Il Tirreno

Pisa

Pasqua “armata” 

di Pietro Barghigiani
Pasqua “armata” 

Controlli mirati su luoghi di culto e incontri religiosi 

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PISA. Corso Italia, ore 20,30 di venerdì. Un’auto della Guardia di finanza è schierata di traverso all’altezza di via Pascoli e via del Cottolengo. Non ci sono manifestazioni da tenere sotto controllo nella città pronta ad accogliere cortei di ogni tipo.
La barricata ha un altro obiettivo. La protezione è rivolta a chi partecipa alla Via Crucis, il cui punto di partenza è alla chiesa del Carmine. Un presidio mai visto fino ad ora per un appuntamento religioso che i recenti attentati in mezza Europa hanno trasformato in un accorgimento da pianificare nell’organizzazione dell’ordine pubblico.
È stata una Via Crucis sotto “scorta” quella che venerdì ha scandito le sue stazioni da piazza del Carmine fino al Duomo.
Nei vari punti in cui la processione ha fatto tappa la questura ha dislocato presenze in uniforme con auto usate come ostacoli mobili. Diverse quelle in borghese mescolate tra la folla con gli occhi aperti e i contatti via radio per segnalare situazioni sospette.
Da piazza del Carmine alle Logge di Banchi per poi proseguire verso il Ponte di Mezzo e Lungarno Pacinotti e arrivare verso la Torre passando da via Curtatone, via San Frediano, Piazza dei Cavalieri, via dei Mille e via Santa Maria con il grande arrivo in piazza Duomo.
Lungo il percorso la processione dei fedeli è stata tenuta sotto controllo non solo su possibili movimenti all’interno, ma anche da eventuali fattori esterni.
«In tutto abbiamo messo in campo una cinquantina di persone – spiega il questore Alberto Francini – tra polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani. Fino a martedì siamo impegnati, oltre a vigilare sugli obiettivi ordinari, a monitorare luoghi e appuntamenti religiosi. È una direttiva del ministero arrivata nei giorni scorsi».
Niente allarmismi, ma semplici misure precauzionali in vista di un evento capace di catalizzare folle vulnerabili e potenzialmente bersaglio di folli isolati.
Gli esempi recenti di Londra, Stoccolma, Dortmund e le bombe in Egitto lo dimostrano.
L’ordine è partito dal ministero dell’Interno e riguarda tutta Italia. Pisa con le sue peculiarità - aeroporto e Piazza dei Miracoli - è un modello di città non metropolitana alle prese, comunque, con il pensiero del terrorismo. Le espulsioni dei mesi scorsi di maghrebini radicalizzati lo certificano.
«Disporre attività straordinarie di vigilanza e controllo anche in vista delle imminenti festività pasquali e, in particolare, delle cerimonie legate agli eventi in programma per la Settimana Santa – è l’input del Viminale –. Al riguardo, è stata richiamata l’attenzione dei vertici delle forze dell’ordine al fine di assicurare la massima efficacia dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio».
Aggiunge il questore: «Aeroporto e Piazza dei Miracoli vengono già controllati 24 ore su 24. In zona Torre ci sono circa 25 uomini tra vigili, carabinieri, polizia ed esercito. Al Galilei, oltre alla Polaria, sono distribuiti nell’arco delle 24 ore una quindicina di uomini».
Le cerimonie religiose sono la priorità nei controlli. Ma il resto non viene trascurato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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