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Pisa

«Alleanza sicura ma larga» la ricetta anti-fughe di Sonetti 

«Alleanza sicura ma larga» la ricetta anti-fughe di Sonetti 

Il segretario provinciale blinda il post gazebo: «Per le amministrative dobbiamo  aggregare tutte le forze democratiche». Domenica il voto dalle 8 alle 20

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No, non è spaventato dalla morna brasiliana con cui il Pd si sta mollemente dirigendo ai gazebo. «Prima di dire che le primarie saranno un flop aspettiamo domenica», dice Massimiliano Sonetti (nella foto a sinistra). Ma neanche il segretario provinciale se lo nasconde. Non sarà facile raggiungere i 40mila iscritti, militanti o simpatizzati andati alle urne dei Dem quattro anni fa in epoca pre-rottamazione, con la ditta ancora da smacchiare. «Siamo l’unico partito in Italia capace di attuare una tale mobilitazione». Anche ora che il Pd potrebbe consacrarsi definitivamente come il PdR (il Pd di Renzi) e il plot delle sfida per il Nazareno si fa avvincente quanto quello di un romanzo di Balzac. Se c’è un rischio da scongiurare, piuttosto, è che si apra un nuovo esodo. «Non posso escluderlo», dice il segretario “cerniera”, il renziano e fedelissimo del deputato Federico Gelli scelto dopo mesi di negoziati con la minoranza per siglare una pax in un Pd pisano terremotato dal referendum. È fiducioso: quella sopravvissuta allo tsunami «è una comunità compatta, saprà sostenere il nuovo segretario nazionale, chiunque sia». Ma il pericolo del flop costringe gli orlandiani, decisi ad andare oltre il 41% del congresso, a reagire: è scattata la caccia ai testimonial e ai big. Così ieri Cesare Damiano ha parlato a Pontedera e domani arriva Anna Finocchiaro al Keith cafè (ore 19). Mentre a fare la spola in lungo e in largo per Renzi saranno direttamente Gelli e il numero due del partito regionale Antonio Mazzeo. Sono i TtR (Tutti tranne Renzi) del resto a dover inseguire. Il peso di lettiani, ex bersaniani, rossiani, fontanelliani, rimasti nonostante la scissione nel Pd pisano, sarà decisivo per costruire le alleanze per le amministrative 2018. E se Renzi non sembra voler cedere a Giuliano Pisapia (venerdì al Lumiere, ore 17) su un premio di coalizione nella legge elettorale, Sonetti ha le idee chiare sulle strategie locali: «Non ci sono dubbi, dovremo saper aggregare le maggiori forze democratiche per governare nei prossimi anni. Partiamo dal passato e allarghiamo la base». Insomma, con Paolo Fontanelli (nella foto a destra) e le anime della sinistra dialogante si dovrà parlare ma l’alleanza potrebbe ampliarsi anche al centro. Quanto? Chissà. Ma, ammonisce, «fermiamo la querelle sui nomi candidati sindaco» e si «pensi al modello di città che immagina. Forse scopriremo che Filippeschi ha fatto molte cose buone». Eccola, la mano tesa agli orlandiani, e un messaggio ai turborenziani e all’ipotesi di un veto sulla corsa di Serfogli. (m.n.)

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di Redazione web