Il Tirreno

Pisa

Pisa ora ha un giardino per la pace e il dialogo 

di Enza Chiappone
Pisa ora ha un giardino per la pace e il dialogo 

È quello intitolato ieri alla memoria di Elio Toaff, ebreo e antifascista che rischiò di non potersi laureare a Pisa per effetto delle leggi razziali

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PISA. È un invito alla pace, alla tolleranza e al dialogo tra culture l’intitolazione ad Elio Toaff di una porzione del giardino racchiuso tra i dipartimenti di Civiltà e forme del sapere e Filologia letteratura e linguistica dell’Università di Pisa, nell’ex complesso dei Salesiani di via Santa Maria. Come ricorda infatti la targa apposta ieri pomeriggio in uno spazio di vita civile e culturale che ogni giorno vede transitare centinaia di giovani studenti, “Elio Toaff / (1915-2015) / Rabbino Capo di Roma / maestro e studioso/ combattente per la libertà / uomo di pace e di dialogo / si è laureato all’Università di Pisa il 5 luglio 1939”. È dunque per celebrare quei valori che nei suoi quasi cento anni di vita Toaff ha incarnato, e in particolare il rispetto e la tolleranza per le altre culture, religiose e laiche, mantenuti nonostante il trattamento ricevuto in epoca fascista, che l’ateneo pisano ha deciso di riconfermare, ancora una volta, il sodalizio che lo lega al suo ex studente, dopo avergli conferito, in vita, il prestigioso riconoscimento del “Campano d’Oro”.
In realtà, come il figlio maggiore Ariel ha ricordato ieri durante la cerimonia di intitolazione del giardino al padre scomparso da ormai due anni, «il ricordo di Pisa non era, a casa, totalmente positivo, soprattutto a causa dell’eccidio della famiglia Pardo Roques del ‘44, compiuto sotto gli occhi dei pisani». Non bisogna poi dimenticare che negli anni dei suoi studi, il rapporto tra colui che in seguito sarebbe stato considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia e l’Università di Pisa non fu certo idilliaco, per motivi facilmente intuibili. Il 5 settembre 1938 proprio a Pisa, nella tenuta di San Rossore, venivano infatti siglate le famigerate leggi razziali che, tra moltissime altre note limitazioni, precludevano agli ebrei l’accesso alle università ed espellevano gli studenti fuori corso. Repentino fu il cambio di atteggiamento che Toaff riscontrò in colleghi e docenti, tant’è vero che, come egli stesso ricordò nella sua visita a Pisa del 2006, nessuno voleva assegnargli una tesi di laurea. «Alla fine, grazie al supporto del professor Lorenzo Mossa, Elio Toaff riuscì comunque a laurearsi, pur subendo inaccettabili ingiustizie persino in sede di seduta di laurea – ha raccontato ieri la direttrice del Centro interdipartimentale di studi ebraici “Michele Luzzati”, Alessandra Veronese – ma tantissimi furono gli studenti e i docenti che dovettero rinunciare alla propria carriera universitaria. Ecco allora che questo giardino vuole essere anche per loro una piccola forma di riparazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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