La manifestazione
Adescamento con rapina: due arresti
Il primo cliente minacciato con un coltello ha chiamato i carabinieri. L’irruzione ha fermato il secondo colpo
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TIRRENIA. Erano due i clienti di una sudamericana che si sono presentati nell’appartamento di Tirrenia a breve distanza l’uno dall’altro. Non si conoscevano, ma avevano le stesse intenzioni iniziate a luci rosse e concluse solo con una grande spavento. Sono stati uniti dallo stesso destino: una rapina architettata, secondo l’accusa, dalla donna e da un connazionale arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile.
Nel carcere Don Bosco sono finiti Steven Jefferson Alvarez Rendon, 25 anni, domiciliato a Milano e Jacqueline Hidalgo Mora Maritza, 32 anni, a Tirrenia.
Era lei per gli investigatori l’esca che, attraverso un sito di annunci per chi cerca sesso a pagamento, era stata in grado di fissare i due appuntamenti per spillare soldi, attraverso le minacce, ai due clienti. La telefonata per concordare l’ora e dare all’aspirante cliente l’indirizzo a cui presentarsi. I preparativi erano andati a buon fine.
Quello che non ha funzionato e che non era stato preventivato dalla coppia è stata la reazione del primo rapinato.
È entrato nell’appartamento, ma anziché consumare il rapporto sessuale con l’ecuadoregna si è visto minacciare con un coltello dal complice della donna. «Dammi i soldi» gli ha detto, secondo gli investigatori, Alvarez Rendon con la connazionale presente nella stanza durante le minacce con l’arma in pugno.
L’uomo ha tirato fuori dal portafoglio 40 euro. Quelli che sarebbero serviti per la prestazione e che sono passati di mano in un secondo senza alcuna consumazione a base di sesso.
L’uomo, diventato il bersaglio del colpo casalingo, non ha provato a reagire ed è uscito dall’appartamento. Non si è, però, perso d’animo. Se ne è fregato della situazione imbarazzante da dover riferire e ha chiamato il 112. L’arrivo dei carabinieri è stato provvidenziale per il secondo cliente che, entrato per il suo turno e all’insaputa di quello che era successo poco prima, si è trovato nella stessa condizione del “collega” di escort.
I militari hanno fatto irruzione nella casa trovando i sudamericani impegnati nella rapina ai danni del cliente. Dopo il passaggio in caserma sono stati trasferiti al Don Bosco. Stamani davanti al gip Elsa Iadaresta ci sarà l’udienza di convalida.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel carcere Don Bosco sono finiti Steven Jefferson Alvarez Rendon, 25 anni, domiciliato a Milano e Jacqueline Hidalgo Mora Maritza, 32 anni, a Tirrenia.
Era lei per gli investigatori l’esca che, attraverso un sito di annunci per chi cerca sesso a pagamento, era stata in grado di fissare i due appuntamenti per spillare soldi, attraverso le minacce, ai due clienti. La telefonata per concordare l’ora e dare all’aspirante cliente l’indirizzo a cui presentarsi. I preparativi erano andati a buon fine.
Quello che non ha funzionato e che non era stato preventivato dalla coppia è stata la reazione del primo rapinato.
È entrato nell’appartamento, ma anziché consumare il rapporto sessuale con l’ecuadoregna si è visto minacciare con un coltello dal complice della donna. «Dammi i soldi» gli ha detto, secondo gli investigatori, Alvarez Rendon con la connazionale presente nella stanza durante le minacce con l’arma in pugno.
L’uomo ha tirato fuori dal portafoglio 40 euro. Quelli che sarebbero serviti per la prestazione e che sono passati di mano in un secondo senza alcuna consumazione a base di sesso.
L’uomo, diventato il bersaglio del colpo casalingo, non ha provato a reagire ed è uscito dall’appartamento. Non si è, però, perso d’animo. Se ne è fregato della situazione imbarazzante da dover riferire e ha chiamato il 112. L’arrivo dei carabinieri è stato provvidenziale per il secondo cliente che, entrato per il suo turno e all’insaputa di quello che era successo poco prima, si è trovato nella stessa condizione del “collega” di escort.
I militari hanno fatto irruzione nella casa trovando i sudamericani impegnati nella rapina ai danni del cliente. Dopo il passaggio in caserma sono stati trasferiti al Don Bosco. Stamani davanti al gip Elsa Iadaresta ci sarà l’udienza di convalida.(p.b.)
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