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Quando Bilel «voleva farsi martire a Pisa»

«Uno stress test sull'antiterrorismo» disse il capo della polizia, Franco Gabrielli.Era l’agosto 2016 quando i carabinieri del Ros di Torino, con i militari di Livorno e Pisa, bloccarono il "lupo...

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«Uno stress test sull'antiterrorismo» disse il capo della polizia, Franco Gabrielli.
Era l’agosto 2016 quando i carabinieri del Ros di Torino, con i militari di Livorno e Pisa, bloccarono il "lupo solitario". Bilel Chihaoui, 26 anni, tunisino.
Aveva scritto su Facebook che «voleva farsi martire a Pisa» scrivendo la data della sua eventuale morte. Un giorno di fibrillazione investigativa e poi la sera dell’11 agosto i carabinieri catturano il nordafricano nella boscaglia del Biscottino. Espulsione immediata. Stessa sorte per un connazionale, Nafaa Afli, 25 anni, fermato a novembre a Torino in arrivo da Pisa. Con un amico furono bloccati dopo un alert giunto direttamente dall'intelligence dell'antiterrorismo.
Nafaa e Bilel erano considerati "allievi" di connazionali martiri in Siria. Sono stati allontanati per quello che avrebbero potuto fare e anche per averlo solo dichiarato o scritto. In un’inchiesta Jalal El Hanaoui, di Ponsacco, fu arrestato nel luglio 2015 per poi essere assolto.

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