Il Tirreno

Pisa

Scienza e arte scendono in strada per contrastare la mala movida 

di Valentina Landucci
Scienza e arte scendono in strada per contrastare la mala movida 

Al via i convegni della Scuola Normale che puntano a diventare un modello per un diverso uso di piazza dei Cavalieri. Barone: «È casa nostra, divertimento e cultura posso stare insieme»

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PISA. La prima sfida è quella di proporre una contaminazione tra arte e scienza anche come approccio alla comprensione delle problematiche del mondo contemporaneo. La seconda, non meno significativa, è quella di farlo in uno spazio pubblico, una piazza. E la terza è rendere questa proposta culturale una alternativa stabile ai fenomeni della mala movida che affliggono il centro e in particolare piazza dei Cavalieri.
A scendere in piazza è la Scuola Normale di Pisa con una iniziativa che, come già accaduto con i Venerdì della Normale, apre l’accademia alla città: si chiamerà, appunto, “Arte e Scienza scendono in Piazza” e prenderà il via domani, mercoledì, a partire dalle 21.30. Un ciclo di quattro incontri «concepito -ò si legge in una nota della Scuola Normale - per scoprire quanto l’integrazione tra questi due ambiti, le due aree tradizionali di studio alla Normale, sia feconda di spunti scientifici e di arricchimento culturale».
Domani in piazza ci saranno il direttore della Normale Vincenzo Barone, in questa occasione nelle vesti di chimico teorico, e con il latinista Alessandro Schiesaro, a confronto sul testo del De Rerum Natura di Lucrezio, con letture dell’attrice Anna Bonaiuto. Questo primo dialogo, dal titolo “La natura delle cose”, sarà coordinato da Corrado Bologna.
«L’idea nasce anzitutto - spiega Barone - dalla volontà di mettere insieme arte e scienza. Idea che viene da lontano, dal mio laboratorio e dal fatto che la Scuola Normale affianca questi due ambiti: le sue due classi, lettere e scienze. E si lega alla consapevolezza che per affrontare i problemi complessi della realtà contemporanea è richiesto un approccio complementare tra la logica deduttiva delle scienze e la visione più ampia e articolata delle lettere, approccio rimasto nel solco della cultura occidentale dai greci fino al Rinascimento».
L’iniziativa rispecchia anche «la volontà di portare questo tema e questa importazione al di fuori delle aule dell’Accademia per farla cogliere come valida sempre, poiché prevede l’inclusione e non l’esclusione, costruisce ponti e non muri» spiega il direttore della Normale. E a ciò si aggiunge il valore “sociale” degli eventi che vedono la Scuola aprirsi al territorio «uscire - spiega Barone - dal chiuso dell’Accademia». «Piazza dei Cavalieri - aggiunge - è casa nostra, il nostro luogo di elezione e senza voler in alcun modo essere repressivi o escludere nessuno da questa piazza vogliamo dare un contributo al fine di promuoverne una diversa vocazione. Vogliamo investire su questa piazza perché se ne faccia un uso che permetta di mettere insieme divertimento e cultura, senza entrare sul tema dell’ordine pubblico che non ci compete». Insomma la cultura, e soprattutto la cultura per tutti in uno spazio aperto, per dimostrare come sia possibile una alternativa dalla mala movida «che non ha eliminato qualche cosa di preesistente, non c’era niente prima nella piazza e forse la cosa è stata sottovalutata: probabilmente avremmo dovuto occuparla prima, e a prescindere, con queste iniziative. Siamo stati un po’ distratti su questo tema ma questa occasione ci permette di ripensare la questione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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