Il Tirreno

Pisa

Confermata la moschea. «E nessuno ha proposto di cancellarla»

C’è e non è solo un semplice passaggio urbanistico, ma un segnale politico. Del resto per il sindaco Marco Filippeschi si è sempre trattato del riconoscimento di un «diritto costituzionale». C’è...

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C’è e non è solo un semplice passaggio urbanistico, ma un segnale politico. Del resto per il sindaco Marco Filippeschi si è sempre trattato del riconoscimento di un «diritto costituzionale». C’è nonostante la raccolta richiesta del referendum consultivo (abortita a causa di un errore nella raccolta delle firme) e nonostante le battaglie del comitato per il No. Perché prima ancora che sulla riforma costituzionale, Pisa da mesi si è divisa sulla moschea. Il luogo di culto per la comunità islamica è prevista dalla variante di monitoraggio al regolamento urbanistico in approvazione oggi in consiglio comunale. Una scheda peraltro invariata dal momento dell’adozione a dicembre 2015. I musulmani di PIsa potranno costruire la loro “chiesa” in via del Brennero, sui terreni di proprietà. Come previsto, la comunità islamica dovrà anche rinunciare ad una bella fetta di terreno edificabile e da destinare a “comparto residenziale” (circa 890 metri quadrati) ma potrà costruire un unico centro di preghiera. Sostenuta perfino dalle forze dell’ordine come una via sicura per esercitare un maggiore controllo su potenziali fedeli a rischio radicalizzazione, è sempre stata osteggiata dalla destra. «È singolare peraltro come il comitato del No - dice l’assessore Ylenia Zambito - abbia giocato tutta la raccolta firme per il referendum consultivo proprio sulla modifica della destinazione d’uso e poi non abbia mai avanzato durante i lavori in commissione una variante per ottenerla».

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