Attenzione
Quella cancellata che isola il cinema
Viene chiusa quando il Pisa gioca all’Arena dividendo la biglietteria dall’ingresso. La protesta del gestore
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PISA. Quando un cinema, e non solo, rimane ingabbiato tra i cancelli di sicurezza posti nelle vicinanze dello stadio. Potrebbe sembrare la trama di un film. Ma questa volta è la realtà a sorprendere. E per di più in accordo con la burocrazia. La legge è la legge, ma per chi la subisce, nel rispetto dei codici e delle normative, non è sempre facile buttare giù il “boccone”, soprattutto se tale provvedimento può impedire il regolare svolgimento della propria attività. Parliamo del cinema Roma, in via Piave, la bella arena estiva punto di riferimento di Porta a Lucca e non solo
Il grande cancello di sicurezza installato in via Piave e che viene chiuso ogni volta che si disputa un match all’Arena ha di fatto diviso in due la facciata del cinema: ponendo da una parte la biglietteria e dall’altra l’entrata. Direte voi: dove è il problema? Quando il cancello è aperto si tratta di un cavillo estetico, ma se si decide di andare al cinema la sera quando gioca il Pisa all’Arena, di estetico c’è ben poco. Il cinema è di fatto ingabbiato tra i cancelli. E dopo aver fatto la fila alla biglietteria prima di gustarsi la proiezione per entrare al cinema si deve fare il giro dell’isolato. L’entrata della sala si trova a pochi metri di distanza, ma è impossibile da raggiungere con i cancelli chiusi. «Purtroppo è così - dice Daniele Bulleri, noto imprenditore pisano, gestore del cinema Odeon e del cinema Roma -. L’installazione della cancellata per motivi di sicurezza ha diviso il mio cinema in due. Niente di particolare se i cancelli non vengono chiusi, ma al contrario per me sorgono seri problemi. E non posso neanche spostare la cassa vicino alla porta. Dove la metto, in mezzo al marciapiedi senza alcun permesso?». Bulleri ha bussato già ad alcune porte, ma il problema non sembra di facile risoluzione e la stagione estiva è alle porte. «Calcio e film al momento sembrano proprio incompatibili - aggiunge Bulleri -. Eppure per accontentare tutti bastava mettere i cancelli pochi metri più in là. In fondo non posso stare tutta l’estate con l’ansia che qualche evento calcistico possa mettere in difficoltà la mia attività».
Lo stesso discorso vale per le altre attività di via Piave, a cominciare dal Matilde Cafè che ha ospitato ieri “Caffè Tirreno”. «Quando c’è la partita - dice la titolare Cinzia Campagni - la chiusura del cancello impedisce ai clienti di venire al bar. La chiusura dura alcune ore e noi subiamo un sicuro danno economico. Dobbiamo lavorare e paghiamo tasse altissime. Chiediamo almeno che la cancellata venga chiusa poco prima dell’inizio delle partite».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il grande cancello di sicurezza installato in via Piave e che viene chiuso ogni volta che si disputa un match all’Arena ha di fatto diviso in due la facciata del cinema: ponendo da una parte la biglietteria e dall’altra l’entrata. Direte voi: dove è il problema? Quando il cancello è aperto si tratta di un cavillo estetico, ma se si decide di andare al cinema la sera quando gioca il Pisa all’Arena, di estetico c’è ben poco. Il cinema è di fatto ingabbiato tra i cancelli. E dopo aver fatto la fila alla biglietteria prima di gustarsi la proiezione per entrare al cinema si deve fare il giro dell’isolato. L’entrata della sala si trova a pochi metri di distanza, ma è impossibile da raggiungere con i cancelli chiusi. «Purtroppo è così - dice Daniele Bulleri, noto imprenditore pisano, gestore del cinema Odeon e del cinema Roma -. L’installazione della cancellata per motivi di sicurezza ha diviso il mio cinema in due. Niente di particolare se i cancelli non vengono chiusi, ma al contrario per me sorgono seri problemi. E non posso neanche spostare la cassa vicino alla porta. Dove la metto, in mezzo al marciapiedi senza alcun permesso?». Bulleri ha bussato già ad alcune porte, ma il problema non sembra di facile risoluzione e la stagione estiva è alle porte. «Calcio e film al momento sembrano proprio incompatibili - aggiunge Bulleri -. Eppure per accontentare tutti bastava mettere i cancelli pochi metri più in là. In fondo non posso stare tutta l’estate con l’ansia che qualche evento calcistico possa mettere in difficoltà la mia attività».
Lo stesso discorso vale per le altre attività di via Piave, a cominciare dal Matilde Cafè che ha ospitato ieri “Caffè Tirreno”. «Quando c’è la partita - dice la titolare Cinzia Campagni - la chiusura del cancello impedisce ai clienti di venire al bar. La chiusura dura alcune ore e noi subiamo un sicuro danno economico. Dobbiamo lavorare e paghiamo tasse altissime. Chiediamo almeno che la cancellata venga chiusa poco prima dell’inizio delle partite».
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