Il Tirreno

Pisa

Ai domiciliari nei camper Stop allo sgombero dei rom 

di Pietro Barghigiani
Ai domiciliari nei camper Stop allo sgombero dei rom 

La disposizione del magistrato blocca l’ordinanza del Comune a Putignano Capuzzi (Sds): «Stiamo cercando di superare il problema, non dipende da noi»

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PISA. Per il Comune occupano da giorni uno spazio su cui non dovrebbero neanche sostare per qualche ora. Per il giudice sono obbligati a non allontanarsi da quel luogo. Pena l’arresto.
Gli opposti estremismi in chiave burocratica si incrociano nella storia di due rom che per la legge devono stare arresti domiciliari. Solo che per la loro vocazione non hanno una casa, né un domicilio stabile. E, quindi, al momento di indicare dove trascorrere la detenzione il magistrato di sorveglianza non ha potuto fare altro che assegnare ai due la loro tradizionale residenza: le roulottes. Soluzione che funziona metà. Sì, perché la Società della salute, con la polizia municipale, impegnata a rimuovere le situazioni di degrado con lo smantellamento di campi nomadi di varie proporzioni, non può lasciare in via dell’Arginone a Putignano quelle che si sono trasformate in celle con le ruote. E lo ha fatto presente al magistrato. Che, nei tecnicismi della procedura penale, a un parere favorevole a spostare le roulottes in un altro luogo ha affidato la risposta definitiva al giudice dell’esecuzione. Questione di giorni.
Resta l’incastro di doveri e provvedimenti di due istituzioni, Tribunale e Comune, che nel sovrapporsi confliggono.
«Quella è un’area dove già in passato un accampamento è stato smantellato – spiega la presidente della Società della salute, Sandra Capuzzi –. L’arrivo delle roulottes con i due agli arresti domiciliari complica l’attività di sgombero che era già stata intrapresa con la polizia municipale. Ovviamente un’ordinanza non può andare contro un provvedimento del giudice. Per questo anche il comandante dei vigili urbani sta seguendo il caso per avere in tempi brevi una risposta su come dobbiamo comportarci».
In attesa di conoscere il loro destino di nomadi obbligati alla stanzialità, i due arrestati restano nelle case mobili.
Su entrambi, e le rispettive famiglie, incombe lo sgombero.
«Capisco i cittadini che passano dall’accampamento e poi ci accusano di non aver mantenuto la promessa della rimozione – prosegue Capuzzi –. Ma stavolta non abbiamo colpe sui ritardi. Purtroppo ci scontriamo con una burocrazia che ci riguarda, ma di cui non siamo responsabili. E così quando i passanti vedono quelle roulottes che finora non c’erano devono sapere che dietro c’è un problema che stiamo cercando di risolvere. Finché i due arrestati restano lì non possiamo eseguire l’ordinanza di rimozione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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