Sicurezza
«Tirrenia è bella ma va tenuta meglio e resa più vivace»
Incontro di “Caffè Tirreno” sui problemi del litorale Le richieste: misure anti-traffico e più eventi di livello
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PISA. Traffico, strade dissestate e scarsa cura dell’arredo urbano. Ma anche l’esigenza di avere più elementi d’attrazione soprattutto per i giovani. Sono questi i principali problemi denunciati dai residenti di Tirrenia e Calambrone. Ne sa qualcosa Virgilio Ruglioni, titolare del Tirrenia Doc Cafè (che ieri ha ospitato con grande cordialità l’incontro di “Caffè Tirreno”) e membro del direttivo di ConfLitorale. «Il problema del traffico nelle strade di accesso al litorale non è stato mai risolto. D’estate, dalle 17 in poi, qui davanti è tutto bloccato - dice Ruglioni indicando il tratto di viale del Tirreno su cui si affaccia il suo bar -. Occorrerebbe più cura per quanto riguarda il verde urbano e l’illuminazione pubblica avrebbe bisogno di seri interventi: quando è in sovraccarico va in tilt e la strada è al buio». Inoltre il Comune dovrebbe investire nell’organizzazione di manifestazioni sul litorale «anche all’interno del cartellone del Giugno Pisano. Abbiamo una delle spiagge più belle della costa, ma mancano eventi serali che attirino le persone». Sull’esigenza di animare di più il litorale concorda Totuccio Galati, ideatore dell’agenzia di servizi “In fila per te”, residente a Tirrenia e con sede di lavoro a Calambrone: «Tirrenia è una località tranquilla e rilassante, ma servirebbero attrazioni in più per turisti e giovani. Ad esempio qualche discoteca e, perché no, un pontile come a Forte dei Marmi». Rossano Burchielli ed Elena Miniussi hanno spostato la loro attività, un panificio, da Pisa a Tirrenia da poco meno di un anno. Rossano non nasconde le difficoltà riscontrate durante l’inverno: «Si dovrebbe valorizzare di più il litorale con eventi spalmati su tutto l’anno. Qui invece si dà un’aggiustatina a maggio e si chiude a settembre».
Antonello Mancini parla del declino del litorale dal punto di vista commerciale: «I miei genitori erano proprietari della boutique Élite nel periodo d’oro del litorale. La crisi attuale non permette di fare paragoni, ma almeno bisogna cercare di rivalorizzare le attività commerciali. Inoltre si sente la distanza tra le istituzioni e il litorale. In passato esisteva l’Ente Autonomo Tirrenia che era un riferimento importante per i cittadini. Non dico di ripristinarlo, ma almeno di creare qualcosa di simile».
Virginia Mancini, capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale e consigliere del Ctp1, sottolinea il «degrado in cui versa il litorale tutto l’anno. Scarsa la manutenzione del verde ed è prioritario terminare i lavori alla fognatura di Calambrone». Su questo interviene Simonetta Gambaccini, esercente della zona e madre di Ruglioni: «I marciapiedi a Tirrenia sono pericolosi, specie per gli anziani. Così anche le tante buche di via delle Rose». Un litorale che si sente un po’ abbandonato. Francesco Lepri dice: «La prima cosa che salta agli occhi sono le tante buche nelle strade e l’assenza dei marciapiedi. La Pubblica Assistenza funziona bene, ma servirebbe un piccolo ospedale come una volta». Maria Letizia Natale ha uno studio dentistico sul litorale: «Mancano punti di aggregazione e anche iniziative culturali sia per i turisti sia per chi vive qui tutto l’anno. A parte il cinema Ciak d’estate. Inoltre ci sono tanti cantieri aperti mai portati a termine».
«Bisognerebbe migliorare i collegamenti con Pisa», s’inserisce Antonio Colletta: «Abito a Tombolo e non ci sono treni e pullman. È un problema per me che sono un pensionato. Si sente proprio il distacco tra il governo centrale e la periferia. Ci sono un po’ di problemi di decoro urbano e scarsa illuminazione. Per il resto si vive abbastanza bene». Concorda sua moglie, Rita Naccarato: «Oltre ai disagi per i mezzi di trasporto non credo sia stata una bella idea quella di mettere i parcheggi a pagamento non solo nel weekend». Altre strade dissestate segnalate sono via dei Biancospini e via dei Gatti. «Sono piene di buche da anni, è una vergogna lasciarle così - racconta Antonio Paganelli -. Vivo a Tirrenia dal 1983 e questa zona è sempre stata trascurata». Gli fa eco Ciro Campani: «Pochi giorni fa sono stato a Donoratico. Lì sì che sono curate le rotonde e le aiuole. Tirrenia non regge il confronto». Per Nicola Pinzauti, uno dei soci del Sunset Cafè, tra i locali più frequentati, il problema è sempre quello dei parcheggi: «Purtroppo il Parco non dà l’autorizzazione ad usufruire del sottobosco neanche in alta stagione. Ma è sicuramente più inquinante stare in fila in cerca di un posto. È capitato che alcuni clienti abbiano disdetto le prenotazioni». Per Gianluca Tiozzo, titolare del Bagno Impero e presidente Fiba Pisa, «gli stalli blu non hanno risolto il problema della viabilità, perché tanti preferiscono rinunciare a venire al mare prima di usare i mezzi pubblici. E’ una questione culturale». Per Alessandro Burchi di Assocamping Confesercenti i parcheggi devono essere riservati alle auto e non ai camper che poi, inevitabilmente, li trasformano in campeggi abusivi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Antonello Mancini parla del declino del litorale dal punto di vista commerciale: «I miei genitori erano proprietari della boutique Élite nel periodo d’oro del litorale. La crisi attuale non permette di fare paragoni, ma almeno bisogna cercare di rivalorizzare le attività commerciali. Inoltre si sente la distanza tra le istituzioni e il litorale. In passato esisteva l’Ente Autonomo Tirrenia che era un riferimento importante per i cittadini. Non dico di ripristinarlo, ma almeno di creare qualcosa di simile».
Virginia Mancini, capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale e consigliere del Ctp1, sottolinea il «degrado in cui versa il litorale tutto l’anno. Scarsa la manutenzione del verde ed è prioritario terminare i lavori alla fognatura di Calambrone». Su questo interviene Simonetta Gambaccini, esercente della zona e madre di Ruglioni: «I marciapiedi a Tirrenia sono pericolosi, specie per gli anziani. Così anche le tante buche di via delle Rose». Un litorale che si sente un po’ abbandonato. Francesco Lepri dice: «La prima cosa che salta agli occhi sono le tante buche nelle strade e l’assenza dei marciapiedi. La Pubblica Assistenza funziona bene, ma servirebbe un piccolo ospedale come una volta». Maria Letizia Natale ha uno studio dentistico sul litorale: «Mancano punti di aggregazione e anche iniziative culturali sia per i turisti sia per chi vive qui tutto l’anno. A parte il cinema Ciak d’estate. Inoltre ci sono tanti cantieri aperti mai portati a termine».
«Bisognerebbe migliorare i collegamenti con Pisa», s’inserisce Antonio Colletta: «Abito a Tombolo e non ci sono treni e pullman. È un problema per me che sono un pensionato. Si sente proprio il distacco tra il governo centrale e la periferia. Ci sono un po’ di problemi di decoro urbano e scarsa illuminazione. Per il resto si vive abbastanza bene». Concorda sua moglie, Rita Naccarato: «Oltre ai disagi per i mezzi di trasporto non credo sia stata una bella idea quella di mettere i parcheggi a pagamento non solo nel weekend». Altre strade dissestate segnalate sono via dei Biancospini e via dei Gatti. «Sono piene di buche da anni, è una vergogna lasciarle così - racconta Antonio Paganelli -. Vivo a Tirrenia dal 1983 e questa zona è sempre stata trascurata». Gli fa eco Ciro Campani: «Pochi giorni fa sono stato a Donoratico. Lì sì che sono curate le rotonde e le aiuole. Tirrenia non regge il confronto». Per Nicola Pinzauti, uno dei soci del Sunset Cafè, tra i locali più frequentati, il problema è sempre quello dei parcheggi: «Purtroppo il Parco non dà l’autorizzazione ad usufruire del sottobosco neanche in alta stagione. Ma è sicuramente più inquinante stare in fila in cerca di un posto. È capitato che alcuni clienti abbiano disdetto le prenotazioni». Per Gianluca Tiozzo, titolare del Bagno Impero e presidente Fiba Pisa, «gli stalli blu non hanno risolto il problema della viabilità, perché tanti preferiscono rinunciare a venire al mare prima di usare i mezzi pubblici. E’ una questione culturale». Per Alessandro Burchi di Assocamping Confesercenti i parcheggi devono essere riservati alle auto e non ai camper che poi, inevitabilmente, li trasformano in campeggi abusivi.
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