Sicurezza
i dem ai ferri corti
«Senza iscritti last minute avremmo vinto nei circoli»
PISA. Ai gazebo chiameranno i delusi, «chi si è allontanato perché non si riconosceva più» nel PdR, il Pd di Renzi, quello «dell’uomo solo al comando, nel partito liquido che non ascolta la sua gente»...
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PISA. Ai gazebo chiameranno i delusi, «chi si è allontanato perché non si riconosceva più» nel PdR, il Pd di Renzi, quello «dell’uomo solo al comando, nel partito liquido che non ascolta la sua gente», perché la mozione a sostegno di Andrea Orlando è nata proprio per questo, dice Alessandra Nardini, consigliera regionale (ex) rossiana e coordinatrice provinciale dei comitati a sostegno del candidato alla segreteria del Pd. «Per ridare voce a chi non ce l’ha più, ricostruire un partito inclusivo, che torni ad occuparsi di periferie urbane e sociali, di welfare, istruzione, ricerca e sanità». Insomma degli esclusi.
Per questo gli orlandiani schierano le truppe e fanno l’elenco dei molti sindaci (12) della provincia, e le decine di assessori e consiglieri comunali oltre alla deputata Maria Chiara Carrozza, pronti a votare per il ministro della Giustizia alle primarie del 30 aprile. E ne sono convinti: «Pisa - dice Marco Filippeschi, uno dei sindaci più vicini del Guardasigilli - è la città in cui la visione ulivista tiene ancora e con la mozione Orlando ha ritrovato vigore. Al congresso abbiamo ottenuto un ottimo risultato e sono convinto che senza i tanti iscritti dell’ultimo minuto avremmo vinto anche nei circoli». E poi: «Siamo tanti e qualificati a testimonianza del bisogno di cambiamento che sente chi è impegnato sul territorio in prima linea. Se non si cambia rotta - continua Filippeschi - il rischio è che si ripetano i brutti risultati avuti alle comunali e alle regionali». Un messaggio diretto ai renziani e a chi a Cascina ha cercato la faida. Una risposta a chi pone un veto su Andrea Serfogli indicandolo come “incandidabile” proprio per il fatto di essere il suo braccio destro a Palazzo Gambacorti. «Il Pd torni a guardare ai giovani e al malcontento sociale, partiamo dal programma, è inutile calare le candidature dall’alto». Un’alleanza con Fontanelli? «Impossibile ignorare chi è stato finora con noi». Ma il delfino di Filippeschi esiste? «Sì, girovagava in Arno ma è sparito», scherza. «Il mio futuro? Sono sempre stato abituato a farmi giudicare per il lavoro fatto e aspettare che qualcuno mi proponga di dare una mano».
(m.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Per questo gli orlandiani schierano le truppe e fanno l’elenco dei molti sindaci (12) della provincia, e le decine di assessori e consiglieri comunali oltre alla deputata Maria Chiara Carrozza, pronti a votare per il ministro della Giustizia alle primarie del 30 aprile. E ne sono convinti: «Pisa - dice Marco Filippeschi, uno dei sindaci più vicini del Guardasigilli - è la città in cui la visione ulivista tiene ancora e con la mozione Orlando ha ritrovato vigore. Al congresso abbiamo ottenuto un ottimo risultato e sono convinto che senza i tanti iscritti dell’ultimo minuto avremmo vinto anche nei circoli». E poi: «Siamo tanti e qualificati a testimonianza del bisogno di cambiamento che sente chi è impegnato sul territorio in prima linea. Se non si cambia rotta - continua Filippeschi - il rischio è che si ripetano i brutti risultati avuti alle comunali e alle regionali». Un messaggio diretto ai renziani e a chi a Cascina ha cercato la faida. Una risposta a chi pone un veto su Andrea Serfogli indicandolo come “incandidabile” proprio per il fatto di essere il suo braccio destro a Palazzo Gambacorti. «Il Pd torni a guardare ai giovani e al malcontento sociale, partiamo dal programma, è inutile calare le candidature dall’alto». Un’alleanza con Fontanelli? «Impossibile ignorare chi è stato finora con noi». Ma il delfino di Filippeschi esiste? «Sì, girovagava in Arno ma è sparito», scherza. «Il mio futuro? Sono sempre stato abituato a farmi giudicare per il lavoro fatto e aspettare che qualcuno mi proponga di dare una mano».
(m.n.)
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