Il Tirreno

Pisa

Nell’ex chiesa spazi per mostre e convegni 

Nell’ex chiesa spazi per mostre e convegni 

Il Comune ha chiesto di avere a titolo gratuito la proprietà di San Silvestro (sconsacrata)

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sconsacrata. Usata come magazzino. E da tempo abbandonata. Eppure la chiesa di San Silvestro, con la sua particolarissima facciata, dentro l’omonima piazza, è un bene che si identifica con la città.
Edificata in stile romanico anteriormente al 1118 e riconvertita nell’attuale foggia barocca nel secolo XVII, la chiesa è parte integrante dell’ex convento di San Silvestro, con un significativo valore storico-artistico e socio-culturale, oltre ad essere strettamente legata alla storia locale anche per le svariate destinazioni funzionali assunte dal complesso monumentale nel corso dei secoli.
Il tentativo del Comune è quello di acquisire la chiesa di San Silvestro dal Demanio a titolo gratuito. Si parte dal un atto della giunta che ha deciso di «manifestare, per il suddetto immobile, l’interesse ad attivare - si legge nell’atto - le procedure di legge per verificare se sussistano le condizioni affinché detto bene possa essere trasferito a titolo non oneroso al patrimonio comunale, nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione». Ancora più esplicito l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, che parla di «progetto di valorizzazione già realizzato» (parte essenziale della richiesta di acquisizione), per un valore di 1, 2 milioni di euro, e «di uno spazio che vorremmo restituire alla città». Il restauro della chiesa andrebbe a completare il recupero del complesso monumentale dell’area «da inserire a pieno titolo, per prossimità e rilevanza, nel significativo patrimonio architettonico circostante (lungarni, museo di San Matteo, Giardino Scotto, settore orientale del nuovo percorso sulle mura urbane)», si specifica nell’atto della giunta.
Ma quali sono le linee strategiche contenute nel piano di valorizzazione? La prima è «salvaguardare il bene culturale attraverso azioni di tutela, conservazione e valorizzazione, delle peculiarità storico-stilistiche dell’organismo architettonico, tese a ripristinare la leggibilità delle strutture ed a rendere nuovamente accessibile e fruibile l’oggetto storico-architettonico, restituendo così, alla collettività la possibilità di visita». Secondo, «garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’edificio recuperato, predisponendo un progetto che, anche in virtù del modello gestionale appositamente implementato, sia in grado di mantenere la funzionalità della struttura senza oneri aggiuntivi per il Comune». L’obiettivo finale è quello di realizzarvi «un auditorium al servizio della cittadinanza, luogo di manifestazioni culturali e seminari, mostre e conferenze». In questo l’intenzione del Comune è soprattutto «di fare un servizio alla città, all’Università, alla Scuola Normale Superiore, alla Scuola Sant’Anna, ma anche alle scuole di ogni ordine e grado, come a tutte quelle entità pubbliche o private che ne richiedessero l’utilizzo, per le loro attività».
Il prossimo passo, oltre alla ricerca dei finanziamenti per la gestione, è la convocazione di un tavolo per definire gli accordi. Dal Demanio l’ok è ritenuto scontato, mentre le intese dovranno essere trovate soprattutto con il ministero dei Beni culturali e la Direzione regionale.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore