La scuola media di Pontasserchio resterà chiusa altre tre settimane
di Sharon Braithwaite
Dovrà essere rimossa gran parte dell’intonaco dai soffitti per una superficie di duemila metri quadrati L’intervento (che inizierà martedì) è stato deciso dopo i controlli dei tecnici del Comune e della Survey
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SAN GIULIANO TERME. La scuola media “Enrico Fermi” di Pontasserchio rimarrà chiusa per almeno tre settimane. Sarà rimosso gran parte dell’intonaco dai soffitti, pari a duemila metri quadrati: l’intervento è stato programmato in seguito ai controlli effettuati dai tecnici del Comune e dalla ditta pisana Survey Italia. Le indagini termografiche hanno rilevato il pessimo stato dell’intonaco in parte dei corridoi, nei locali riservati al personale tecnico e amministrativo e nella stanza della dirigente scolastica; mediocri ma non a rischio crollo gli strati di malta delle aule. I tecnici hanno rilevato le buone condizioni dei solai e hanno confermato l’ipotesi del distaccamento, paventata inizialmente: l’intonaco ha ceduto a causa della dilatazione provocata dall’escursione termica nel sottotetto.
Gli approfondimenti sono stati eseguiti dopo il distaccamento avvenuto domenica 9 al primo piano, nel corridoio di fronte all'aula magna: una cascata di calcinacci, spessi circa sei centimetri, si era riversata sulla scrivania e sulle sedie del personale tecnico e amministrativo. Il plesso fu immediatamente chiuso in attesa dei dovuti accertamenti. Grande lo choc tra dirigenti, docenti e personale amministrativo: nessuna crepa o cedimento era stato registrato; nessun segnale era stato avvertito nei giorni precedenti.
Per fortuna il cedimento, «totalmente inaspettato», come ha dichiarato poche ore dopo la preside Maria Paola Ciccone, si è verificato durante il fine settimana e non ha avuto quindi conseguenze sulle persone. L’istituto è frequentato abitualmente da trecento alunni.
«La ditta incaricata ha rilevato che la struttura è parzialmente inagibile e da mettere in sicurezza mediante l'asportazione dell'intonaco dei soffitti lasciando a vista travicelli e pignatte. Inizialmente era stata ipotizzata una rimozione totale degli intonaci, ma in base agli approfondimenti effettuati dai tecnici sarà necessario rimuovere solo gli strati ammalorati. Un terzo della superficie dei soffitti rimarrà al suo posto perché sicura - spiega il sindaco Sergio Di Maio -. È stata già individuata una ditta che per professionalità e disponibilità di capitale umano è la più adatta a fare questo lavoro nel minor tempo possibile al fine di poter restituire la scuola quanto prima all'utenza».
I lavori inizieranno martedì 18 e dureranno per circa tre settimane. Per martedì pomeriggio il Comune ha convocato un incontro con la dirigente Ciccone, l’assessore all’istruzione Maria Elena Bianchi Bandinelli Paparoni ed i rappresentanti di classe dell’istituto di via sant’Antonio: sarà l’occasione per concordare le soluzioni migliori per garantire il regolare svolgimento dell'attività didattica.
«Questa riunione si terrà in sala Niccolini, preceduta da un incontro tecnico con gli uffici e la ditta Cemes; illustreremo queste proposte alla preside, ai rappresentanti dei genitori e ai docenti. Daremo loro massima libertà di scelta valutando anche di poter mettere in piedi ulteriori soluzioni che venissero proposte - dice ancora il primo cittadino -. Al momento sono diverse le soluzioni che l'amministrazione ha trovato e ne sta valutando altre. Punto fermo, la ricerca di soluzioni che rechino il minor disagio possibile ai ragazzi e alle famiglie oltre che al corpo docente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli approfondimenti sono stati eseguiti dopo il distaccamento avvenuto domenica 9 al primo piano, nel corridoio di fronte all'aula magna: una cascata di calcinacci, spessi circa sei centimetri, si era riversata sulla scrivania e sulle sedie del personale tecnico e amministrativo. Il plesso fu immediatamente chiuso in attesa dei dovuti accertamenti. Grande lo choc tra dirigenti, docenti e personale amministrativo: nessuna crepa o cedimento era stato registrato; nessun segnale era stato avvertito nei giorni precedenti.
Per fortuna il cedimento, «totalmente inaspettato», come ha dichiarato poche ore dopo la preside Maria Paola Ciccone, si è verificato durante il fine settimana e non ha avuto quindi conseguenze sulle persone. L’istituto è frequentato abitualmente da trecento alunni.
«La ditta incaricata ha rilevato che la struttura è parzialmente inagibile e da mettere in sicurezza mediante l'asportazione dell'intonaco dei soffitti lasciando a vista travicelli e pignatte. Inizialmente era stata ipotizzata una rimozione totale degli intonaci, ma in base agli approfondimenti effettuati dai tecnici sarà necessario rimuovere solo gli strati ammalorati. Un terzo della superficie dei soffitti rimarrà al suo posto perché sicura - spiega il sindaco Sergio Di Maio -. È stata già individuata una ditta che per professionalità e disponibilità di capitale umano è la più adatta a fare questo lavoro nel minor tempo possibile al fine di poter restituire la scuola quanto prima all'utenza».
I lavori inizieranno martedì 18 e dureranno per circa tre settimane. Per martedì pomeriggio il Comune ha convocato un incontro con la dirigente Ciccone, l’assessore all’istruzione Maria Elena Bianchi Bandinelli Paparoni ed i rappresentanti di classe dell’istituto di via sant’Antonio: sarà l’occasione per concordare le soluzioni migliori per garantire il regolare svolgimento dell'attività didattica.
«Questa riunione si terrà in sala Niccolini, preceduta da un incontro tecnico con gli uffici e la ditta Cemes; illustreremo queste proposte alla preside, ai rappresentanti dei genitori e ai docenti. Daremo loro massima libertà di scelta valutando anche di poter mettere in piedi ulteriori soluzioni che venissero proposte - dice ancora il primo cittadino -. Al momento sono diverse le soluzioni che l'amministrazione ha trovato e ne sta valutando altre. Punto fermo, la ricerca di soluzioni che rechino il minor disagio possibile ai ragazzi e alle famiglie oltre che al corpo docente».
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