Boom di furti di biciclette In un anno 800 denunce
di Roberta Galli
Ma sono tante le vittime dei ladri che non si rivolgono più alle forze dell’ordine Il presidente di Fiab: «Vengono subito rivendute, il mercato nero è fiorente»
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PISA. I dati ufficiali parlano chiaro. In città non si arresta l’ondata di furti di biciclette. Il numero totale fornito dall’Osservatorio (Pisamo-Polizia) non lascia dubbi: 809 denunce di furto nel 2016, rispetto alle 595 del 2015. Si passa da una media di un furto e mezzo al giorno, a più di due furti al dì. Necessario precisare che si tratta solo denunce raccolte. Ma facendo una stima è facile ipotizzare un numero ben superiore di furti, compreso chi non sporge denuncia. Le “due ruote” a Pisa sono diventate un bel boccone ghiotto, non c’è che dire. Rubate e subito rivendute. «L’alto numero di denunce non è certo un dato di cui rallegrarci — afferma Marco Bertini, responsabile dell’Ufficio Biciclette della Pisamo — però come riferito anche dai risultati dell’indagine Fiab del 2012 è anche un indicatore di uso della bicicletta. Le città con più denunce di furto sono Ferrara e Bolzano, quelle con meno Reggio Calabria e Ragusa. Amsterdam, ad esempio, ha una denuncia ogni venti abitanti. Inevitabilmente circolando più mezzi, i furti non mancano, come purtroppo qui a Pisa». Furti che avvengono oramai in tutti i quartieri, dal centro alla periferia. Di giorno e di notte. Con tecniche sempre più sofisticate. «Le portano via anche in pieno giorno come è successo a me - racconta Silvia, 50enne, dipendente di un ente pubblico. — Avevo legato la mia bici, per altro non nuovissima, ma comunque in buono stato, ad un palo in via Oberdan. L’orologio segnava le 12. Il tempo di entrare all’interno di un negozio, fare un acquisto e la mia bici era bella e sparita, compresa la catena con la quale l’avevo legata. Nessuno aveva visto nulla. Evidentemente chi ha compiuto il furto, mi ha seguito ed ha atteso l’attimo giusto per tagliare la grossa catena, e portarmi via il mezzo». Ladri in azione anche in via Cisalpino. Questa volta però la bici non era legata al palo, bensì nel garage di casa. Come è accaduto alcune settimane fa anche a Porta a Lucca. «Dal mio box in giardino, di notte, sono sparite ben tre bici — racconta Chiara — Evidentemente qualcuno di giorno le ha viste e ha pensato bene di portarle via di sera, dopo aver scassinato la serratura del garage». Una vera e propria piaga di cui la nostra città non è storicamente immune. I mesi più “caldi”, come confermato dalle denunce, sono soprattutto quelli autunnali e primaverili in cui si presuppone un uso maggiore del mezzo, ed un maggiore sfruttamento del “mercato nero” della ricettazione di bici. Fenomeno, quest’ultimo, denunciato anche da Carlo Carminati, presidente della Fiab di Pisa. «Il fenomeno dei furti — afferma Carminati — riguarda un po’ tutta Italia. E anche nella nostra città, purtroppo, assistiamo ad un fenomeno odioso dove le bici vengono rubate quotidianamente e subito rivendute, ancora prima che il proprietario possa fare denuncia. Questa purtroppo è la realtà, in quanto esistono molti nostri concittadini che non si fanno scrupoli ad acquistare un mezzo al mercato nero, incuranti anche delle norme di legge. La ricettazione è infatti punita più severamente del furto. Ma evidentemente molti lo ignorano». Per mettere le bici la sicurezza occorrono catene giuste ed effettuare la punzonatura sul mezzo. «Non ci sono altri rimedi — conclude Carminati - È necessario munirsi di due lucchetti certificati. Uno per bloccare la ruota posteriore, l’altro ad “u” per sigillare il telaio e la ruota anteriore alla rastrelliera. Fondamentale è poi la denuncia. Un iter necessario per poter ritornare il possesso del proprio mezzo in caso di ritrovamento».
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