PISA. Una multa fino a 30mila euro e, visto che si tratta di un luogo potenzialmente frequentato anche da minori, la reclusione (da 4 mesi a 4 anni). Ecco cosa ha rischiato - codice penale alla mano - la pornostar che, verosimilmente l’estate scorsa, ha girato con un amico un ampio servizio fotografico e video seminuda (FOTO) in piazza dei Miracoli e sulla Torre di Pisa.
Un “prodotto” distribuito e ampiamente visualizzato sul web su un sito dove la donna, evidentemente una “professionista” del genere, si mostra scoperta agli obiettivi di telecamere e macchine fotografiche in diverse località turistiche d’Italia e del resto del mondo. Tra queste, appunto, Pisa con la sua Torre e i suoi luoghi sacri, non solo per la cristianità. Immagini tristemente già note all’Opera della Primaziale che di questo patrimonio dell’umanità è fedele custode. Primaziale che non interviene nel merito dell’accaduto con dichiarazioni ufficiali ed anzi auspica che sull’intera vicenda (ed eventuali analoghe, passate o futuro) si spengano presto i riflettori dei media.
Ciò non toglie che l’episodio, probabilmente non l’unico, dimostri come contro queste forme di esibizionismo le armi siano sostanzialmente spuntate, salvo quando non sia in gioco uno sfruttamento commerciale dell’immagine della piazza e della Torre. E il motivo non è solo perché gli “atti osceni in luogo pubblico”, reato che potrebbe configurarsi nei confronti della protagonista dei video girati in piazza dei Miracoli, sono stati depenalizzati. Le ragioni per le quali non è facile difendere una piazza che è simbolo religioso, artistico, culturale nel mondo sono molteplici. Intanto per l’affluenza quotidiana di turisti sotto la Torre che richiedono grande attenzione in termini di accoglienza e di controllo.
E la pur costante vigilanza finalizzata, per dirne una, all’antiterrorismo, difficilmente può intercettare l’esibizionista di turno (più o meno di professione) che attende che la scala sia sgombra o piuttosto il gruppo di turisti vicini distratto per alzarsi la gonna o tirarsi giù i pantaloni. Quando questo succede e le immagini fanno il giro del mondo tramite la rete, poi, resta comunque complicato chiederne la rimozione. L’Opera della Primaziale, da tempo a conoscenza del tour senza veli della pronostar, peraltro ci ha provato e continua a provarci.
L’ente conferma che nei confronti della donna e degli autori delle immagini c’è una denuncia e una richiesta di rimozione del materiale prodotto e evidentemente lesivo dell’immagine della primaziale stessa. «Ma raggiungere l’obiettivo – fanno sapere dall’ente – non è così facile trattandosi di un sito web registrato all’estero». Per ora quindi quelle immagini restano in circolazione. Mitigate per fortuna dai milioni di scatti che altrettanti turisti ogni anno dedicano alla piazza e alla sua inattaccabile bellezza e sacralità.