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Ponti a rischio crollo il prefetto vara  i controlli a tappeto 

Ponti a rischio crollo il prefetto vara  i controlli a tappeto 

Dopo il caso di Fossano, task force con l’università di Pisa  per monitorare tutte le strutture ormai senza manutenzione

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PISA. Troppi casi. Sembrano quasi di burro, diventati una sorta di fobia collettiva per chi è abituato a stare molto tempo al volante. Spesso vecchi e soprattutto ignorati, usciti dall’agenda degli enti a cui spetterebbe la manutenzione e dai loro bilanci. In un Paese rosicchiato da tagli e dalla corruzione, ponti e viadotti crollano e quando succede spesso uccidono. L’ultimo caso a Fossano, per fortuna senza conseguenza per i due carabinieri riusciti a fuggire prima che il gigante di cemento si afflosciasse sull’asfalto. Ma sono cristallizzate nell’immaginario collettivo le fotografie dei crolli sulla Milano-Lecco o sull’Adriatica, dove hanno perso la vita tre persone.
Per questo la Prefettura di Pisa ha deciso di correre ai ripari e varare una task force per svolgere un monitoraggio a tappetto su tutte le strutture della provincia. In prefettura, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha esaminato il problema delle condizioni di sicurezza dei ponti e viadotti, anche “alla luce anche del crollo del viadotto di Fossano, ma non è stata solo la strage mancata nel cuneese a convincere Attilio Visconti a mettere sotto osservazione le infrastrutture del territorio. Proprio un mese fa, con un esposto inviato alla procura, il presidente della Provincia, Marco Filippeschi, aveva messo le mani avanti: l’ente non aveva più soldi per investimenti e manutenzione, e se il governo non avesse fatto rientrare i tagli (27,4 milioni su 34,1 milioni di entrate) sarebbero potute scattare le chiusure di strade e ponti a rischio o pericolanti. «Gran parte dei ponti - scrive la prefettura - risultano essere costruiti in epoca remota e tuttora utilizzati anche per il transito di mezzi pesanti, spesso con carente manutenzione, diffusi segni di degrado, assenza di vigilanza e di investimenti». Tutte condizioni che rappresentano segnali indicativi della necessità di un approccio «sinergico - continua la prefettura - per assumere con gli enti pubblici ogni adeguata misura che consenta una complessiva revisione delle misure di sicurezza stradale, qualora i manufatti non siano più ritenuti capaci di consentire il transito veicolare di mezzi pesanti in condizione di sicurezza». Il messaggio è chiaro: «Se la task force trovasse ponti pericolanti si potrebbe anche decidere di chiuderli o vietare il passaggio ai camion», spiegano in prefettura. Il «gruppo di lavoro» sarà formato, oltre che dalle forze dell’ordine, anche da Comuni, polizie municipali, Provincia, Anas, ex Genio civile e soprattutto la comunità scientifica, in particolare l’Università di Pisa. A loro spetta il «monitoraggio dei vari siti» sui quali si interverrà per «prevenire ogni situazione di rischio per la pubblica incolumità». Il prefetto ha già preso accordi col rettore Paolo Mancarella e incaricato il questore Alberto Francini e il comandante provinciale dei carabinieri Nicola Bellafante di disporre una ricognizione presso i Comuni, con maggiore riguardo a quelli per i quali si profilano situazioni di maggiore vulnerabilità.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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