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L’IMPUTATO CHIEDE SCUSA IN AULA
Botte all’anziana per rapinarla: prende 3 anni
PISA. «Chiedo scusa alla signora. Non sono il tipo che picchia le donne, ma quel giorno non stavo bene».Non sono servite le parole pronunciate da Luca Guerra, 43 anni, in aula per evitare una...
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PISA. «Chiedo scusa alla signora. Non sono il tipo che picchia le donne, ma quel giorno non stavo bene».
Non sono servite le parole pronunciate da Luca Guerra, 43 anni, in aula per evitare una condanna a 3 anni per tentata rapina aggravata, lesioni e furto. Una sequela di reati infilata nel dicembre scorso all’interno dell’ospedale e nel parcheggio.
Il secondo collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere Greco e Giovannelli) ha accolto la richiesta del pm Sisto Restuccia aggiungendo come pena accessoria 3 anni di interdizione dai pubblici uffici. L’avvocato aveva chiesto l’assoluzione per l’incapacità dell’imputato di intendere e di voler al momento del fatto o, in subordine, il minimo della pena.
«Era in crisi d’astinenza, non ragionava e aveva bisogno di metadone» ha sottolineato il difensore.
«Mi avevano trovato dentro una scuola, ma non ricordo perché ero lì – ha spiegato Guerra –. Mi portarono in ospedale e chiesi del metadone. Mi risposero che avrebbero dovuto darmelo al Sert di Empoli dove sono in cura. Non stavo bene. Presi un computer, poi una guardia mi vide e lo abbandonai. Nel parcheggio cercai di portare via la borsa a una signora che stava scendendo dall’auto. Lei reagì».
Un’aggressione tradotta in oltre 20 giorni di referto per una settantenne finita in ospedale con una commozione cerebrale, fratture costali e lividi un po' dappertutto.
L’imputato si allontanò per essere poi bloccato nel parcheggio dalla vigilanza privata. Sia al momento dell’arresto che ieri in udienza, Guerra ha ammesso ogni responsabilità.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non sono servite le parole pronunciate da Luca Guerra, 43 anni, in aula per evitare una condanna a 3 anni per tentata rapina aggravata, lesioni e furto. Una sequela di reati infilata nel dicembre scorso all’interno dell’ospedale e nel parcheggio.
Il secondo collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere Greco e Giovannelli) ha accolto la richiesta del pm Sisto Restuccia aggiungendo come pena accessoria 3 anni di interdizione dai pubblici uffici. L’avvocato aveva chiesto l’assoluzione per l’incapacità dell’imputato di intendere e di voler al momento del fatto o, in subordine, il minimo della pena.
«Era in crisi d’astinenza, non ragionava e aveva bisogno di metadone» ha sottolineato il difensore.
«Mi avevano trovato dentro una scuola, ma non ricordo perché ero lì – ha spiegato Guerra –. Mi portarono in ospedale e chiesi del metadone. Mi risposero che avrebbero dovuto darmelo al Sert di Empoli dove sono in cura. Non stavo bene. Presi un computer, poi una guardia mi vide e lo abbandonai. Nel parcheggio cercai di portare via la borsa a una signora che stava scendendo dall’auto. Lei reagì».
Un’aggressione tradotta in oltre 20 giorni di referto per una settantenne finita in ospedale con una commozione cerebrale, fratture costali e lividi un po' dappertutto.
L’imputato si allontanò per essere poi bloccato nel parcheggio dalla vigilanza privata. Sia al momento dell’arresto che ieri in udienza, Guerra ha ammesso ogni responsabilità.(p.b.)
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