Sicurezza
Più illuminazione e meno degrado per Porta a Lucca
Vivace “Caffè Tirreno” al Matilde Cafè: strade al buio, sosta selvaggia e atti vandalici contro le auto dei turisti
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PISA. Un quartiere, tanti volti. Dalle ville liberty di viale Giovanni Pisano e delle sue traverse alle case popolari intorno allo stadio Arena Garibaldi. Dalle tante scuole tra via Contessa Matilde e via Rindi alla parte di via Piave più vicina a Piazza dei Miracoli dove parcheggiano i turisti. «Più sicurezza e meno degrado» è il grido che si alza da Porta a Lucca, quartiere al centro di “Caffè Tirreno” che si è svolto, ospitato con grande cordialità, al Matilde Cafè di via Piave. Partiamo proprio dalla zona stadio. «Via Galluppi e dintorni sono un rifugio di spacciatori e tossici», dicono alcuni residenti. Un altro problema è la quantità di atti vandalici ai danni delle auto dei turisti. «Una volta ne abbiamo accompagnati quattro alla questura per fare denuncia dopo che la loro auto era stata forzata, con furto di quattro o cinque valige, 4mila euro e un I-pod. Quando entrano nel bar in tanti si lamentano», dice Cinzia Campagni, titolare del Matilde Cafè, insieme alla madre, Gabriella Martelli. Dietro via Piave c’è il parcheggio Pisamo, anche quello “presidiato” da extracomunitari. Gli utilizzatori si lamentano inoltre della situazione dei bagni pubblici. «La sera abbiamo sempre un po’ di paura quando usciamo dal bar, ci vorrebbero più controlli da queste parti», dice ancora la signora Martelli.
Sono diverse le strade buie a Porta a Lucca: una di queste è via Simone Martini, che collega via Rindi a via Collodi. Una zona di passaggio anche per la presenza della scuola di via Collodi e la media Mazzini. «Gran parte di via Martini è al buio perché gli ippocastani piantati trent’anni fa circondano i lampioni pubblici. La sera la visibilità è scarsissima, tant’è che siamo costretti a munirci di torce per camminare senza inciampare - racconta Anna Pieri, che più volte ha contattato il Comune -. Con i vicini abbiamo segnalato la questione più volte, senza ricevere alcuna risposta». E aggiunge: «Di recente sono stati avvistati degli spacciatori che evidentemente si sentono indisturbati tra questi angoli silenziosi». Altra strada poco illuminata è via Vecchia Lucchese, specie in corrispondenza degli attraversamenti pedonali e Pieri suggerisce di installare qualche punto luce in più.
Altra questione è la raccolta porta a porta dei rifiuti. Mimma Cetani chiede alcune modifiche: «Difficile conciliare il calendario del ritiro dei sacchetti con gli impegni lavorativi e le vacanze. Penso alle ultime festività pasquali: sono partita per qualche giorno e non sapevo come e dove consegnare il sacchetto dell’organico. Perché Geofor non consente un accesso ad hoc all’isola ecologica?». A proposito del centro di raccolta di via Pindemonte, Cetani evidenzia lo stato di degrado della zona: «Questa area andrebbe bonificata e resa fruibile, così come le aree verdi vicino via Firenze che si affacciano su via del Brennero. Se quest’ultima fosse recuperata potrebbe ospitare un mercato ortofrutticolo del quartiere». Anna Paola Fagioli, esponente di Pisa nel Cuore, in questo quartiere ci ha vissuto a lungo e lo ha visto cambiare e, sostiene, non in meglio. «E’ un quartiere chiave - racconta l’architetto -, la porta d’ingresso della città turistica, ma in totale degrado perché i lavori promessi non sono mai stati fatti. Nel tempo la situazione è peggiorata».
