A Sant’Ermete non cambia la raccolta rifiuti
PISA. Il comitato popolare del quartiere Sant’Ermete ha convocato ieri una conferenza stampa sulla richiesta fatta a Comune e Geofor per la distribuzione di bidoni condominiali al vecchio villaggio...
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PISA. Il comitato popolare del quartiere Sant’Ermete ha convocato ieri una conferenza stampa sulla richiesta fatta a Comune e Geofor per la distribuzione di bidoni condominiali al vecchio villaggio delle case popolari. «Stanchi ormai dei continui rimpalli di responsabilità tra Comune e Geofor e per le continue denigrazioni a mezzo di stampa da parte del Comune sulla questione del pagamento della tassa sui rifiuti, gli abitanti del quartiere vogliono ribadire la loro legittima richiesta, fatta da più di un anno, per la distribuzione dei bidoni condominiali per riuscire a sopperire alla mancanza di spazio per stoccare i rifiuti in attesa del passaggio della Geofor nei giorni prestabiliti per la raccolta del porta a porta», è la posizione ribadita dal comitato dei cittadini.
Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo dei tecnici di Geofor nell’area delle case popolari di Sant’Ermete, dove dei circa 200 alloggi presenti ne risultano 123 di vecchia costruzione (anno 1947), 48 di nuova costruzione e 40 non più usate.
Il motivo del contendere deriva dalla verifica di 47 posizioni che risultano evasori di Tari, la tassa sui rifiuti, un numero che l’amministrazione comunale considera superiore alla media cittadina rispetto alla cifra totale di utenze presenti nell’area delle case popolari di Sant’Ermete.
Inoltre, dal punto di vista tecnico, l’amministrazione ritiene le utenze, in quanto in una situazione urbanistica “aperta”, non riferibili ad una posizione condominiale. In pratica, per il Comune, non ci sono condomini veri e propri e quindi i contenitori della raccolta non possono essere quelli richiesti. Dunque, al momento, nessun compromesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo dei tecnici di Geofor nell’area delle case popolari di Sant’Ermete, dove dei circa 200 alloggi presenti ne risultano 123 di vecchia costruzione (anno 1947), 48 di nuova costruzione e 40 non più usate.
Il motivo del contendere deriva dalla verifica di 47 posizioni che risultano evasori di Tari, la tassa sui rifiuti, un numero che l’amministrazione comunale considera superiore alla media cittadina rispetto alla cifra totale di utenze presenti nell’area delle case popolari di Sant’Ermete.
Inoltre, dal punto di vista tecnico, l’amministrazione ritiene le utenze, in quanto in una situazione urbanistica “aperta”, non riferibili ad una posizione condominiale. In pratica, per il Comune, non ci sono condomini veri e propri e quindi i contenitori della raccolta non possono essere quelli richiesti. Dunque, al momento, nessun compromesso.
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