Il Tirreno

Pisa

Tante potenzialità ma non sfruttate 

di Francesco Loi
Tante potenzialità ma non sfruttate 

Aeroporto Galilei e Piazza dei Miracoli grandi attrattori «Mancano pianificazione e cultura dell’accoglienza»

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PISA. Di sicuro non si può dire che il tema non appassioni i pisani. “Pisa: il turismo oltre la Torre” è il titolo del convegno organizzato ieri dal Tirreno e dalla Confesercenti Toscana Nord, nella sala Pacinotti della Camera di Commercio. I principali attori del settore erano tutti ben rappresentanti alla tavola rotonda moderata dal direttore del Tirreno, Luigi Vicinanza, con in sala oltre sessanta presenti. E’ bastato poco per far scoccare la scintilla ed accendere il dibattito, in un crescendo di affermazioni, proposte, repliche e polemiche dirette. Al tirar delle somme, in una discussione che resta aperta, apertissima (e che avrà altri momenti di confronto), sono emersi e rimasti sul tavolo pro e contro, luci ed ombre che abbiamo cercato di riassumere nella grafica di questa pagina.
Le “stelle”. La certezza è che per istituzioni, enti pubblici ed operatori di indicazioni ne siano scaturite davvero tante. Tentando un riassunto quasi impossibile per la quantità e la varietà degli spunti, si può dire che il turismo a Pisa ha due stelle (più Palazzo Blu): l’aeroporto e la Torre. «Il trend del Galilei d’inizio anno porterebbe a superare i 5 milioni di passeggeri», dice Gina Giani, amministratore delegato di Toscana Aeroporti. «Nel 2016 siamo andati oltre i 3 milioni di biglietti per la Torre», aggiunge Gianluca De Felice, segretario generale dell’Opera della Primaziale Pisana, già impegnata nell’organizzazione delle celebrazioni (dal prossimo settembre) del 950º della consacrazione della cattedrale. Nel mezzo l’autoaccusa/consapevolezza che ci siano grandi potenzialità non sfruttate. Le colpe? Distribuite un po’ qua e un po’ là.
Confronto con Lucca. «Tante individualità d’eccellenza, ma senza gioco di squadra», l’immagine d’impronta calcistica del vicesindaco Paolo Ghezzi. Ha evitato ogni premessa Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu. L’indice è subito puntato: «Vedo l’elenco delle attrazioni più apprezzate dai turisti, dove un museo come quello di San Matteo dovrebbe essere ai primissimi posti. Invece è in basso perché nel ventunesimo secolo un museo non può essere organizzato così. Vado avanti? Il turista non può stare in città girando due o tre giorni solo per chiese e musei. Vorrebbe fare shopping e mangiare tipico, come succede a Lucca. Ma qui negozi e ristoranti non sono caratteristici. E il centro, che dopo sera non propone niente se non la movida tra piazza della Berlina e le Vettovaglie, è tra le zone più degradate della città».
Internet senza il “Giugno”. Un bel quadretto. E poi ci sono le critiche mirate. «Perché le manifestazioni del Giugno Pisano, quando siamo a metà maggio, non sono ancora promosse sul sito internet del turismo “Walking in the city”?», ha chiesto durante la fase del dibattito aperta al pubblico l’attivista del M5S Lorenzo Davini. Ghezzi ha chiesto conto alla società privata che gestisce il servizio, presente in sala. La risposta è un’ammissione: «Sì, non ci sono ancora, provvederemo». L’esigenza di un migliore utilizzo della “rete” era stata peraltro evidenziata anche dalla Bocconi nello studio commissionato dal Comune.
Miraggio “Pisa Card”. Altro fronte caldo di discussione il perché non sia mai stata concretizzata la “Pisa Card”, in pratica agevolazioni per l’accesso ai musei. «Lo dico io - interviene Gina Giani -, il motivo è che non si può fare senza la Torre». E la Torre non c’è, la spiegazione di De Felice, per le difficoltà legate «agli ingressi contingentati e alle sempre più intense misure richieste per la sicurezza». E così la “Pisa Card” («è da tre anni ci lavoriamo», parole di Ghezzi) resta in mezzo al guado.
Info-point chiusi. Terzo punto critico la mancanza di info-point turistici in punti strategici dopo che sono stati chiusi quello all’aeroporto e quello in piazza Vittorio Emanuele II, zona stazione. Il fatto è che erano gestiti dalla Provincia e sostenuti dalla Regione. Poi c’è stato il riordino delle competenze in materia di turismo «e qualche problema in questo c’è stato», sottolinea Ghezzi, lasciando per strada i due sportelli storici.
Messaggi e appello. Il messaggio del vicesindaco Ghezzi, in conclusione: «Pisa non sa fare turismo anzitutto perché non fa sistema, anche se Lucca e Siena raccolgono un terzo delle presenze rispetto alla nostra città. La Torre è il simbolo e il fulcro attorno al quale sviluppare politiche di turismo. Qui dobbiamo puntare al turismo di qualità, non a quello dei tour operator. Dobbiamo intanto decidere quale direzione prendere: ad esempio, scegliere la strada della qualità nel commercio oppure continuare a vendere birre ad un euro agli studenti in piazza delle Vettovaglie? Manca una pianificazione organica per vendere il nostro prodotto turistico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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