Gioco
Tra i protagonisti Jungle Juice, Hilltop, Gilda e Clandestino
PISA. Ultima giornata di BeeRiver ed ecco la seconda puntata con i berrifici artigianali che partecipano all’edizione che ha aperto i battenti venerdì scorso.Jungle Juice Brewing. Tenace, estroso,...
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PISA. Ultima giornata di BeeRiver ed ecco la seconda puntata con i berrifici artigianali che partecipano all’edizione che ha aperto i battenti venerdì scorso.
Jungle Juice Brewing. Tenace, estroso, provocatore quanto basta per accrescere ulteriormente un’innata capacità di comunicare incisivamente la propria immagine, Umberto Calabria è stato soprattutto un abile homebrewer, che ha inseguito con determinazione il sogno di lanciarsi nell’attività di tipo imprenditoriale avviando il marchio Jungle Juice. Dopo due anni di attività di cottura itinerante presso colleghi in Toscana, Lazio e Molise, nel 2016 ha tagliato il traguardo dell’apertura a Roma di un impianto di proprietà. Dai fermentatori, da cui proviene una gamma di etichette alquanto varia, emergono chiaramente alcune inclinazioni specifiche, tra cui quella verso il luppolo, che si declina in ricette quali la American Ipa Baba Jaga e la Black Ipa Jungle Fever.
Hilltop Brewery. Risponde al nome di Conor Gallagher Deeks il birraio che anima il marchio Hilltop, la cui denominazione dichiara esplicitamente l’origine irlandese di questo ragazzo di grande garbo caratteriale, animato da una lucida volontà di lavorare come produttore professionale. Così, dopo la gavetta da homebrewing, il completamento in Inghilterra degli studi di specializzazione nel brassaggio e un periodo di formazione in seno a Birra del Borgo, nel 2014 ecco l’esordio sulla scena del movimento artigianale italiano. Da lì in poi è stato un rapido crescendo di apprezzamento e consensi, che ha condotto verso una solida reputazione con il conseguimento di numerosi riconoscimenti nella Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food: il Fusto per la qualità complessiva della gamma, in specie alla spina, il titolo di Grande Birra per la Zenzero e quello di Birra Quotidiana per la Gallagher Stout. La consacrazione è infine arrivata con la vittoria nella categoria emergenti all’ultima edizione del premio Birraio dell’Anno.
La Gilda dei Nani Birrai. Il nome più autoctono è il primo con impianto di produzione ubicato all’interno dei confini del comune di Pisa. D’impronta fortemente identitaria, con un’iconografia ispirata all’immaginario del Gioco del Ponte, la Gilda è la proiezione del sogno dei due soci (entrambi birrai), Daniele Maccheroni e Angelo Priamo. Nel 2016 bissano lo score dell’anno precedenti e si tolgono la soddisfazione di vedere ben cinque prodotti premiati al concorso Best Italian Beer: Cordis e Ferus (oro), Vaporis e Draconis (argento), Delphus (bronzo). Inoltre, al nuovo concorso The Beer Awards (celebrato a Londra), sia Vaporis, sia Cordis hanno meritato un punteggio di 4 stelle su 5.
Piccolo Birrificio Clandestino. Il marchio livornese guidato in ideazione e produzione dall’estroso e comunicativo Pierluigi Piggiu Chiosi, è ormai affermato tra i birrifici più quotati in Italia, con titoli in ascesa anche all’estero. Arriva a BeeRiver con una vendemmia di medaglie raccolte negli ultimi mesi: un oro e un argento per la Fortezza Nuova all’European Beer Stars 2016 ed a Birra dell’Anno 2017 e un argento per la Cinque e Cinque al Barcellona Beer Challenge 2017, a cui aggiungere i riconoscimenti collezionati sulle pagine della Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food, che ammontano a ben sei.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Jungle Juice Brewing. Tenace, estroso, provocatore quanto basta per accrescere ulteriormente un’innata capacità di comunicare incisivamente la propria immagine, Umberto Calabria è stato soprattutto un abile homebrewer, che ha inseguito con determinazione il sogno di lanciarsi nell’attività di tipo imprenditoriale avviando il marchio Jungle Juice. Dopo due anni di attività di cottura itinerante presso colleghi in Toscana, Lazio e Molise, nel 2016 ha tagliato il traguardo dell’apertura a Roma di un impianto di proprietà. Dai fermentatori, da cui proviene una gamma di etichette alquanto varia, emergono chiaramente alcune inclinazioni specifiche, tra cui quella verso il luppolo, che si declina in ricette quali la American Ipa Baba Jaga e la Black Ipa Jungle Fever.
Hilltop Brewery. Risponde al nome di Conor Gallagher Deeks il birraio che anima il marchio Hilltop, la cui denominazione dichiara esplicitamente l’origine irlandese di questo ragazzo di grande garbo caratteriale, animato da una lucida volontà di lavorare come produttore professionale. Così, dopo la gavetta da homebrewing, il completamento in Inghilterra degli studi di specializzazione nel brassaggio e un periodo di formazione in seno a Birra del Borgo, nel 2014 ecco l’esordio sulla scena del movimento artigianale italiano. Da lì in poi è stato un rapido crescendo di apprezzamento e consensi, che ha condotto verso una solida reputazione con il conseguimento di numerosi riconoscimenti nella Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food: il Fusto per la qualità complessiva della gamma, in specie alla spina, il titolo di Grande Birra per la Zenzero e quello di Birra Quotidiana per la Gallagher Stout. La consacrazione è infine arrivata con la vittoria nella categoria emergenti all’ultima edizione del premio Birraio dell’Anno.
La Gilda dei Nani Birrai. Il nome più autoctono è il primo con impianto di produzione ubicato all’interno dei confini del comune di Pisa. D’impronta fortemente identitaria, con un’iconografia ispirata all’immaginario del Gioco del Ponte, la Gilda è la proiezione del sogno dei due soci (entrambi birrai), Daniele Maccheroni e Angelo Priamo. Nel 2016 bissano lo score dell’anno precedenti e si tolgono la soddisfazione di vedere ben cinque prodotti premiati al concorso Best Italian Beer: Cordis e Ferus (oro), Vaporis e Draconis (argento), Delphus (bronzo). Inoltre, al nuovo concorso The Beer Awards (celebrato a Londra), sia Vaporis, sia Cordis hanno meritato un punteggio di 4 stelle su 5.
Piccolo Birrificio Clandestino. Il marchio livornese guidato in ideazione e produzione dall’estroso e comunicativo Pierluigi Piggiu Chiosi, è ormai affermato tra i birrifici più quotati in Italia, con titoli in ascesa anche all’estero. Arriva a BeeRiver con una vendemmia di medaglie raccolte negli ultimi mesi: un oro e un argento per la Fortezza Nuova all’European Beer Stars 2016 ed a Birra dell’Anno 2017 e un argento per la Cinque e Cinque al Barcellona Beer Challenge 2017, a cui aggiungere i riconoscimenti collezionati sulle pagine della Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food, che ammontano a ben sei.
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