Il Tirreno

Pisa

Primarie del Pd con vista sulle elezioni comunali 

Primarie del Pd con vista sulle elezioni comunali 

Renziani contro orlandiani: i sostenitori dell’ex premier opposti alla sinistra  (con ipotesi di altri abbandoni). In gioco gli equilibri del centrosinistra

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PISA. Chi vince e chi perde. Ma soprattutto: con quale distacco vince (o perde)? E quali conseguenze ci saranno poi tra gli iscritti? Le primarie aperte del Pd per la scelta del segretario nazionale del partito hanno a Pisa un significato particolare essendo con vista sulle elezioni amministrative della prossima primavera.
Michele Emiliano, Matteo Renzi (con Maurizio Martina) ed Andrea Orlando sono i candidati nazionali. Ma tesserati e semplici cittadini simpatizzanti Pd che oggi si recheranno ai seggi pisani esprimeranno preferenze ancor più significative. Renziani contro orlandiani, i sostenitori del leader contro la sinistra del partito, con venti di abbandono (in particolare verso Articolo Uno-Mdp) che continuano a soffiare incessanti. Ma c’è anche di più: sono in gioco gli equilibri del centrosinistra locale.
A Pisa il risultato, almeno nei numeri, sembra più incerto che altrove. Nei circoli ha vinto Renzi: il dato provinciale ha visto per l’ex premier 1.765 voti (58,46%), Orlando 1.216 (40,28%), Emiliano 38 (1,26%). Anche in città ha vinto Renzi, ma con distanze leggermente accorciate: Renzi 56%, Orlando 42%, Emiliano 2%. Un quadro assai diverso da quello nazionale, dove l’affermazione di Renzi è stata nettamente più ampia, quasi il 67% contro il 25% di Orlando.
Indicazioni interessanti anche dai comuni vicini. A San Giuliano il dato è stato quasi in linea con quello nazionale: 60% a Renzi e 37% a Orlando. Vecchiano invece si avvicina di più a Pisa: Renzi 52,1%, Orlando 47,8%. Simile il risultato di Cascina con il 51% per Renzi e il 46% per Orlando.
Le campagne organizzate dai sostenitori dei due principali contendenti sono state di conseguenza intense. I promotori della mozione Renzi-Martina si fanno forti del salto in avanti rispetto al 2013 quando Renzi arrivò al 39,2%. «Significa che 500 iscritti in più, a parità quasi di votanti, hanno sostenuto la nostra mozione e per di più in un contesto come quello pisano dove la maggioranza dei dirigenti ha sostenuto Orlando», è stata la considerazione principale.
Gli orlandiani però, che hanno avuto nel deputato Maria Chiara Carrozza la coordinatrice regionale del comitato toscano a sostegno del ministro, non sono stati da meno. «A Pisa città - è stata la loro posizione - la prima fase congressuale si è rivelata una bella prova di impegno, di fiducia e di prospettiva della mozione Orlando, che ci consegna un risultato al di sopra di ogni previsione». Allo sprint hanno anche ottenuto il “tifo” del deputato Paolo Fontanelli, pur ex Pd, ma non certo disinteressato.
E l’affluenza? Quasi 8mila sono stati i votanti quattro anni fa, oggi ne sono attesi tra 4 e 5mila. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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