Italia
«Da una seconda Corso Italia a terra di nessuno»
Vivace “Caffè Tirreno” su Porta Fiorentina: la rabbia degli esercenti di via Cattaneo per il problema sicurezza
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PISA. «Questa strada era la seconda commerciale della città dopo Corso Italia. Guardate com’è ridotta ora, ci sono 35-36 fondi vuoti. E’ questo che vuole la politica locale?». A parlare è Savatore Napoli del negozio “Casa del Fiore” di via Cattaneo. Il suo grido è in larga compagnia. “Caffè Tirreno” ieri è stato ospitato con cordialità dal bar pasticceria Lando di via Fiorentina per occuparci di Porta Fiorentina e La Cella. Quello che per i pisani è il quartiere del “Portone” è descritto come un grande rimpianto per i tempi passati. Ora insicurezza e degrado sono le lamentele principali. Il buio lungarno Guadalongo e il cantiere rimasto a metà dell’ex Draga, luogo di spaccio, sono simboli di questo quadro.
«I problemi sono cominciati - riprende Napoli - da quando è stato istituito il senso unico in via Cattaneo. Non c’è parcheggio e le auto si devono firmare in doppia fila. Prima se non altro passava il vigile e invitava a spostare l’auto. Ora passa la macchinetta e fa le multe. Chi volete che venga qui a fare la spesa?». Napoli propone: «Da qui passano solo pullman extraurbani, non abbiamo neanche un bus di servizio urbano. Il senso unico non serve più. Deve essere ripristinato il doppio senso di marcia con possibilità di parcheggiare su entrambi i lati della strada, anche a pagamento». La moglie Calogera Gianmarco aggiunge: «I problemi sono anche quelli relativi alla sicurezza, in agosto sono entrati in negozio alle 18 portandosi via 90 euro. Uno mi distraeva e l’altro faceva da palo. Inutile chiamare aiuto, la strada era deserta. Una paura. L’illuminazione è scarsa. Il quartiere ha perso tanto, molti abitanti sono scappati e sono arrivati gli stranieri. Non c’è più entusiasmo, i politici vengano a farsi vedere e non solo prima delle elezioni».
Tra i luoghi più degradati del quartiere c’è lo spazio davanti alla chiesa di San Marco alle Cappelle. A lato il vicolo del Chiassetto abbandonato a sé stesso. «È un orinatoio a cielo aperto che non viene mai pulito, una vergogna lasciarlo così - dice Alberto Dinelli, storico residente del quartiere -. Il marciapiede di via Cattaneo, sul lato sinistro in direzione piazza Guerrazzi, è un percorso di guerra. Quando piove ci vogliono gli stivali e per noi anziani è molto facile caderci». Sulla stessa linea d’onda un altro abitante della zona, Roberto Dottori, che non usa mezzi termini: «È una terra di nessuno. L’asfalto è disastrato, saranno vent’anni che non vengono fatti interventi. Davanti casa mia c’è una buca e tutte le volte che ci passa sopra un autobus mi sembra di percepire una scossa di terremoto. La latrina davanti alla chiesa di San Marco è uno scempio. Vedo spesso gli immigrati orinare in tutta tranquillità. E chi prova a dir loro qualcosa rischia. La sera del primo maggio c’è stata una rissa tra extracomunitari, poi sedata dalla polizia». Dottori sottolinea l’elevato numero di esercizi commerciali chiusi negli ultimi anni. E indica il locale di via Cattaneo adibito a centro culturale islamico. «È uno spazio molto ampio, può ospitare anche duecento persone. C’è qualcuno che li controlla?».
