Il dolore
caso repubbliche marinare
Il Comune riscatta i costumi, indagine sui responsabili
PISA. I costumi delle Repubbliche Marinare non saranno venduti all’asta giudiziaria. Con una delibera di giunta, Palazzo Gambacorti ha messo un punto a questa incredibile vicenda liquidando il debito...
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PISA. I costumi delle Repubbliche Marinare non saranno venduti all’asta giudiziaria. Con una delibera di giunta, Palazzo Gambacorti ha messo un punto a questa incredibile vicenda liquidando il debito di oltre 4.000 euro nei confronti del ragionier Claudio Celandroni. Debito (in origine di 2.000 euro, poi raddoppiato per le spese legali) frutto delle sue prestazioni professionali mai liquidate riguardanti il Comitato delle Repubbliche Marinare che fino al 2009 gestiva in autonomia la manifestazione.
Una vicenda che negli anni si è trascinata tra incomprensioni e dimenticanze, fino al momento dell’atto di ingiunzione fatto dal Celandroni al Comune e mai impugnato dal Comune stesso; da qui il pignoramento dei costumi nonostante non fossero mai stati di proprietà del Comitato. Nella delibera di giunta si dà quindi mandato agli uffici di provvedere al pagamento di Celandroni, ma affidando anche al segretario generale il compito di individuare i responsabili di questo errore per la rivalsa economica. «Con questo atto - spiega l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi - abbiamo messo al sicuro i costumi come patrimonio della città. Il pagamento del debito lo consideriamo comunque un anticipo, visto che nostro obiettivo è quello di individuare colui o coloro che hanno sbagliato in questa vicenda. Se individuati, ovviamente, ci rivarremo nei loro confronti per la restituzione della somma». La vicenda è il risultato di un tipo di gestione della regata delle Repubbliche Marinare che oggi è cambiata drasticamente. Fino al 2009, infatti, il Comune affidava al Comitato Repubbliche Marinare, presieduto dal sindaco, budget economico e totale autonomia organizzativa. Stesso discorso è stato fatto anche negli anni in cui il Gioco del Ponte era affidato alla Fondazione. In queste gestioni, quindi, alcuni incarichi erano affidati in forma diretta, da qui la querelle con Celandroni. Successivamente il Comune è tornato attore unico delle manifestazioni storiche, gestendo quindi direttamente tutti i passaggi attraverso l’assessorato guidato da Eligi.
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una vicenda che negli anni si è trascinata tra incomprensioni e dimenticanze, fino al momento dell’atto di ingiunzione fatto dal Celandroni al Comune e mai impugnato dal Comune stesso; da qui il pignoramento dei costumi nonostante non fossero mai stati di proprietà del Comitato. Nella delibera di giunta si dà quindi mandato agli uffici di provvedere al pagamento di Celandroni, ma affidando anche al segretario generale il compito di individuare i responsabili di questo errore per la rivalsa economica. «Con questo atto - spiega l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi - abbiamo messo al sicuro i costumi come patrimonio della città. Il pagamento del debito lo consideriamo comunque un anticipo, visto che nostro obiettivo è quello di individuare colui o coloro che hanno sbagliato in questa vicenda. Se individuati, ovviamente, ci rivarremo nei loro confronti per la restituzione della somma». La vicenda è il risultato di un tipo di gestione della regata delle Repubbliche Marinare che oggi è cambiata drasticamente. Fino al 2009, infatti, il Comune affidava al Comitato Repubbliche Marinare, presieduto dal sindaco, budget economico e totale autonomia organizzativa. Stesso discorso è stato fatto anche negli anni in cui il Gioco del Ponte era affidato alla Fondazione. In queste gestioni, quindi, alcuni incarichi erano affidati in forma diretta, da qui la querelle con Celandroni. Successivamente il Comune è tornato attore unico delle manifestazioni storiche, gestendo quindi direttamente tutti i passaggi attraverso l’assessorato guidato da Eligi.
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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