Sicurezza
Si chiamano “mystery clients” e in segreto controllano i comportamenti dei dipendenti
L’arruolamento dei cosiddetti mystery clients è diventato da alcuni anni una prassi per le grandi aziende, in particolare per quelle attive nel commercio, nella ristorazione e nella grande...
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L’arruolamento dei cosiddetti mystery clients è diventato da alcuni anni una prassi per le grandi aziende, in particolare per quelle attive nel commercio, nella ristorazione e nella grande distribuzione. La società, in pratica, commissiona ad alcune ditte specializzate o ad agenzie che si occupano di ricerche di mercato il compito di testare la qualità del servizio che offre un proprio punto vendita e il comportamento dei propri dipendenti. Procedure legittime e previste dalle norme, che consentono ad un’azienda di valutare segretamente la professionalità e la serietà dei propri lavoratori attraverso quello che è un finto cliente che, quasi sempre, agisce all’oscuro dei responsabili dei punti vendita. Il mystery client, chiamato anche a documentare i comportamenti ritenuti non consoni al ruolo ricoperto da un singolo lavoratore, al termine della sua “missione” redige un report sulla base del quale (insieme a documentazione e prove) l’azienda può prendere provvedimenti nei confronti dei propri dipendenti. Quelli adottati dalla società di Vicenza sono i primi, almeno a livello locale, scaturiti da “un’indagine” effettuata dagli “007” che per alcuni giorni hanno indossato i panni di clienti ed utenti dei bar gestiti dall’azienda veneta. (d.r.)
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