Il Tirreno

Pisa

Bloccata la fusione tra l’Itis da Vinci e l’Ipsia Fascetti 

di Danilo Renzullo
Bloccata la fusione tra l’Itis da Vinci e l’Ipsia Fascetti 

Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato a marzo da circa 100 persone tra insegnanti e personale non docente

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PISA. L’Ipsia Fascetti perde studenti, ma recupera “l’autonomia”. Un cavillo blocca l’accorpamento con l’Itis Leonardo da Vinci e, almeno per il prossimo anno scolastico, l’istituto professionale per l'industria e l'artigianato non si unirà al limitrofo istituto tecnico industriale. Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato - tramite i legali Carmelo D’Antone e Enrico Bottone - lo scorso marzo da un gruppo di circa cento persone tra insegnanti e personale non docente per chiedere l’annullamento del “piano regionale della programmazione dell'offerta formativa e del dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2017/2018” e della delibera della Provincia di Pisa dello scorso 28 novembre (che sancì anche l'accorpamento del classico Galilei all'Itc Antonio Pacinotti) con la quale l’ente di piazza Vittorio Emanuele ha propose di accorpare i due istituti superiori per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti (525 gli studenti che quest'anno popolano l'istituto di via Rindi). Che ha determinato la perdita di quell'autonomia che una scuola superiore mantiene con un numero minimo di 600 alunni, portando prima alla cancellazione della presidenza e, da due anni, ad un regime di “reggenza”. Secondo la delibera della Provincia (poi accolta dalla Regione), dal prossimo anno scolastico i due istituti avrebbero dovuto condividere dirigenza e segreteria didattica. Decisione che secondo il Tar non ha però seguito un iter burocratico corretto, che avrebbe dovuto coinvolgere anche gli organi scolastici. Nel percorso che ha portato all’accorpamento dei due istituti «sembra essere mancata la concertazione con le istituzioni scolastiche interessate, che avrebbe dovuto coinvolgere il consiglio d’istituto e il collegio dei docenti delle due scuole», spiega il Tar che, in attesa della sentenza prevista per l’11 aprile 2018, ha sospeso la procedura di accorpamento accogliendo il ricorso presentato da insegnanti, addetti alla segreteria e collaboratori scolastici e supportato da Flc-Cgil, Cobas e Gilda degli insegnanti. La decisione del Tar mette anche al riparo una decina di lavoratori, la cui posizione, secondo i sindacati, è stata messa in bilico dalla delibera della Provincia dello scorso novembre, secondo la quale le due scuole avrebbero dovuto condividere anche il personale Ata. All’accorpamento sarebbe seguito un “esubero” di circa dieci tra collaboratori scolastici e amministrativi, da collocare in altri istituti. «Siamo soddisfatti di questa prima decisione del Tar – commenta Stefano Pecori, rappresentante della Flc-Cgil dell'Ipsia Fascetti - perché tutela i lavoratori a rischio e si configura come un passo in avanti verso la democrazia partecipata, anche nella scuola». La “spallata” definitiva alla decisione della Provincia potrebbe arrivare dalla Buona Scuola. Che, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, dovrebbe dare una chiara identità agli istituti professionali prevedendo la nascita di una rete nazionale e scorporandoli dagli istituti tecnici.

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