«Via Fiorentina e via Cattaneo sono poco illuminate e mal frequentate. Alle 17 c’è il deserto. Il degrado allontana il commercio». Roberta Milani lavora per la pasticceria Lando da ventisette anni e ha visto l’involuzione della zona. «Manca la sorveglianza della polizia. La zona degradata della stazione si è allargata fino a qui - aggiunge -. È pericoloso stare da soli in negozio, specie dopo gli ultimi fatti di cronaca. Per questo in pasticceria e nel laboratorio siamo sempre in tre o quattro». Onorio Cantini è titolare del tabacchi che ha rilevato da suo padre. Un altro esercizio storico che esiste dal 1965. «Il quartiere - dice - è molto peggiorato negli ultimi anni. Il senso unico di marcia, insieme alla crisi degli ultimi anni, ha rovinato molte delle attività commerciali. Anche per via dei parcheggi a pagamento fino a La Cella, i negozi soffrono e spostano le attività trasformando la zona, senza illuminazione e senza marciapiedi, in una zona di passaggio. Guardi qui, metà dei fondi sono sfitti. Al contrario, più attività ci sono e meno rischi si corrono nel quartiere. Qui sono rimasti solo gli anziani». Il problema della sicurezza: «Sfumata la presenza dei poliziotti di quartiere, i vigili si vedono solo per fare le multe. Nello scorso ottobre sono stato vittima di una rapina forse da parte di un tossicodipendente. L’ho sventata a mani nude, l’altro aveva un coltello ma l’ho messo in fuga. Lo spaccio qui dilaga, sappiamo anche dove mettono la droga, nei muretti del Chiassetto. La polizia si vede solo in zona Stazione, il Comune dovrebbe incentivare il ripopolamento della zona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«I problemi sono cominciati - riprende Napoli - da quando è stato istituito il senso unico in via Cattaneo. Non c’è parcheggio e le auto si devono firmare in doppia fila. Prima se non altro passava il vigile e invitava a spostare l’auto. Ora passa la macchinetta e fa le multe. Chi volete che venga qui a fare la spesa?». Napoli propone: «Da qui passano solo pullman extraurbani, non abbiamo neanche un bus di servizio urbano. Il senso unico non serve più. Deve essere ripristinato il doppio senso di marcia con possibilità di parcheggiare su entrambi i lati della strada, anche a pagamento». La moglie Calogera Gianmarco aggiunge: «I problemi sono anche quelli relativi alla sicurezza, in agosto sono entrati in negozio alle 18 portandosi via 90 euro. Uno mi distraeva e l’altro faceva da palo. Inutile chiamare aiuto, la strada era deserta. Una paura. L’illuminazione è scarsa. Il quartiere ha perso tanto, molti abitanti sono scappati e sono arrivati gli stranieri. Non c’è più entusiasmo, i politici vengano a farsi vedere e non solo prima delle elezioni».
Tra i luoghi più degradati del quartiere c’è lo spazio davanti alla chiesa di San Marco alle Cappelle. A lato il vicolo del Chiassetto abbandonato a sé stesso. «È un orinatoio a cielo aperto che non viene mai pulito, una vergogna lasciarlo così - dice Alberto Dinelli, storico residente del quartiere -. Il marciapiede di via Cattaneo, sul lato sinistro in direzione piazza Guerrazzi, è un percorso di guerra. Quando piove ci vogliono gli stivali e per noi anziani è molto facile caderci». Sulla stessa linea d’onda un altro abitante della zona, Roberto Dottori, che non usa mezzi termini: «È una terra di nessuno. L’asfalto è disastrato, saranno vent’anni che non vengono fatti interventi. Davanti casa mia c’è una buca e tutte le volte che ci passa sopra un autobus mi sembra di percepire una scossa di terremoto. La latrina davanti alla chiesa di San Marco è uno scempio. Vedo spesso gli immigrati orinare in tutta tranquillità. E chi prova a dir loro qualcosa rischia. La sera del primo maggio c’è stata una rissa tra extracomunitari, poi sedata dalla polizia». Dottori sottolinea l’elevato numero di esercizi commerciali chiusi negli ultimi anni. E indica il locale di via Cattaneo adibito a centro culturale islamico. «È uno spazio molto ampio, può ospitare anche duecento persone. C’è qualcuno che li controlla?».
«Via Fiorentina e via Cattaneo sono poco illuminate e mal frequentate. Alle 17 c’è il deserto. Il degrado allontana il commercio». Roberta Milani lavora per la pasticceria Lando da ventisette anni e ha visto l’involuzione della zona. «Manca la sorveglianza della polizia. La zona degradata della stazione si è allargata fino a qui - aggiunge -. È pericoloso stare da soli in negozio, specie dopo gli ultimi fatti di cronaca. Per questo in pasticceria e nel laboratorio siamo sempre in tre o quattro». Onorio Cantini è titolare del tabacchi che ha rilevato da suo padre. Un altro esercizio storico che esiste dal 1965. «Il quartiere - dice - è molto peggiorato negli ultimi anni. Il senso unico di marcia, insieme alla crisi degli ultimi anni, ha rovinato molte delle attività commerciali. Anche per via dei parcheggi a pagamento fino a La Cella, i negozi soffrono e spostano le attività trasformando la zona, senza illuminazione e senza marciapiedi, in una zona di passaggio. Guardi qui, metà dei fondi sono sfitti. Al contrario, più attività ci sono e meno rischi si corrono nel quartiere. Qui sono rimasti solo gli anziani». Il problema della sicurezza: «Sfumata la presenza dei poliziotti di quartiere, i vigili si vedono solo per fare le multe. Nello scorso ottobre sono stato vittima di una rapina forse da parte di un tossicodipendente. L’ho sventata a mani nude, l’altro aveva un coltello ma l’ho messo in fuga. Lo spaccio qui dilaga, sappiamo anche dove mettono la droga, nei muretti del Chiassetto. La polizia si vede solo in zona Stazione, il Comune dovrebbe incentivare il ripopolamento della zona».
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