Marta Ardinghi da cinque anni è residente in via Piave. «I cancelli per lo stadio potevano essere messi in maniera diversa - dice -. In via Piave sarebbero necessari un po’ più di illuminazione di sera e pulizia di giorno». Franco Delli abita vicino a piazzale Sicilia e denuncia la mancanza di parcheggi: «Se aggiungiamo le macchine dei turisti non si parcheggia proprio più. Se si muove l’auto per andare a fare la spesa non si ritrova più posto». Carlo Grassini, residente in via Piave: «Il piazzale è impraticabile, si casca per le radici dei pini. In special modo dove c’è l’edicola e dai civici dal 72/74 di via Piave. Un po’ migliorata la situazione per gli allagamenti». Remo Caldararo lamenta abusivismo e spaccio: «Ho chiamato più volte le forze dell’ordine, nel parcheggio tutti i giorni avvengono furti nelle macchine dei turisti. Sono sempre le stesse persone. Non potrebbero fare una giornata di appostamenti anche in borghese? Ma via Piave pullula anche di venditori abusivi extracomunitari. Sono stato costretto a cacciare ripetutamente venditori di ombrelli che sbucavano come funghi alle prime gocce di pioggia. Proprio io che, come bancarellaio del Duomo, sono davvero provato». Per Gioia Poltronieri la pista ciclabile di via Giovanni Pisano è decisamente scomoda: «In prossimità delle abitazioni ci sono i rallentamenti con salite e discese, poi la pavimentazione non è certo liscia e si perde facilmente l’equilibrio». Inoltre chiede che nell’area giochi in via Falcone siano messe fontanelle. Altra segnalazione: «L’area tra via Falcone, via Consani e via di Gello andrebbe ripulita perché c’è una vegetazione altissima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono diverse le strade buie a Porta a Lucca: una di queste è via Simone Martini, che collega via Rindi a via Collodi. Una zona di passaggio anche per la presenza della scuola di via Collodi e la media Mazzini. «Gran parte di via Martini è al buio perché gli ippocastani piantati trent’anni fa circondano i lampioni pubblici. La sera la visibilità è scarsissima, tant’è che siamo costretti a munirci di torce per camminare senza inciampare - racconta Anna Pieri, che più volte ha contattato il Comune -. Con i vicini abbiamo segnalato la questione più volte, senza ricevere alcuna risposta». E aggiunge: «Di recente sono stati avvistati degli spacciatori che evidentemente si sentono indisturbati tra questi angoli silenziosi». Altra strada poco illuminata è via Vecchia Lucchese, specie in corrispondenza degli attraversamenti pedonali e Pieri suggerisce di installare qualche punto luce in più.
Altra questione è la raccolta porta a porta dei rifiuti. Mimma Cetani chiede alcune modifiche: «Difficile conciliare il calendario del ritiro dei sacchetti con gli impegni lavorativi e le vacanze. Penso alle ultime festività pasquali: sono partita per qualche giorno e non sapevo come e dove consegnare il sacchetto dell’organico. Perché Geofor non consente un accesso ad hoc all’isola ecologica?». A proposito del centro di raccolta di via Pindemonte, Cetani evidenzia lo stato di degrado della zona: «Questa area andrebbe bonificata e resa fruibile, così come le aree verdi vicino via Firenze che si affacciano su via del Brennero. Se quest’ultima fosse recuperata potrebbe ospitare un mercato ortofrutticolo del quartiere». Anna Paola Fagioli, esponente di Pisa nel Cuore, in questo quartiere ci ha vissuto a lungo e lo ha visto cambiare e, sostiene, non in meglio. «E’ un quartiere chiave - racconta l’architetto -, la porta d’ingresso della città turistica, ma in totale degrado perché i lavori promessi non sono mai stati fatti. Nel tempo la situazione è peggiorata».
Marta Ardinghi da cinque anni è residente in via Piave. «I cancelli per lo stadio potevano essere messi in maniera diversa - dice -. In via Piave sarebbero necessari un po’ più di illuminazione di sera e pulizia di giorno». Franco Delli abita vicino a piazzale Sicilia e denuncia la mancanza di parcheggi: «Se aggiungiamo le macchine dei turisti non si parcheggia proprio più. Se si muove l’auto per andare a fare la spesa non si ritrova più posto». Carlo Grassini, residente in via Piave: «Il piazzale è impraticabile, si casca per le radici dei pini. In special modo dove c’è l’edicola e dai civici dal 72/74 di via Piave. Un po’ migliorata la situazione per gli allagamenti». Remo Caldararo lamenta abusivismo e spaccio: «Ho chiamato più volte le forze dell’ordine, nel parcheggio tutti i giorni avvengono furti nelle macchine dei turisti. Sono sempre le stesse persone. Non potrebbero fare una giornata di appostamenti anche in borghese? Ma via Piave pullula anche di venditori abusivi extracomunitari. Sono stato costretto a cacciare ripetutamente venditori di ombrelli che sbucavano come funghi alle prime gocce di pioggia. Proprio io che, come bancarellaio del Duomo, sono davvero provato». Per Gioia Poltronieri la pista ciclabile di via Giovanni Pisano è decisamente scomoda: «In prossimità delle abitazioni ci sono i rallentamenti con salite e discese, poi la pavimentazione non è certo liscia e si perde facilmente l’equilibrio». Inoltre chiede che nell’area giochi in via Falcone siano messe fontanelle. Altra segnalazione: «L’area tra via Falcone, via Consani e via di Gello andrebbe ripulita perché c’è una vegetazione altissima».
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