Gioco
Percorre l’Italia a piedi spendendo 5 euro al giorno
di Sharon Braithwaite
Giovane disoccupato fa tappa a Pisa ospite di Gabriella Favati
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PISA. Un giovane di Pieve Vargonte, un piccolo comune della provincia piemontese del Verbano, sta attraversando l’Italia a piedi e mercoledì scorso ha fatto tappa nella città della Torre. Micheal Zani è in viaggio dal 22 aprile, con uno zaino da quattordici chili, un budget giornaliero di cinque euro e tanta voglia di scoprire la parte buona del suo Paese.
Un protagonista di un romanzo di avventura dei nostri tempi, armato non di mappe, ma di smartphone. «Era da un po’ di tempo che avevo in mente di fare un’esperienza del genere, ma non trovavo il coraggio, e poi c’era il lavoro. Mi ha ispirato particolarmente una mia amica che da Malpensa aveva volato fino a Palermo e poi era tornata a casa a piedi – racconta Zani –. Pochi mesi fa ho deciso di licenziarmi e ho pensato: “Perché non fare questo viaggio adesso che ne ho la possibilità?”». E così, maturata la decisione, ha comunicato le sue intenzioni alla famiglia e agli amici e ha iniziato ad allenarsi per sostenere un lungo cammino.
«Mia mamma era un po’ preoccupata. La mia ragazza sapeva che era una cosa che desideravo fare da tempo e mi ha consigliato di partire adesso. Quando avremo una famiglia nostra sarà più difficile, ovviamente – dice Zani –. Sono cresciuto in montagna; in previsione del viaggio ho aumentato la frequenza delle mie passeggiate. In media percorro trenta chilometri al giorno: una distanza sostenibile, la sera ho solo le spalle indolenzite a causa dello zaino». Il borsone è pesante perché contiene tutto l’occorrente per superare le prossime stagioni, dal poncho impermeabile alla calzamaglia termica. E anche una tenda, per essere pronto ad ogni evenienza.
Da un anno Zani è iscritto a Servas, un’associazione internazionale senza fini di lucro che promuove l’ospitalità e si ispira alla pace e alla non violenza. Finora, grazie a questa rete di contatti, ha sempre trovato un posto dove dormire. «Programmo il tragitto con un margine di quattro giorni. Dal Piemonte sono arrivato in Liguria, fino a Sestri Levante e Camogli, dove ho dormito al convento dei frati. Bellissima la penisoletta che c’è a Sestri: da lì si ha una visuale a quasi 360 gradi sul mare – dice ancora Zani –. Da lì sono arrivato ad Aulla e alla Garfagnana, fino al Passo dei Carpinelli. Bellissimi posti. Il borgo di Castiglione è spettacolare. Pisa? L’avevo visitata l’anno scorso con la mia ragazza. Ammirare la Torre e la sua pendenza è sempre sorprendente. Ho notato i numerosi cartelli di divieto di calpestare l’erba e la tanta gente sdraiata sul prato».
In mancanza di un contatto Servas, Zani si rivolge ad associazioni simili, alle Pro loco, ai parroci o alla Croce Rossa: pratica molto bene l’arte dell’arrangiarsi. Dalla Lucchesia, dove è stato ospitato da un socio Servas, è giunto a Pisa attraversando Ripafratta, Pugnano e Gatano. L’altro ieri è arrivato a casa di Gabriella Favati, socia Servas da quindici anni. «Non vado molto all’estero. Ho ospitato persone da tutto il mondo e conoscere loro è un modo di viaggiare – spiega Favati, mostrando il quaderno in cui raccoglie le foto e i ricordi dei suoi ospiti (c’è chi le ha scritto una lettera, chi una poesia o una ricetta) –. Si ospitano persone mai viste prima, quindi è fondamentale essere aperti e accoglienti. Sono bellissimi momenti di conoscenza reciproca, di scambio intenso. Non ho mai avuto problemi con i soci Servas, a volte mi sembra di conoscerli da una vita. Con alcuni sono tuttora in contatto. In media, ospito quattro persone all’anno: numeri in diminuzione rispetto al passato».
È possibile seguire il tragitto di Zani sulla sua pagina Facebook “Vikingtramp”, su cui pubblica foto e aggiornamenti delle sue giornate e pubblicizza l’associazione onlus “Mosaico” che offre all’utente un orientamento gratuito al servizio sanitario piemontese. Tanti i commenti di sostegno da amici e contatti. «Finora ho percorso cinquecento chilometri e ho conosciuto tante bravissime persone. Il tempo è stato abbastanza clemente, tranne per alcuni intensi giorni di pioggia: nonostante l’impermeabile, sono arrivato completamente zuppo a fine giornata – racconta entusiasta Zani –. Il viaggio l’ho intrapreso anche per questo, per dimostrare che in Italia c’è ancora tanta brava gente, non come ci racconta la televisione; non sono tutti assassini e delinquenti. Per adesso sono riuscito a rientrare nel budget giornaliero: chi mi ospita, solitamente mi offre cena e colazione, a volte anche il pranzo. Non mi preoccupano i mesi invernali, sono attrezzato».
