Il Tirreno

Pisa

Il tartufo è bio e certificato Un successo tutto pisano 

di Renata Viola
Il tartufo è bio e certificato Un successo tutto pisano 

Il riconoscimento è stato ottenuto dall’azienda di Matteo Giuliani Grande soddisfazione della Cna: «Un esempio di coraggio imprenditoriale»

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PISA. È pisana l’unica azienda italiana con certificazione biologica del tartufo. Si tratta dell’Azienda Agricola Biologica S. Luigi Tartufi di Teo che ha sede a Ghizzano di Peccioli. Un’azienda a conduzione familiare nata nel 2009 in seguito alla ristrutturazione del suo vecchio casolare. Convertita al biologico nel 2014, di lì a poco è arrivata l’ambita certificazione. Il titolare, Matteo Giuliani, ha spiegato che la sua «è l’unica azienda che procede alla raccolta di tartufi su terreni biologicamente certificati».
Il successo e la storia dell’azienda sono state al centro dell’incontro che Cna ha organizzato ieri nella sua sede alla Fontina. Il presidente Matteo Giusti ha sottolineato l’impegno dell’associazione «a dare visibilità ad aziende capaci di essere pionieristiche e allo stesso tempo buon esempio di coraggio imprenditoriale, in grado di veicolare il messaggio per altri settori produttivi». «Arrivare a questo riconoscimento — ha spiegato Giuliani — non è stato semplice. All’inizio i nostri interlocutori non capivano il nostro progetto. È stato necessario analizzare i terreni dove “caviamo” i tartufi perché tre anni dopo arrivasse l’ambito riconoscimento. La raccolta avviene grazie al fiuto dei nostri cani». I terreni sono quelli delle due tartufaie della famiglia a Ghizzano, di un’area confinante certificata nella tenuta di Ghizzano e di una riserva biologica del Parco di San Rossore. «Siamo fortunati ad aver la raccolta dodici mesi all’anno — ha aggiunto Giuliani — sebbene si tratti di un prodotto diverso: da gennaio ad aprile raccogliamo il tartufo “bianchetto” a Ghizzano e a San Rossore, da giugno a settembre il tartufo nero estivo quasi totalmente nella tenuta di Ghizzano». Una produzione di nicchia, la cui prima scelta è destinata per il 70% all’esportazione (Austria) e per il restante 30% alle tavole dei ristoranti più importanti della zona. Ma a patto che siano anche belli da vedere. La seconda e la terza scelta si macina e si può trovare anche in città. «Non posso garantire una grande produzione, ha detto Giuliani — ecco perché non ho mai ceduto alle richieste della grande distribuzione». Dopo il riconoscimento a Firenze tre settimane fa come migliore azienda nel settore dei tartufi da parte del Tuscany Food Awards, l’azienda a giugno sarà a Expofiera “Bella vita” a Londra. «Con caparbietà — ha concluso Giusti — Matteo Giuliani ha prima fatto della sua passione, un lavoro. E poi ha saputo farlo bene, individuando e perseguendo con tenacia una strada propria ed originale pur nel pieno solco della tradizione».

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