Il Tirreno

Pisa

La maglia nera dei visitatori? A Palazzo Reale 

di Carlo Venturini
La maglia nera dei visitatori? A Palazzo Reale 

Colpa di poca promozione e chiusure nei festivi Va un po’ meglio a San Matteo, bene la Certosa 

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PISA. Il Museo di Palazzo Reale incassa poco più di 4mila euro all’anno quanto un medico in un mese. Allo stesso museo occorre il cannocchiale di Galilei per avvistare in lontananza non le Lune di Giove - come lo scienziato fece dalla torre del Palazzo Reale - ma quei 70mila euro di incassi del Museo della Certosa. Di quale “male” soffre il museo che si tiene ben stretti e celati ai più, i dipinti e le opere di Raffaello, Bronzino, Rosso Fiorentino, Antonio Canova? Il numero dei visitatori è in lieve aumento con un totale che supera di poco le 4mila persone ma di questi, i paganti sono solo 1000.
I dati sono stati recentemente resi noti dal Mibac, e risalgono al 2015 (non esistono statistiche ufficiali più recenti). Palazzo Reale ha la sua pagina Facebook e si capisce dalle immagini che svolge un’opera benemerita di educazione alle bellezze artistiche rivolta alle classi scolastiche. Si legge anche che il Primo Maggio ci sarà una visita guidata tra le sale che tra le altre opere, ospitano ben 900 armature ed i costumi del Gioco del Ponte oltre ad una ricchissima gipsoteca. Perché allora non attrae i turisti ed i visitatori nonostante sia in una posizione centralissima e di passo? Forse per una questione di orari di apertura ridotta e un po’ confusa. Il sito del Mibac ad esempio riporta questo orario: dal lunedì al sabato 9 — 14. Chiusura: martedì, domenica e festivi. Il sito Intoscana, lunedì-venerdì ore 9-15; sabato ore 9-14. Al di là di queste sbavature di orari, nei giorni di festa, il Palazzo Reale rimane chiuso ed in più rimane chiuso sempre due giorni a settimana. In passato, un orario un po’ più consono alle aspettative ed ai ritmi dei visitatori era garantito da associazioni di volontari ma erano iniziative a spot, dedicate a qualche particolare evento. Insomma, è più facile trovare il portone chiuso che aperto.
Se Atene piange, Sparta non ride perché il bellissimo museo nazionale di San Matteo incassa circa 32mila euro. I visitatori salgono a 13mila ed i paganti sono la metà. Qui l’orario è più amplio anche se nei giorni festivi, il museo è visitabile solo la mattina fino alle 14. Il lunedì è ovviamente chiuso.
Chi sbanca per incassi e visitatori è il Museo Nazionale della Certosa di Calci che ospita il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. I visitatori sono oltre 25mila e fruttano quasi 70mila euro. Il complesso della Certosa gode di una doppia felice combinazione perché dentro ci sono due distinti musei, quello dell’ateneo che sfoggia l’acquario di acqua dolce più grande in Italia e quello “diffuso” che propone un suggestivo viaggio nel mondo dei certosini, alla scoperta della vita solitaria che vi conducevano, fatta di rigore, meditazione e contemplazione, in ambienti che ancora oggi stupiscono per sfarzo, magnificenza e splendore dei decori. A cominciare dalla verde corte d’onore, proseguendo con la chiesa rivestita di appariscenti affreschi, le numerose cappelle per la celebrazione della messa individuale da parte dei padri, l’austera cella e il grande refettorio per i pranzi domenicali. Basta per renderla così appetibile? Uno dei motivi del suo successo potrebbe però ricondursi all’orario che va dalle 9 alle 19 dal lunedì al sabato. La domenica è aperto addirittura fino alle 20 e chiude un giorno solo all’anno: il 25 dicembre. Anche i piragna hanno diritto a mangiarsi il loro panettone nella vasca interna alla Certosa. I musei cittadini insomma hanno orari troppo limitati per incontrare i favori dei visitatori e fanno pochissima campagna informativa.

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