Gioco
il caso
Niente fattura per un anno poi la stangata da mille euro
PISA. Per un anno non riceve la bolletta dell’acqua e quando finalmente arriva purtroppo la cifra è di quelle da leggere seduti in poltrona per prevenire gli svenimenti. Quasi mille euro da pagare...
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PISA. Per un anno non riceve la bolletta dell’acqua e quando finalmente arriva purtroppo la cifra è di quelle da leggere seduti in poltrona per prevenire gli svenimenti. Quasi mille euro da pagare tutti insieme in un’unica rata e anche abbastanza in fretta (un mese dall’emissione della fattura alla scadenza).
La “disavventura”, definiamola così, è capitata a un cittadino pisano che non si è perso d’animo e si è attivato per riuscire ad ottenere quanto meno la rateizzazione della bolletta arrivata in un unica soluzione e ad un anno di distanza dalla precedente «a causa di un problema tecnico durante il passaggio ai nostri nuovi sistemi gestionali» scrive l’azienda dell’acqua. Azienda che all’utente ha fatto sapere con un po’ di anticipo (a metà marzo, circa 20 giorni prima dell’invio della bolletta) del «ritardo nella fatturazione dei consumi», informandolo che «la fattura sarà addebitata sul suo conto corrente in tre soluzioni rateali mensili a partire dalla data dell’originale scadenza della stessa».
Troppo poche, però, tre rate da oltre 300 euro l’una per l’utente in questione, che decide di fare un altro passo, stavolta nei confronti del servizio tutela del consumatore dell’Autorità idrica toscana, per vedere tutelati i propri diritti sottolineando che «l’addebito del consumo di un intero anno in tre sole rate, concentrate in un breve periodo di tempo, appare eccessivo».
La risposta dell’Autorità idrica toscana non si è fatta attendere: «Sulla base di quanto riferito - ha scritto qualche settimana fa il responsabile del servizio di tutela del consumatore dell’Ait - considerato che il ritardo segnalato è dovuto ad esigenze tecniche del gestore e considerando le possibili difficoltà che alcuni utenti possono incontrare nel saldare le bollette di un anno in tre mesi, si suggerisce, soprattutto per gli importi più elevati, di aumentare il numero delle rate mensili o, in alternativa, di prevedere rate con tempi maggiormente diluiti». Che dire: una vittoria per il consumatore? Macché.
Da marzo ad oggi la bolletta ovviamente è stata recapitata. Ma ad oggi la banca presso la quale il cittadino ha domiciliato il pagamento della bolletta non ha ricevuto alcuna comunicazione rispetto alla possibilità di pagare a scaglioni la cifra relativa ai consumi dell’intero anno: né in tre né in più rate. Che fare a questo punto? Pagare tutto insieme o non pagare?
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La “disavventura”, definiamola così, è capitata a un cittadino pisano che non si è perso d’animo e si è attivato per riuscire ad ottenere quanto meno la rateizzazione della bolletta arrivata in un unica soluzione e ad un anno di distanza dalla precedente «a causa di un problema tecnico durante il passaggio ai nostri nuovi sistemi gestionali» scrive l’azienda dell’acqua. Azienda che all’utente ha fatto sapere con un po’ di anticipo (a metà marzo, circa 20 giorni prima dell’invio della bolletta) del «ritardo nella fatturazione dei consumi», informandolo che «la fattura sarà addebitata sul suo conto corrente in tre soluzioni rateali mensili a partire dalla data dell’originale scadenza della stessa».
Troppo poche, però, tre rate da oltre 300 euro l’una per l’utente in questione, che decide di fare un altro passo, stavolta nei confronti del servizio tutela del consumatore dell’Autorità idrica toscana, per vedere tutelati i propri diritti sottolineando che «l’addebito del consumo di un intero anno in tre sole rate, concentrate in un breve periodo di tempo, appare eccessivo».
La risposta dell’Autorità idrica toscana non si è fatta attendere: «Sulla base di quanto riferito - ha scritto qualche settimana fa il responsabile del servizio di tutela del consumatore dell’Ait - considerato che il ritardo segnalato è dovuto ad esigenze tecniche del gestore e considerando le possibili difficoltà che alcuni utenti possono incontrare nel saldare le bollette di un anno in tre mesi, si suggerisce, soprattutto per gli importi più elevati, di aumentare il numero delle rate mensili o, in alternativa, di prevedere rate con tempi maggiormente diluiti». Che dire: una vittoria per il consumatore? Macché.
Da marzo ad oggi la bolletta ovviamente è stata recapitata. Ma ad oggi la banca presso la quale il cittadino ha domiciliato il pagamento della bolletta non ha ricevuto alcuna comunicazione rispetto alla possibilità di pagare a scaglioni la cifra relativa ai consumi dell’intero anno: né in tre né in più rate. Che fare a questo punto? Pagare tutto insieme o non pagare?
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