Sicurezza
Muore nell’appartamento in fiamme
di Pietro Barghigiani
Pensionato infermo resta prigioniero in camera da letto e viene bruciato vivo nel rogo divampato per cause accidentali
3 MINUTI DI LETTURA
SAN GIULIANO TERME. Una morte atroce. Steso a terra, bloccato da un’infermità che da anni lo aveva confinato su una sedia a rotelle, Loreno Maccheroni è stato prima avvolto dal fumo e poi bruciato vivo dalle fiamme. Il fuoco è divampato nella camera da letto dell’abitazione al primo piano della residenza in via Mazzini a Pappiana. Una disgrazia consumata a pochi metri dalla figlia, Daniela e dal genero, Stefano Ciardelli, che ha tentato l’impossibile nell’appartamento ostaggio del fuoco per salvare il suocero immobilizzato sul pavimento.
La tragedia è avvenuta intorno a mezzanotte di domenica. Maccheroni, 87 anni, ex direttore delle poste a Vecchiano, vedovo e con tre figlie, dopo aver cenato si era ritirato in camera. Il giorno, a pranzo, aveva festeggiato la Pasqua con i familiari. Al piano di sotto vive una delle figlie, 54 anni, collaboratrice scolastica a Pontasserchio, il genero, 58 anni, pensionato di Acque Spa e il nipote Davide.
Non ci sono dubbi sull’origine accidentale del rogo. Cosa lo abbia sprigionato è un quesito a cui stanno lavorando i vigili del fuoco e la polizia scientifica della questura intervenuti poco dopo la chiamata del genero uscito dall’alloggio devastato dalle fiamme.
C’era una stufetta elettrica in casa, ma nel corridoio e non in camera. Non può essere quella la causa dell’incendio che ha avuto il suo punto di propagazione dall’interno della camera. Più probabile il cortocircuito di un lampada sul comodino.
La violenza del rogo ha distrutto persino l’intonaco. Armadio, suppellettili e arredi si sono sciolti in una combustione che ha trovato solo e impotente il pensionato.
Gli scheletri della carrozzina e del letto, gli unici sopravvissuti alla furia distruttrice del fuoco, senza bisogno di spiegazioni sono la sintesi di cosa è successo in quella camera. I soccorritori hanno trovato il corpo di Maccheroni. Quello che restava dopo aver subìto l’oltraggio del rogo. Le travi in legno, gli infissi. Tutto sparito o scarnificato. E poi la fuliggine, una coltre nera impastata a intonaci screpolati e mobili ridotti a ciocchi di legno carbonizzati.
L’arrivo dei vigili del fuoco, con autobotte e autoscala, ha evitato che le fiamme si estendessero anche al piano di sotto. Dichiarato inagibile l’appartamento dove viveva Maccheroni, qualche problema statico si è riversato anche nella casa al piano terra della palazzina bifamiliare.
Domenica notte le fiamme lampeggiavano dalle finestre, ormai prive di vetri, con un fumo denso nell’alloggio trasformato nella tomba del pensionato.
Intorno alle 00,30 dalla centrale operativa del 118 sono state inviate due ambulanze (Misericordia di Pisa e Croce Rossa di Pisa) e l’automedica.
Accertata la presenza del cadavere dell’ex direttore delle poste, i sanitari si sono occupati della figlia e del genero. Aver respirato quel fumo li aveva storditi e costretti a fare i conti con serie difficoltà respiratorie. Il monossido di carbonio inalato, soprattutto, andava contrastato senza perdere tempo. Entrambi sono stati portati al pronto soccorso di Cisanello e sottoposti alle cure per disinnescare gli effetti del gas letale. Sono stati dimessi nel primo pomeriggio per rientrare a casa, al piano di sotto dove nella notte il rogo ha ucciso il pensionato prigioniero della sua infermità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La tragedia è avvenuta intorno a mezzanotte di domenica. Maccheroni, 87 anni, ex direttore delle poste a Vecchiano, vedovo e con tre figlie, dopo aver cenato si era ritirato in camera. Il giorno, a pranzo, aveva festeggiato la Pasqua con i familiari. Al piano di sotto vive una delle figlie, 54 anni, collaboratrice scolastica a Pontasserchio, il genero, 58 anni, pensionato di Acque Spa e il nipote Davide.
Non ci sono dubbi sull’origine accidentale del rogo. Cosa lo abbia sprigionato è un quesito a cui stanno lavorando i vigili del fuoco e la polizia scientifica della questura intervenuti poco dopo la chiamata del genero uscito dall’alloggio devastato dalle fiamme.
C’era una stufetta elettrica in casa, ma nel corridoio e non in camera. Non può essere quella la causa dell’incendio che ha avuto il suo punto di propagazione dall’interno della camera. Più probabile il cortocircuito di un lampada sul comodino.
La violenza del rogo ha distrutto persino l’intonaco. Armadio, suppellettili e arredi si sono sciolti in una combustione che ha trovato solo e impotente il pensionato.
Gli scheletri della carrozzina e del letto, gli unici sopravvissuti alla furia distruttrice del fuoco, senza bisogno di spiegazioni sono la sintesi di cosa è successo in quella camera. I soccorritori hanno trovato il corpo di Maccheroni. Quello che restava dopo aver subìto l’oltraggio del rogo. Le travi in legno, gli infissi. Tutto sparito o scarnificato. E poi la fuliggine, una coltre nera impastata a intonaci screpolati e mobili ridotti a ciocchi di legno carbonizzati.
L’arrivo dei vigili del fuoco, con autobotte e autoscala, ha evitato che le fiamme si estendessero anche al piano di sotto. Dichiarato inagibile l’appartamento dove viveva Maccheroni, qualche problema statico si è riversato anche nella casa al piano terra della palazzina bifamiliare.
Domenica notte le fiamme lampeggiavano dalle finestre, ormai prive di vetri, con un fumo denso nell’alloggio trasformato nella tomba del pensionato.
Intorno alle 00,30 dalla centrale operativa del 118 sono state inviate due ambulanze (Misericordia di Pisa e Croce Rossa di Pisa) e l’automedica.
Accertata la presenza del cadavere dell’ex direttore delle poste, i sanitari si sono occupati della figlia e del genero. Aver respirato quel fumo li aveva storditi e costretti a fare i conti con serie difficoltà respiratorie. Il monossido di carbonio inalato, soprattutto, andava contrastato senza perdere tempo. Entrambi sono stati portati al pronto soccorso di Cisanello e sottoposti alle cure per disinnescare gli effetti del gas letale. Sono stati dimessi nel primo pomeriggio per rientrare a casa, al piano di sotto dove nella notte il rogo ha ucciso il pensionato prigioniero della sua infermità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
