Sicurezza
la storia
La famiglia Torelli, pionieri del litorale
TIRRENIA. Maurizio Torelli rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia di Tirrenia. Ai tempi in cui c’erano solo gli Studios e poco altro, suo nonno si innamorò di quest’ar...
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TIRRENIA. Maurizio Torelli rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia di Tirrenia. Ai tempi in cui c’erano solo gli Studios e poco altro, suo nonno si innamorò di quest’aria salubre e decise di trasferirsi da Firenze. Erano i primi anni Trenta. Comprò tutto l’immobile che oggi ospita sia il Tirrenia Doc Cafè che il tabacchi, un edificio di chiara architettura littoriale, dando vita alla prima attività commerciale in cui trovarono posto bar, ristorante, affittacamere, posto telefonico, pizzicheria, recapito postale e coloniali. Una scommessa vinta.
Gli esercizi negli anni vennero parzialmente tramandati ai figli, la gestione del bar è stata tenuta proprio da Maurizio e da sua sorella dal 1987 fino al 2004. Poi è iniziata per loro una nuova sfida e da tre anni sono a Calambrone. «Il litorale - dice Torelli - risente della mancanza cronica dei parcheggi, specialmente a Calambrone. Perché non si abbatte del tutto (per ora resta in piedi solo la facciata) il vecchio ospedale americano e si fa una bella spianata con un cancello automatico? Farebbe posto a un migliaio di auto e il Comune potrebbe ricavarci ottimi introiti. Sarebbe in posizione strategica poiché utilizzato dagli utenti dei residence Solidago e Regina del Mare, da Spiaggia 2000 (quella per i cani) e da Oasi del Mare, stabilimento e residence, e infine dal campeggio Pineta. Poca spesa e massimo rendimento».
Poi, segnala Maurizio, «è impossibile trovare un taxi e si aspetta troppo tempo perché arrivi da Livorno o da Pisa. I mezzi pubblici non sono sempre disponibili, a volte ci sono anche 35 minuti di attesa e sotto il sole non è piacevole. Non possiamo offrire agli stranieri belle strutture, ma sprovviste di servizi». E ancora c’è il problema di potenziare la cartellonistica stradale per impedire alle macchine di sfrecciare sul rettilineo tra Tirrenia e Calambrone. «Il limite è di 50 km orari, ma le auto non lo rispettano - racconta -. I cartelli sono pochi e troppo distanti. Ci sono gli attraversamenti dei campeggi Pineta e Mare e Sole, molto frequentati». Infine, «qualche altra pattuglia di vigili non guasterebbe, anche solo per fare multe ai ciclisti: le piste ciclabili, che hanno sottratto parte della carreggiata alle auto, non vengono quasi mai utilizzate, soprattutto nel tratto tra Bagno Siria e Calambrone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gli esercizi negli anni vennero parzialmente tramandati ai figli, la gestione del bar è stata tenuta proprio da Maurizio e da sua sorella dal 1987 fino al 2004. Poi è iniziata per loro una nuova sfida e da tre anni sono a Calambrone. «Il litorale - dice Torelli - risente della mancanza cronica dei parcheggi, specialmente a Calambrone. Perché non si abbatte del tutto (per ora resta in piedi solo la facciata) il vecchio ospedale americano e si fa una bella spianata con un cancello automatico? Farebbe posto a un migliaio di auto e il Comune potrebbe ricavarci ottimi introiti. Sarebbe in posizione strategica poiché utilizzato dagli utenti dei residence Solidago e Regina del Mare, da Spiaggia 2000 (quella per i cani) e da Oasi del Mare, stabilimento e residence, e infine dal campeggio Pineta. Poca spesa e massimo rendimento».
Poi, segnala Maurizio, «è impossibile trovare un taxi e si aspetta troppo tempo perché arrivi da Livorno o da Pisa. I mezzi pubblici non sono sempre disponibili, a volte ci sono anche 35 minuti di attesa e sotto il sole non è piacevole. Non possiamo offrire agli stranieri belle strutture, ma sprovviste di servizi». E ancora c’è il problema di potenziare la cartellonistica stradale per impedire alle macchine di sfrecciare sul rettilineo tra Tirrenia e Calambrone. «Il limite è di 50 km orari, ma le auto non lo rispettano - racconta -. I cartelli sono pochi e troppo distanti. Ci sono gli attraversamenti dei campeggi Pineta e Mare e Sole, molto frequentati». Infine, «qualche altra pattuglia di vigili non guasterebbe, anche solo per fare multe ai ciclisti: le piste ciclabili, che hanno sottratto parte della carreggiata alle auto, non vengono quasi mai utilizzate, soprattutto nel tratto tra Bagno Siria e Calambrone».
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