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Pisa

Sgombero all’ex Limonaia contestato senza tafferugli 

Sgombero all’ex Limonaia contestato senza tafferugli 

È durata meno di un mese l’esperienza del collettivo femminista Zona Rosa «Uno spazio chiuso da anni restituito alla città, davamo risposte ai problemi»

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PISA. Non è durata neanche un mese l’occupazione della ex Limonaia da parte del collettivo antagonista e femminista.
Ieri, intorno alle 7,30, la polizia ha sgomberato l'edificio in vicolo del Ruschi occupato dal 7 aprile. Gli agenti hanno sorpreso all'interno cinque giovani che circa un'ora dopo l'inizio delle operazioni hanno spontaneamente abbandonato l'immobile di proprietà dell'ex Provincia. La strada dove si trova l’edificio è stata chiusa al transito e presidiata da numerosi agenti, mentre un gruppo di antagonisti ha improvvisato un corteo pacifico nella zona. Nel primo pomeriggio alle Logge di Banchi si è tenuta una manifestazione di protesta contro il blitz con successivo ingresso di una cinquantina di persone in Comune.
«Questo spazio, che era chiuso e abbandonato da ormai quattro anni, nell'ultimo mese era stato riaperto e restituito alla città, diventando una Zona Rosa, una zona “safe” e femminista, dove avevano già trovato casa i desideri e i bisogni di decine e decine di persone – scrivono i promotori dell’occupazione –. Dal percorso di attivazione di sportelli legali contro l'obiezione di coscienza e la violenza ostetrica, ai gruppi di autoscienza; dalle domeniche di socialità con gli abitanti del quartiere ai momenti di racconto delle storie di migranti che vivono nei Cie toscani; dalle assemblee ai dibattiti collettivi sulla violenza, lo sfruttamento, il sessismo. Tutto questo oggi è stato silenziato dall'arroganza di un potere ottuso che ha scelto, in questi anni, di privare la città di questo spazio e non ha voluto alcuna interlocuzione con questa esperienza propulsiva, in queste ultime settimane».
Secondo Zona Rosa la Provincia non ha mai voluto interagire in nessun modo con chi stava animando la Limonaia. «La Limonaia – Zona Rosa è stato uno spazio pensato affinché nessuno, in questa città, dovesse più sentirsi escluso dai processi decisionali, affinché nessuno dovesse più sentirsi solo – concludono –. Questo spirito e questo obiettivo non possono essere silenziati con l'ennesima dimostrazione di arroganza di un potere triste e machista, che si nasconde dietro l'uso della forza pubblica perché ha paura di doversi confrontare con il tessuto vivo della città: la Limonaia – Zona Rosa non era e non è un problema di ordine pubblico, come nessuna e nessuno di noi è un problema di ordine pubblico. Siamo, semmai, tutti insieme, la risposta a molti dei problemi che attanagliano le nostre vite precarie, messe in stato di minorità, ridotte all'isolamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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