. Si attribuiscono le ragioni degli scontri a tutti, dalle condizioni delle strade all’illuminazione, fuorché a noi stessi. Guidare telefonando aumenta di quattro volte il rischio incidenti che, in media, sono dovuti per il 30 per cento da questa distrazione».
La telefonata con il cellulare a fare da sogliola tra orecchio e spalla è una scena ricorrente. Come quella di chi guida con una mano sul volante lasciando l’altra impegnata con l’apparecchio. Peggio ancora gli Sms o i messaggi WhatsApp che obbligano mittente o destinatario a distogliere lo sguardo dalla guida. Tutte situazioni di pericolo per pedoni e ciclisti e che favoriscono i tamponamenti. Quando va bene.
Da stamani gli agenti in strada saranno a caccia di chi non può rinunciare al cellulare in macchina. Non sarà trascurato neanche chi telefona in bicicletta o sullo scooter.
Pattuglie in auto e soprattutto quelle in moto con gli agenti pronti ad affiancare gli indisciplinati. «Purtroppo in questi anni le abitudini degli automobilisti ci dicono che usare il telefonino mentre si guida è diventata una costante così come le segnalazioni solidali di posti di blocco a colpi di abbaglianti» chiosa Stefanelli. I vigili cercheranno di invertire una tendenza che ha preso campo. Gli argomenti sono due: 160 euro di multa e un taglio di 5 punti sulla patente. Non solo. È prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene commessa una seconda volta nel giro di due anni. Passata la fase uno con le verifiche in divise non viene escluso il ricorso anche ad agenti in borghese. L’effetto sorpreso di chi si muove in incognito.
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