Il Tirreno

Pisa

«Che autogol i musei chiusi  a Pasquetta» 

«Che autogol i musei chiusi  a Pasquetta» 

Il M5s attacca l’amministrazione e il Mibact E la Torre Guelfa già assediata dal degrado

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PISA. Chiuso il Museo di San Matteo, e portoni sbarrati anche a Palazzo Reale, al Museo del calcolo, agli Arsenali, alla Cittadella. E off limits anche le Mura e la Torre Guelfa. Il fortilizio del XIII secolo, restaurato e inaugurato un anno fa con un investimento da 1,1 milioni di euro come un «ulteriore gioiello dell’offerta turistica cittadina sull’asse dei lungarni», addirittura già assediato da rifiuti, vegetazione selvaggia e degrado.
«La chiusura di alcuni dei musei e dei monumenti strategici cittadini nel giorno di Pasquetta, proprio quello in cui si festeggia un boom di visitatori sotto la Torre, è l’immagine perfetta del fallimento delle politiche sul turismo del Pd e di questa amministrazione», attacca Valeria Antoni, consigliera del M5s. Gli attivisti del MeetUp storico lunedì, macchina fotografica alla mano, hanno fatto il giro di gallerie d’arte e monumenti. «Palazzo Reale e San Matteo - dice Lorenzo Davini - fanno parte del circuito museale della Toscana, rispondono al ministero dei Beni culturali, ma crediamo che una città come Pisa non possa permettersi strategie scoordinate, soprattutto in giorni così decisivi per l’afflusso di visitatori. Non dimentichiamoci che Cittadella, Torre Guelfa e le stesse Mura, da poco aperte al pubblico, erano inaccessibili e sono di competenza dell’amministrazione». Secondo i 5 Stelle, se è vero che lunedì solo in Piazza dei Miracoli sono approdate 40mila persone, non averne sfruttato il potenziale è stato come avere il vento in poppa e tirare giù le vele, un «autogol clamoroso, che la città continua a segnare da troppi anni», dice Graziano Bendinelli. «Il pensiero va subito alle altre città, Siena e Firenze - dice Antoni- Solo Pisa nel 2017 in un ponte di festa nasconde i propri gioielli. Che impressione ne avranno avuto gli stranieri che hanno trovato chiusi quei portoni o le scale delle mura?». «Non c’è dubbio - ammette il sindaco Marco Filippeschi - Dobbiamo fare un salto di qualità nel sistema museale. Ho apprezzato il piano del ministro Dario Franceschini per il rilancio delle botteghe storiche nei centri storici, ma adesso serve un cambio di passo anche sul sistema dei musei nazionali. E non solo per garantire aperture nei giorni strategici, ma anche sugli allestimenti. Spero insomma che arrivi anche il nostro turno». Il riferimento è al trattamento “speciale” riservato ad altre città, una su tutte Firenze con gli Uffizi. «Attendiamo ancora - chiude il sindaco - di conoscere i tempi di apertura del museo delle navi agli Arsenali Medicei». Un tassello fondamentale anche per definire un percorso con Cittadella e Arsenali Repubblicani.
Non si sottrae Alba Maria Macripò, direttrice dei musei statali. «Palazzo Reale e San Matteo erano aperti a Pasqua e c’è una sola ragione per cui non siamo riusciti a fare lo stesso anche a Pasquetta. Carenza di personale. Siamo felici però di aver inaugurato una nuova sala nel percorso espositivo al San Matteo, introducendo una galleria dedicata al ’600 con opere di Pietro da Cortona e Salvator Rosa, e di veder rientrare dal 20 aprile (domani, ndr) dalla Galleria dell’Accademia di Firenze il San Paolo del Masaccio».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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