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«Rapina inventata» Dipendente a processo

«Rapina inventata» Dipendente a processo

PISA. Da rapinato a imputato. È la parabola in cui è finito l’allora dipendente di un call center a due passi dalla stazione di Pontedera che nel novembre 2012 denunciò ai carabinieri di aver subito...

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PISA. Da rapinato a imputato. È la parabola in cui è finito l’allora dipendente di un call center a due passi dalla stazione di Pontedera che nel novembre 2012 denunciò ai carabinieri di aver subito una rapina, con tanto di botte, da parte di due banditi. Un colpo da 8.500 euro come dichiarò agli investigatori Hamdi al Masarweh, 48 anni, giordano, residente a Bientina e da tempo con attività nell’ambiente della telefonia anche a Pisa.
Simulazione di reato e appropriazione indebita, entrambi con la contestazione dell’aggravante, sono le accuse mosse all’imputato, assente ieri in aula, davanti al giudice Pietro Murano (pm onorario Massimiliano Costabile).
L’episodio risale a oltre quattro anni fa. Masarweh è al lavoro e verso sera, all’ora di chiusura, denuncia di essere stato picchiato e rapinato da due persone. Le indica con accento napoletano ai carabinieri che arrivano sul posto come primo intervento. E fornisce anche l’indicazione del modello dell’auto con cui sarebbero fuggiti. Gli pare un’Alfa Romeo 147 scura.
Dice di essere stato malmenato e anche svenuto per le botte prese. E poi c’è il bottino sparito, circa 8.500 euro. Il call center tra i suoi servizi ha anche il trasferimento di soldi attraverso il circuito Western Union.
È quello il malloppo di cui non c’è traccia. I carabinieri avviano i primi riscontri sulle dichiarazioni del dipendente e più di un passaggio non torna.
Sospettano una messa in scena per tenersi i soldi. Nel frattempo Masarweh chiede un’ambulanza che lo porta al pronto soccorso dove viene medicato e dimesso in serata con una prognosi di dieci giorni.
In aula, oltre ai militari, è stato chiamato a deporre anche l’allora titolare del call center, un imprenditore residente a Montecatini.
«Alla fine ho dovuto restituire alla Wester Union 9.300 euro – ha spiegato –. È l’incasso sparito quel giorno. Fui chiamato da Masarweh che mi disse della rapina. L’azienda era in fase di cessione e lui era lì da un mese. Assunto? No, era a chiamata. Sono passati diversi giorni prima che potessi sentirlo e vederlo. Aveva il cellulare staccato». Sentenza entro maggio.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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