Le prossime tappe del giovane sono Empoli, Firenze e poi in direzione Roma. Proseguirà fino al profondo sud e tornerà verso casa percorrendo la costa adriatica. Tempo stimato, poco meno di un anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un protagonista di un romanzo di avventura dei nostri tempi, armato non di mappe, ma di smartphone. «Era da un po’ di tempo che avevo in mente di fare un’esperienza del genere, ma non trovavo il coraggio, e poi c’era il lavoro. Mi ha ispirato particolarmente una mia amica che da Malpensa aveva volato fino a Palermo e poi era tornata a casa a piedi – racconta Zani –. Pochi mesi fa ho deciso di licenziarmi e ho pensato: “Perché non fare questo viaggio adesso che ne ho la possibilità?”». E così, maturata la decisione, ha comunicato le sue intenzioni alla famiglia e agli amici e ha iniziato ad allenarsi per sostenere un lungo cammino.
«Mia mamma era un po’ preoccupata. La mia ragazza sapeva che era una cosa che desideravo fare da tempo e mi ha consigliato di partire adesso. Quando avremo una famiglia nostra sarà più difficile, ovviamente – dice Zani –. Sono cresciuto in montagna; in previsione del viaggio ho aumentato la frequenza delle mie passeggiate. In media percorro trenta chilometri al giorno: una distanza sostenibile, la sera ho solo le spalle indolenzite a causa dello zaino». Il borsone è pesante perché contiene tutto l’occorrente per superare le prossime stagioni, dal poncho impermeabile alla calzamaglia termica. E anche una tenda, per essere pronto ad ogni evenienza.
Da un anno Zani è iscritto a Servas, un’associazione internazionale senza fini di lucro che promuove l’ospitalità e si ispira alla pace e alla non violenza. Finora, grazie a questa rete di contatti, ha sempre trovato un posto dove dormire. «Programmo il tragitto con un margine di quattro giorni. Dal Piemonte sono arrivato in Liguria, fino a Sestri Levante e Camogli, dove ho dormito al convento dei frati. Bellissima la penisoletta che c’è a Sestri: da lì si ha una visuale a quasi 360 gradi sul mare – dice ancora Zani –. Da lì sono arrivato ad Aulla e alla Garfagnana, fino al Passo dei Carpinelli. Bellissimi posti. Il borgo di Castiglione è spettacolare. Pisa? L’avevo visitata l’anno scorso con la mia ragazza. Ammirare la Torre e la sua pendenza è sempre sorprendente. Ho notato i numerosi cartelli di divieto di calpestare l’erba e la tanta gente sdraiata sul prato».
In mancanza di un contatto Servas, Zani si rivolge ad associazioni simili, alle Pro loco, ai parroci o alla Croce Rossa: pratica molto bene l’arte dell’arrangiarsi. Dalla Lucchesia, dove è stato ospitato da un socio Servas, è giunto a Pisa attraversando Ripafratta, Pugnano e Gatano. L’altro ieri è arrivato a casa di Gabriella Favati, socia Servas da quindici anni. «Non vado molto all’estero. Ho ospitato persone da tutto il mondo e conoscere loro è un modo di viaggiare – spiega Favati, mostrando il quaderno in cui raccoglie le foto e i ricordi dei suoi ospiti (c’è chi le ha scritto una lettera, chi una poesia o una ricetta) –. Si ospitano persone mai viste prima, quindi è fondamentale essere aperti e accoglienti. Sono bellissimi momenti di conoscenza reciproca, di scambio intenso. Non ho mai avuto problemi con i soci Servas, a volte mi sembra di conoscerli da una vita. Con alcuni sono tuttora in contatto. In media, ospito quattro persone all’anno: numeri in diminuzione rispetto al passato».
È possibile seguire il tragitto di Zani sulla sua pagina Facebook “Vikingtramp”, su cui pubblica foto e aggiornamenti delle sue giornate e pubblicizza l’associazione onlus “Mosaico” che offre all’utente un orientamento gratuito al servizio sanitario piemontese. Tanti i commenti di sostegno da amici e contatti. «Finora ho percorso cinquecento chilometri e ho conosciuto tante bravissime persone. Il tempo è stato abbastanza clemente, tranne per alcuni intensi giorni di pioggia: nonostante l’impermeabile, sono arrivato completamente zuppo a fine giornata – racconta entusiasta Zani –. Il viaggio l’ho intrapreso anche per questo, per dimostrare che in Italia c’è ancora tanta brava gente, non come ci racconta la televisione; non sono tutti assassini e delinquenti. Per adesso sono riuscito a rientrare nel budget giornaliero: chi mi ospita, solitamente mi offre cena e colazione, a volte anche il pranzo. Non mi preoccupano i mesi invernali, sono attrezzato».
Le prossime tappe del giovane sono Empoli, Firenze e poi in direzione Roma. Proseguirà fino al profondo sud e tornerà verso casa percorrendo la costa adriatica. Tempo stimato, poco meno di un anno.
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