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Festa per gli chef pisani del futuro, eletti talenti e premiati dal Tirreno 

Festa per gli chef pisani del futuro, eletti talenti e premiati dal Tirreno 

PISA. Una gran bella festa. In onore delle eccellenze territoriali. Quelle che sta plasmando l’istituto alberghiero “Giacomo Matteotti”, tra i cui fornelli prendono forma i talenti del futuro, gli...

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PISA. Una gran bella festa. In onore delle eccellenze territoriali.
Quelle che sta plasmando l’istituto alberghiero “Giacomo Matteotti”, tra i cui fornelli prendono forma i talenti del futuro, gli chef che tra qualche anno delizieranno i palati di numerosissime tavole, e quelle che cura e sostiene la Cna e il Consorzio Toscana Sapori, al fianco dei produttori enogastronomici locali.
Nella cornice del salone delle feste della stessa scuola alberghiera guidata dal preside Salvatore Caruso è andata in scena mercoledì la serata conclusiva del concorso “Giovani Cuochi & Antichi Sapori”, organizzato dal Tirreno in partnership con Cna e Consorzio Toscana Sapori.
Tra gli applausi dei presenti, tra cui il sindaco e l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, rispettivamente Marco Filippeschi e Andrea Ferrante, il direttore del Tirreno Luigi Vicinanza e il presidente e il direttore generale della Cna di Pisa, Matteo Giusti e Rolando Pampaloni, nell’ambito di un’appetitosa e curatissima cena si è svolta la cerimonia di premiazione delle brigate di studenti-cuochi che hanno primeggiato nella gara a colpi di antipasti, primi piatti, secondi piatti e dessert grazie ai consensi dei membri della giuria tecnica (di cui faceva parte l’Associazione Cuochi Pisani) e a quelli dei lettori del Tirreno, espressi mediante la compilazione e l’invio dei tagliandi pubblicati per alcune settimane sul nostro giornale.
Una “pioggia” di premi si è abbattuta sui giovani interpreti della cucina pisana del futuro. Nella sezione degli antipasti ha trionfato il piatto Primavera della brigata formata da Alessio Peebes, Mohammed Bahia e Raul Scarlatti; in quella dei primi piatti il Raviolo di pecorino e miele di spiaggia di Manuel Martini e Matteo Bacherotti; in quella dei secondi piatti l'Agnello in paradiso toscano di Luca Grossi, Gabriel De Castro e Giada Savino; tra i dessert il Cup cake di zucchine di Leonardo Magni, Chadija Ben El Garne e Alessia Cardella.
Oltre alle quattro graduatorie delle altrettante categorie, c’era anche da assegnare un primo premio assoluto, quello più importante (andato all’Agnello in paradiso toscano), perché associato al nome di Marco Barabotti, lo storico caposervizio della redazione pisana scomparso prematuramente nel dicembre del 2015 e rimasto nel cuore di tantissimi pisani, sia per la sua penna sopraffina che per il suo attaccamento alle tradizioni del territorio, rilanciate e adeguatamente valorizzate anche attraverso la buona tavola.
Oltre che dal direttore del Tirreno Vicinanza, la figura di Barabotti è stata ricordata dalla vedova, Ambra Bartalini, e dal sindaco Marco Filippeschi. Il primo cittadino ne ha spiegato le qualità umane e professionali strappando qualche attimo di commozione alla platea dei commensali, così come ha fatto successivamente il gourmet e amico Umberto Moschini.
A Barabotti hanno reso omaggio nel miglior modo gli studenti-cuochi, con il loro impegno e la loro creatività, e le imprese del territorio che hanno collaborato alla riuscita del concorso e della serata. A tutte ha rivolto un sentito ringraziamento il presidente della Cna Matteo Giusti, secondo il quale l’economia pisana non può assolutamente prescindere dalle grandi potenzialità esistenti nel settore agro-alimentare e dagli investimenti economici e di passione messi in campo dagli imprenditori.
Chi era a tavola ha potuto degustare e apprezzare i vini di Pieve de’ Pitti (del comune di Terricciola), le carni de “Lo Scalco” di Maurizio Castaldi, l’olio extravergine d’oliva della “Real srl”, piccola realtà delle colline lucchesi a Monte San Quirico, i liquori della “Taccola” di Vicopisano, la pasta Bertoli, i prodotti della Casa del Pane di Pontedera, unico forno in provincia di Pisa che produce pane toscano Dop, e i tartufi di Leo dell’azienda agricola San Luigi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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