Sicurezza
«Il Parco guardi anche alle esigenze delle imprese»
TIRRENIA. «Il Parco sia un valore aggiunto e non un ostacolo alle attività economico-turistiche che si trovano nel suo territorio». L’appello è della Confesercenti, attraverso il responsabile area...
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TIRRENIA. «Il Parco sia un valore aggiunto e non un ostacolo alle attività economico-turistiche che si trovano nel suo territorio». L’appello è della Confesercenti, attraverso il responsabile area pisana Simone Romoli, nel suo intervento a “Caffè Tirreno” di lunedì scorso al Tirrenia Doc Caffè. Romoli ricorda come negli anni è stata davanti una spinta allo sviluppo, soprattutto attraverso il recupero dell’area delle colonie di Calambrone. «Ma a fronte di questa spinta - dice - non c’è stato un analogo sviluppo delle strutture e delle infrastrutture. E inoltre le normative stringenti delle zone vincolate, unite alla rigidità interpretativa, hanno finito per inibire la possibilità di effettuare i necessari investimenti di ammodernamento o anche di adeguamento, resi obbligatori dal rapido e progressivo mutamento degli standard del mercato del turismo, penalizzando l’operatività quotidiana delle imprese esistenti. A distanza di quasi quaranta anni dalla nascita del Parco, il risultato paradossale è che tutte quelle attività che dovevano trarre vantaggio da questa scelta ne sono rimaste a vario titolo e misura penalizzate rispetto a quelle che ne sono rimaste all’esterno». La Confesercenti Pisa ha presentato nei mesi scorsi le proprie osservazioni in materia di parchi alla commissione regionale speciale costituita per la Costa con alcune richieste.
La prima è «creare le condizioni giuridiche per un “Parco a doppia velocità”, ovvero identificare e delimitare nell’ambito territoriale del Parco le zone nelle quali considerata la presenza prevalente di attività turistico-ricettive, ricreative e commerciali, per poi procedere alla stesura di piani di gestione differenziati che dovrà prevedere una maggiore flessibilità, capace di consentire quegli interventi di adeguamento e ammodernamento delle imprese, compatibilmente con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’ambiente circostanti». Inoltre l’associazione chiede di «predisporre adeguati strumenti normativi, amministrativi, economico-finanziari atti a favorire le imprese dell’area del Parco nella presentazione progetti avanzati di riqualificazione, attraverso lo sviluppo di azioni mirate di marketing territoriale, che mettano in evidenza il valore aggiunto derivante dalla collocazione in un’area ad alto valore ambientale». Nel caso specifico delle spiagge attrezzate di Calambrone si chiede l'adozione della variante al Piano di gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano, garantendo il coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza degli operatori. «Come Confesercenti - conclude Romoli - ci attendiamo un cambio di passo da parte dell’Ente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La prima è «creare le condizioni giuridiche per un “Parco a doppia velocità”, ovvero identificare e delimitare nell’ambito territoriale del Parco le zone nelle quali considerata la presenza prevalente di attività turistico-ricettive, ricreative e commerciali, per poi procedere alla stesura di piani di gestione differenziati che dovrà prevedere una maggiore flessibilità, capace di consentire quegli interventi di adeguamento e ammodernamento delle imprese, compatibilmente con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’ambiente circostanti». Inoltre l’associazione chiede di «predisporre adeguati strumenti normativi, amministrativi, economico-finanziari atti a favorire le imprese dell’area del Parco nella presentazione progetti avanzati di riqualificazione, attraverso lo sviluppo di azioni mirate di marketing territoriale, che mettano in evidenza il valore aggiunto derivante dalla collocazione in un’area ad alto valore ambientale». Nel caso specifico delle spiagge attrezzate di Calambrone si chiede l'adozione della variante al Piano di gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano, garantendo il coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza degli operatori. «Come Confesercenti - conclude Romoli - ci attendiamo un cambio di passo da parte dell’Ente».
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