Il Tirreno

Pisa

«Sevizie su Samantha» Kristc rischia l’ergastolo 

di Mario Neri
«Sevizie su Samantha» Kristc rischia l’ergastolo 

Si aggrava la posizione dell’uomo accusato di aver ucciso la bimba

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PISA. Non gli bastava schiaffeggiarla, inzuppare la cintola in un secchio e colpirla sulle cosce o la schiena, sollevarla e scaraventarla a terra ad ogni suo rifiuto, ogni volta che la bimba lo respingeva, impaurita, terrorizzata dalla rabbia che scaricava su di lei e la madre, da quella furia ferina. E neppure gli era bastato strapparle i capelli. No, Tonino Kristc nelle ultime ore, quando la piccola ormai sembrava non riuscire neanche più a parlare e a muoversi, colpì Samantha con una scarpa e la costrinse al tormento di quei tondini aguzzi spezzati da un vecchio stendino arrugginito. La suola e quei ferri - secondo la procura - li usò come oggetti di tortura. E lo fece «fino a ricoprirne di tumefazioni il 50 per cento del corpo».
È il passaggio chiave della perizia medico legale eseguita dal professor Alessandro Bassi Luciani sul cadavere della piccola di tre anni e mezzo trovata morta un anno fa sul pavimento della baracca di Calambrone, il puntello scientifico a cui ieri si è appellato il pm Giancarlo Dominijanni per modificare ancora i capi di imputazione a carico di Kristc. Non solo restano le accuse di maltrattamenti e soprattutto di omicidio volontario, ma adesso il serbo di 32enne accusato della morte della bimba dovrà difendersi anche dall’aggravante delle sevizie.
Un’ulteriore correzione di rotta nella strategia dell’accusa decisiva per il corso del processo. Se la giuria della corte d’assiste presieduta da Pietro Murano infatti desse credito alla linea del pm, Tonino andrebbe verso l’ergastolo. Peraltro non è l’unica aggravante a suo carico: c’era già quella della violenza sessuale, perché nella furia cieca dell’uomo, Dominijanni ha intravisto anche una tensione alle molestie e agli abusi. Ma adesso nell’imputazione si aggiungono appunto l’aver agito con crudeltà utilizzando sevizie. Una crudeltà che avrebbe esercitato anche sulla madre della piccola, Juana Francisca De Olmo. Anche lei però è accusata di maltrattamenti e ne risponderà in abbreviato il 26 aprile di fronte al gup Elsa Iadaresta, proprio alla vigilia dell’anniversario della morte della piccola.
La dominicana di 35 anni fugge dal matrimonio con Stefano Castagnino nell’estate del 2015, per inseguire l’amore sbocciato in chat con Tonino. Una scintilla, una passione per uomo che all’inizio si mostra affettuoso e attento, ma dopo poco si rivela per quel che è: geloso, possessivo, violento. Con lei e con i suoi familiari, tanto da costringerli a fuggire dalla vecchia pizzeria affacciata alle dune di proprietà del Comune di Pisa, ma ormai in abbandono. Fino a diventarlo con la piccola e impedendo alla madre di chiamare i soccorsi o portarla in ospedale. «Ci teneva prigioniere», ha raccontato Francisca.
Tonino, detenuto in isolamento a Sollicciano, tornerà in aula a Pisa il 19 maggio. Dopo la deposizione di Francisca e la testimonianza dei carabinieri e del padre della piccola, potrebbe toccare a lui. Ma il suo legale, Francesco Mori, potrebbe optare per l’abbreviato e tentare così di risparmiargli l’ergastolo. «Non lo sappiamo ancora - dice prima di uscire - È una possibilità e la valuteremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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