Sicurezza
Pd, spunta l’asse Panichi-Serfogli in risposta alla candidatura Sardu
Nel Partito democratico continuano le grandi manovre per individuare il nome del post-Filippeschi Dibattito aperto nel gruppo dirigente sulle varie ipotesi, ma con l’incognita del risultato delle primarie
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PISA. Mosse e contromosse. Dentro il Partito democratico gli scenari sulle possibili candidature a sindaco sono decisamente in movimento. Un giorno sale un nome (Giuseppe Sardu) e scende un altro (Andrea Serfogli). Ma il giorno seguente le posizioni si rovesciano, con l’attuale assessore ai lavori pubblici indicato ancora in posizione privilegiata.
D’altra parte, di certezze in questa fase pre-congresso non ce ne sono molte. Ed a rincorrere le voci ci si può perdere abbastanza facilmente. Però il pensiero è fisso e anche il risultato della sfida renziani-orlandiani avrà il suo peso. Le percentuali (pisane) della vittoria e della sconfitta, più o meno di misura, di una e dell’altra parte si faranno sentire. Soprattutto guardando alle possibili alleanze a sinistra; e alla forza di poter poi imporre agli alleati una candidatura.
Anche per questo le combinazioni che vengono messe in campo, intanto per capire che aria tira e che reazioni suscitano, sono svariate. E persino fantasiose. La candidatura a sindaco di Sardu, presidente di Acque Spa, ricorre da tempo. E resta verosimile. Ma nessuno può dire che il dado sia tratto. La sensazione è che tra i dirigenti renziani la scrematura dei nomi sia ancora in corso. E non tutti, peraltro, la vedono allo stesso modo. Così, una possibilità come Sardu rimane sullo sfondo. E così il nome di Serfogli è sempre ai primi posti, al di là delle riflessioni, che pure ci sono tra i democratici, sull’ipotesi di dare anche un segnale di discontinuità all’elettorato deluso.
Per questo si disegnano, sulla carta, anche strade diverse. C’è chi sta portando avanti il nome di Silvia Panichi, storica dell’arte, già assessora alla cultura nel primo mandato di Filippeschi a Palazzo Gambacorti, oltre che responsabile scuola e cultura dei democratici con Andrea Ferrante segretario cittadino. Un nome, quello di Silvia Panichi, che sembra comunque fuori dalle correnti. E che, questa l’ipotesi che sta girando in città, potrebbe essere abbinato ad un ruolo molto forte, come ora, di Serfogli in giunta. Una sorta di tandem da presentare già in sede di campagna elettorale. Anche per favorire un avvicinamento, in prima battuta, dei fontanelliani di Articolo 1-Mdp.
Certo non sarà questa l’ultima indiscrezione dentro un quadro dai contorni ancora incerti. Anche perché la dialettica in corso nel Pd non può valere per l’intero centrosinistra, dove le primarie di coalizione sono state già richieste e ribadite da più voci. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
D’altra parte, di certezze in questa fase pre-congresso non ce ne sono molte. Ed a rincorrere le voci ci si può perdere abbastanza facilmente. Però il pensiero è fisso e anche il risultato della sfida renziani-orlandiani avrà il suo peso. Le percentuali (pisane) della vittoria e della sconfitta, più o meno di misura, di una e dell’altra parte si faranno sentire. Soprattutto guardando alle possibili alleanze a sinistra; e alla forza di poter poi imporre agli alleati una candidatura.
Anche per questo le combinazioni che vengono messe in campo, intanto per capire che aria tira e che reazioni suscitano, sono svariate. E persino fantasiose. La candidatura a sindaco di Sardu, presidente di Acque Spa, ricorre da tempo. E resta verosimile. Ma nessuno può dire che il dado sia tratto. La sensazione è che tra i dirigenti renziani la scrematura dei nomi sia ancora in corso. E non tutti, peraltro, la vedono allo stesso modo. Così, una possibilità come Sardu rimane sullo sfondo. E così il nome di Serfogli è sempre ai primi posti, al di là delle riflessioni, che pure ci sono tra i democratici, sull’ipotesi di dare anche un segnale di discontinuità all’elettorato deluso.
Per questo si disegnano, sulla carta, anche strade diverse. C’è chi sta portando avanti il nome di Silvia Panichi, storica dell’arte, già assessora alla cultura nel primo mandato di Filippeschi a Palazzo Gambacorti, oltre che responsabile scuola e cultura dei democratici con Andrea Ferrante segretario cittadino. Un nome, quello di Silvia Panichi, che sembra comunque fuori dalle correnti. E che, questa l’ipotesi che sta girando in città, potrebbe essere abbinato ad un ruolo molto forte, come ora, di Serfogli in giunta. Una sorta di tandem da presentare già in sede di campagna elettorale. Anche per favorire un avvicinamento, in prima battuta, dei fontanelliani di Articolo 1-Mdp.
Certo non sarà questa l’ultima indiscrezione dentro un quadro dai contorni ancora incerti. Anche perché la dialettica in corso nel Pd non può valere per l’intero centrosinistra, dove le primarie di coalizione sono state già richieste e ribadite da più voci. (f.l.)
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